Prima Conferenza dei giovani italiani in Canada: riflessioni di Elio Coppola
OTTAWA - E' partita dai giovani l'aspirazione ad organizzare una conferenza nazionale di giovani italiani e italocanadesi, rivolta a trattare, se non a risolvere, le questioni di interesse proprio ai nostri giovani in questo Paese. Tale particolare , per quanto positivo ed incoraggiante, poteva fermarsi lì e se ne sarebbe riparlato forse di passaggio, sarebbe diventato il fanalino di coda, alla prossima occasione. Ma è giunto all'orecchio attento e vigilante di Giovanni Rapanà, il presidente del Comites di Montreal, il quale avvalendosi dei suoi validissimi collaboratori, ha provveduto alla realizzazione di questo qualcosa voluto dai giovani che ha tutti i connotati di un evento storico, almeno per quanto concerne la nostra comunità in Canada.
A questa prima conferenza infatti ne seguiranno altre dello stesso stampo, e i giovani, è apparso evidente, da spettatori diventeranno progressivamente i protagonisti a lungo andare. E' questo quanto è emerso all'appuntamento a Montreal del 19 maggio scorso al quale sono accorsi non meno di 150 delegati da tutto il Canada. Gli "anziani" hanno capito che al "tavolo d'onore" vogliono essere seduti anche e principalmente i giovani i quali hanno espresso la massima disponibilità a discutere, a pianificare senza che qualcuno imbocchi loro le parole da dire o indichi la strada da percorrere.
Si è parlato di tanto: Accesso ai media italiani e informazione di ritorno; Cittadinanza italiana e voto all'estero; Lingua e cultura italiana nel multiculturalismo canadese; Formazione professionale e scambi interculturali. Argomenti già proposti in altre occasioni che spesso si sono trasformate in piccoli festival del protagonismo, in saghe degli interventi. Ma i due fattori emersi da un mare di parole e dei soliti suggerimenti e raccomandazioni (ma vi è chi ascolta veramente?) sono stati:
Adoperiamoci dunque tutti noi a fornire ai nostri giovani il trampolino di lancio, quell'aiuto necessario ( e non mi si chieda come, perché chi ha le chiavi in mano sa bene dove è situata la serratura), affinché possano loro stessi gestirsi le loro cose che hanno tanto il colore, il profumo, il sapore della nostra Italia. (Elio Coppola-Inform) ecoppola@magma.ca