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INFORM - N. 99 - 20 maggio 2002

Prima Conferenza dei giovani italiani in Canada: riflessioni di Elio Coppola

OTTAWA - E' partita dai giovani l'aspirazione ad organizzare una conferenza nazionale di giovani italiani e italocanadesi, rivolta a trattare, se non a risolvere, le questioni di interesse proprio ai nostri giovani in questo Paese. Tale particolare , per quanto positivo ed incoraggiante, poteva fermarsi lì e se ne sarebbe riparlato forse di passaggio, sarebbe diventato il fanalino di coda, alla prossima occasione. Ma è giunto all'orecchio attento e vigilante di Giovanni Rapanà, il presidente del Comites di Montreal, il quale avvalendosi dei suoi validissimi collaboratori, ha provveduto alla realizzazione di questo qualcosa voluto dai giovani che ha tutti i connotati di un evento storico, almeno per quanto concerne la nostra comunità in Canada.

A questa prima conferenza infatti ne seguiranno altre dello stesso stampo, e i giovani, è apparso evidente, da spettatori diventeranno progressivamente i protagonisti a lungo andare. E' questo quanto è emerso all'appuntamento a Montreal del 19 maggio scorso al quale sono accorsi non meno di 150 delegati da tutto il Canada. Gli "anziani" hanno capito che al "tavolo d'onore" vogliono essere seduti anche e principalmente i giovani i quali hanno espresso la massima disponibilità a discutere, a pianificare senza che qualcuno imbocchi loro le parole da dire o indichi la strada da percorrere.

Si è parlato di tanto: Accesso ai media italiani e informazione di ritorno; Cittadinanza italiana e voto all'estero; Lingua e cultura italiana nel multiculturalismo canadese; Formazione professionale e scambi interculturali. Argomenti già proposti in altre occasioni che spesso si sono trasformate in piccoli festival del protagonismo, in saghe degli interventi. Ma i due fattori emersi da un mare di parole e dei soliti suggerimenti e raccomandazioni (ma vi è chi ascolta veramente?) sono stati:

  1. Lo sconcio, lo scandalo di Rai International, trascurato, sì trascurato, dalle autorità interessate, quelle italiane, e dalle autorità non sufficientemente informate, quelle canadesi. Il messaggio era chiaro: "Vogliamo Rai International". E non sono mancate testimonianze improntate da rabbia e da frustrazione da parte di chi vede questa piaga allargarsi a macchia d'olio da anni e alla quale nessuno riesce a porre rimedio, con il pretesto che per una soluzione occorrerebbe la lucidità di un Einstein. Non vogliamo più quest'angheria, quest'umiliazione, quest'ingiustizia e "che non ci venga chiesto di digiunare, nel nome di quelli che, a torto o a ragione, sono considerati divoratori di torte", come diceva Enzo Biagi in un differente contesto.
  2. La voglia di italianità dei nostri giovani è stato però il tema centrale della conferenza, non necessariamente previsto in tale misura dagli organizzatori, ma decisamente espresso, evidenziato, detto e ripetuto in tutte le maniere, come quei nostri cibi sempre buoni anche se preparati in mille modi.

Adoperiamoci dunque tutti noi a fornire ai nostri giovani il trampolino di lancio, quell'aiuto necessario ( e non mi si chieda come, perché chi ha le chiavi in mano sa bene dove è situata la serratura), affinché possano loro stessi gestirsi le loro cose che hanno tanto il colore, il profumo, il sapore della nostra Italia. (Elio Coppola-Inform) ecoppola@magma.ca


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