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INFORM - N. 96 - 16 maggio 2002

Convegno sulle problematiche e le prospettive dell'immigrazione nel Lazio. Una relazione della Caritas sulla dualità della realtà migratoria italiana

ROMA - Per dare risalto alla tradizione migratoria del Lazio e per elaborare innovative dinamiche didattiche direttamente connesse allo sviluppo di una società multietnica e multireligiosa si è svolto a Roma il convegno sul tema " Immigrazione: dati, problemi e prospettive nella Regione Lazio". All'incontro - promosso dal Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca (M.I.U.R) in collaborazione con il Coordinamento del Dossier statistico della Caritas - hanno partecipato, oltre alla coordinatrice Adriana Di Bella, il presidente vicario del CNEL Giorgio Alessandrini, il direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale Francesco De Santis , il coordinatore del Dossier Statistico della Caritas Franco Pittau, la dirigente del M.I.U.R Simonetta Fichelli, il rappresentante del Forum per l'Intercultura Ndjock Ngana, il prof. Luigi Bonagurio e numerosi operatori del mondo scolastico.

Dopo un breve intervento introduttivo del direttore generale De Santis volto a sottolineare la necessità di favorire la piena integrazione scolastica degli studenti stranieri anche attraverso uno specifico e costante aggiornamento formativo dei docenti sulle principali tematiche migratorie, Franco Pittau ha presentato delle interessanti schede di approfondimento che - prendendo spunto dal passato migratorio del nostro Paese - forniscono dettagliati elementi di riflessione sulla complessa realtà degli immigrati che vivono e lavorano nel Lazio. Due facce della stessa medaglia - il ricordo delle grandi migrazioni di massa del secolo scorso danno significato all'odierna accoglienza degli immigrati - che nella relazione della Caritas vengono illustrate attraverso l'accostamento di aggiornati dati statistici ad una breve sintesi del libro "L'Affresco" di Jolanda Vecchietti.

Una singolare storia di emigrazione al femminile - in questo racconto l'autrice ha raccolto le memorie orali della propria famiglia sulle avvincenti vicissitudini migratorie della nonna Enrica Martinelli - che ci introduce alla lettura dell'articolata ricerca della Caritas sulla storia della legislazione migratoria, sugli equivoci della comunicazione di massa, sulla realtà della mediazione culturale e sulle diversità religiose. Ma dalla relazione, oltre a specifici dati sulla presenza degli immigrati in Italia (secondo queste stime sono 1.700.000 gli stranieri registrati dal Ministero degli Interni di cui circa 300 mila residenti nel Lazio), vengono evidenziate anche interessanti statistiche sulle nostre collettività nel mondo.

Per la stima Caritas ancora oggi infatti su cento italiani rimasti in Patria ve ne sono sette residenti all'estero. Quattro milioni di persone che vivono e lavorano, secondo una valutazione comparata tra i dati dell'AIRE e quelli degli elenchi consolari, presso le principali Nazioni europee - come ad esempio la Germania (700 mila0), la Svizzera (600 mila) e la Francia (400 mila) - ed i grandi Paesi d'accoglienza extraeuropei. Una particolare classifica, quest'ultima, in cui l'Argentina (600 mila), viene seguita a ruota dagli Stati Uniti (200 mila) e dall'Australia (100 mila). Gli emigrati laziali nel mondo sarebbero quasi 200 mila. Infine Pittau - dopo aver ribadito le perplessità espresse dal mondo cattolico sulla riforma della legge Turco-Napolitano - ha sottolineato come a tutt'oggi sia necessaria una legislazione organica che superi le diffidenze nei confronti degli immigrati e dia vita ad una nuova forma di convivenza civile.

Una priorità irrinunciabile - la costruzione di una società interculturale che non sia ostile allo straniero e sappia governare la globalizzazione - che durante il convegno è stata evidenziata anche da Giorgio Alessandrini. Per il presidente vicario del CNEL sarebbe infatti auspicabile - anche in considerazione del fatto che su questa materia sarà varata entro il 2004 una comune ed omogenea legislazione europea - la realizzazione di una concreta politica dell'immigrazione che, superando la semplice solidarietà, porti alla programmazione di interventi concreti (casa, lavoro, sanità, scuola) e alla mobilitazione di tutti gli enti locali. A tale proposito verrà al più presto attivato, probabilmente entro il mese di giugno, il Consiglio territoriale dell'immigrazione. Una struttura collegiale che sarà aperta ai rappresentanti del mondo scolastico - per Alessandrini solo la scuola potrà garantire un rapido processo d'integrazione degli stranieri - e agli esponenti delle principali associazioni degli immigrati.

Ma nel corso del dibattito - gli intervenuti hanno ricevuto uno specifico supporto audiovisivo sulla trasmissione di Rai Educational " Un mondo a colori: Dossier Statistico Immigrazione 2001"- dal prof. Luigi Bonagurio è stata illustrata anche una dettagliata ricerca sulla presenza degli alunni stranieri nel sistema didattico italiano. Secondo i dati elaborati dal docente sarebbero infatti circa 170.000 - con un'incidenza sulla popolazione scolastica del 2,1% - gli alunni stranieri iscritti nelle scuole italiane. L'analisi delle statistiche relative agli studenti non nazionali presenti nella Regione Lazio (10,4% del totale) hanno inoltre rilevato come a tutt'oggi questi ragazzi, dopo la scuola dell'obbligo, scelgano prevalentemente l'istruzione professionale ( 28,9%) e tecnica ( 38,1%). Una convivenza complessa, quella che mette a confronto studenti italiani e stranieri, che non ha però scoraggiato gli operatori del settore che ogni giorno devono confrontarsi sul campo con questa difficile realtà. "L'integrazione scolastica ha fatto dei notevoli passi avanti - ci ha infatti riferito il dirigente del circolo didattico della Magliana Natalino Porcu che nei suoi Istituti ospita una variegata rappresentanza straniera (circa l'11% della popolazione scolastica ) proveniente da 22 nazioni diverse - sussistono però delle sacche di pregiudizi che non si possono abolire. Debbo però dire che il nostro lavoro ha prodotto dei grandissimi risultati. Oggi i bambini, su questo non vi erano dubbi, e soprattutto le famiglie hanno avviato un positivo processo di integrazione. Un risultato che, viste le difficili condizioni ambientali, non esito a definire eccellente". (Lorenzo Zita-Inform)


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