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INFORM - N. 97 - 17 maggio 2002

Immigrazione: la discussione della riforma riprenderà alla Camera dopo il voto del 26 maggio

Sarà riproposto in un secondo momento il provvedimento di sanatoria dei lavoratori immigrati

ROMA - Al termine di un teso e difficile dibattito parlamentare la Conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha rinviato - in considerazione dell'imminenza delle consultazioni amministrative fissate per il 26 maggio - la discussione del disegno di legge di riforma dell'attuale normativa sull'immigrazione. L'approvazione definitiva è prevista entro giugno. Un sofferta decisione - molti esponenti della maggioranza avrebbero preferito una calendarizzazione ravvicinata - che giunge al termine di un'intensa giornata politica, ricca di avvenimenti e di colpi di scena.

Dopo l'intervento del Presidente Ciampi - che dal Marocco ha ricordato come in assenza di un concreto sviluppo in loco gli attuali flussi migratori non potranno risolvere i problemi dei Paesi più poveri del Mediterraneo né il complessivo calo demografico nell'Unione Europea - la cronaca del giorno è stata infatti caratterizzata dalle dichiarazioni alla stampa del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che - per quanto concerne le polemiche interne alla Casa delle Libertà su alcuni aspetti della riforma della legge Turco-Napolitano - ha apertamente chiesto alla sua maggioranza un rapido superamento delle attuali divisioni. Un richiamo che è stato accolto dalla Casa della Libertà e che il deputato Giovanardi ha concretizzato con l'elaborazione di uno specifico accordo politico che prevede lo stralcio, dal disegno di legge in esame, del contestato emendamento Tabacci. Una proposta - elaborata dal rappresentante dell'UDC e finalizzata alla richiesta di una sanatoria per i numerosi immigrati che lavorano in nero nel nostro Paese - che ora, dopo l'intesa raggiunta dalle forze di maggioranza, diverrà un provvedimento autonomo che sarà presentato e discusso in un secondo momento.

E' in questo particolare clima politico che l'Assemblea di Montecitorio ha ripreso l'esame delle pregiudiziali di costituzionalità - tre sono presentate dai gruppi parlamentari dell'Ulivo e quattro da esponenti di Rifondazione - al disegno di legge n. 2454 sull'immigrazione ed il diritto d'asilo. Specifiche obiezioni costituzionali - riguardanti il diritto d'asilo, l'immediata esecutività del decreto di espulsione, i ricongiungimenti familiari e l'istituzione del contratto di soggiorno- che sono state respinte dalla Camera a larga maggioranza.

I lavori dell'assemblea sono stati poi caratterizzati da un vivace dibattito sull'opportunità di interrompere la discussione (la richiesta di un'immediata sospensione dei lavori è stata avanzata dal deputato dei DS Renzo Innocenti) o di proseguire - al fine di incardinare il provvedimento alla settimana in cui riprenderà l'attività dell'Aula - con l'esame degli emendamenti all'articolo 1 del disegno di legge. Un'ipotesi dibattimentale, quest'ultima, che ha prevalso anche sull'estremo tentativo del rappresentante della Lega Nord Alessandro C'è di procedere con l'immediata votazione alcuni articoli del disegno di legge in esame o, in seconda istanza, di calendarizzare la ripresa del dibattito alla prossima seduta. Una proposta respinta dalla Conferenza dei capigruppo - a conclusione dei lavori la relatrice Isabella Bertolini ha comunicato il parere contrario della Commissione su tutti emendamenti all'art.1 - che ha rinviato la ripresa del dibattito al periodo post-elettorale. (Lorenzo Zita-Inform)


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