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INFORM - N. 93 - 13 maggio 2002

Unione Europea - Direttive comuni per l’accoglienza dei richiedenti asilo

BRUXELLES - I ministri degli interni e della giustizia dei paesi dell’Unione Europea hanno raggiunto, di recente, un accordo politico sulle norme comuni per l’accoglienza dei richiedenti l’asilo. Il documento base per la discussione era la proposta di direttive presentata dalla Commissione Europea nel 2001. Essa ha come scopo l’indicazione degli standard minimi che tutti gli stati dell’Unione devono garantire nell’assistenza legale e materiale ai rifugiati e alle loro famiglie.

Le direttive parlano di "condizioni di vita dignitose" e indicano come ed entro quali limiti di tempo un richiedente l’asilo deve essere informato riguardo ai suoi diritti e doveri. Il divieto di lavorare per i rifugiati non potrà superare la durata massima di un anno; ai bambini verrà garantito il diritto all’istruzione scolastica dopo tre mesi di soggiorno.

L’assistenza sanitaria dovrà essere assicurata in modo adeguato, con una particolare attenzione per i minorenni non accompagnati dalla famiglia e per le vittime della tortura. Gli alloggi dei richiedenti l’asilo dovranno essere protetti da eventuali attentati. Ogni singolo stato potrà decidere come organizzare il sostentamento delle persone le cui procedure sono ancora pendenti: con pagamenti in contanti o con beni di prima necessità.

Nel cammino verso una politica migratoria comune, oltre a questo documento di recente approvazione, i paesi dell’Unione hanno stabilito anche un meccanismo unitario per l’accoglienza temporanea di profughi provenienti da aree di crisi, da attivare in caso di fuga di massa, come è avvenuto in passato per il Kosovo. Questo permette anche di attingere ad un fondo comunitario appositamente predisposto. È, inoltre, stato attivato da alcuni anni il sistema Eurodac per il controllo dell’identità dei richiedenti l’asilo in tutta Europa. (Luisa Deponti-CSERPE/Inform)


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