* INFORM *

INFORM - N. 93 - 13 maggio 2002

Promosso dall'Università "La Sapienza" un seminario sul diritto d'asilo. Rifugiati in Italia: un'emergenza nell'emergenza

ROMA - Sono circa 23.000 i rifugiati in Italia. Di questi 13.000 sono riconosciuti sulla base della Convenzione di Ginevra, mentre più di 10.000 godono della cosiddetta "protezione umanitaria". Uno status che assicura al non nazionale il permesso di soggiorno e di lavoro, l'assistenza sanitaria e il diritto all'istruzione. I rifugiati presenti nel nostro Paese provengono in prevalenza dai Balcani, dal Medio Oriente e dal Corno d'Africa.

Questa in sintesi, secondo i dati dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR), la situazione dell'asilo in Italia. Un contesto difficile - certamente non paragonabile a quello della Germania e del Regno Unito dove solo nel 2001 sono state presentate 88mila domande d'asilo - che viene reso complicato dalla mancanza di una legge organica che regolamenti l'argomento. A tutt'oggi infatti la procedura per il riconoscimento dello status di rifugiato può durare oltre un anno. Un lungo periodo nel corso del quale allo straniero - che non può lavorare ma ha diritto all'assistenza sanitaria e all'istruzione dei figli - viene riconosciuto, solo per 45 giorni, una limitata assistenza finanziaria.

Per comprendere meglio come lo status del rifugiato cambierà con l'approvazione della nuova legge sull'immigrazione - nella normativa all'esame della Camera viene prevista una forte accelerazione della procedura d'asilo - e per approfondire l'attuale situazione dei profughi in Italia si è svolto a Roma, presso l'Università La Sapienza, un seminario dal titolo " Conflitti, emergenza e tutela dei diritti umani nel mondo contemporaneo: l'asilo in Italia".

Nel corso dell'incontro il Prefetto Alessandro Pansa - dopo aver ricordato il recente calo dei clandestini provenienti dall'Albania e dai Paesi dell'Est europeo - ha sottolineato come a tutt'oggi la concessione del permesso di soggiorno provvisorio per i richiedenti asilo consenta a molti immigrati di evitare il respingimento alle frontiere e di entrare in clandestinità. Dal Prefetto sono state inoltre illustrate le direttive attualmente allo studio della Commissione Europea, che prevedono sia l'armonizzazione delle legislazioni europee sull'accoglienza ai rifugiati - questa norma renderà meno permeabile e più omogenea l'offerta d'asilo su tutto il territorio comunitario - sia l'obbligo di trattamento del rifugiato da parte del Paese europeo che per primo accoglie ed ospita lo straniero. Una norma, quest'ultima - l'Italia a causa della sua posizione geografica è da sempre in prima linea sul fronte dell'immigrazione -, che potrebbe creare al nostro Paese non poche preoccupazioni.

Ma per comprendere fino in fondo il nuovo quadro normativo che si sta formando in Italia bisogna approfondire anche la complessa sovrapposizione legislativa degli ultimi dieci anni. Un doveroso sguardo al passato che, durante il dibattito, è stato illustrato con dovizia di particolari dal rappresentante del Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione del Ministero degli Interni Angelo Carbone. Egli ha in primo luogo evidenziato come nel 1990, grazie all'approvazione della legge Martelli sull'immigrazione, fu finalmente superata la limitazione - sancita dalla Convenzione di Ginevra del 1951 - che prevedeva la concessione del diritto d'asilo ai soli cittadini europei. Una novità importante, quella prevista dall'art. 1 della legge Martelli, che venne varata in via provvisoria e che invece - nonostante l'approvazione nel 1998 del nuovo testo unico sull'immigrazione - è rimasta fino ad oggi invariata.

Una materia da riformare dunque che il disegno di legge 795, approvato dal Senato il 28 febbraio 2002 ed ora all'esame della Camera, cercherà di regolamentare - almeno per quanto riguarda gli usi strumentali del diritto d'asilo - attraverso la riduzione dei tempi per l'accertamento dello status, la creazione di specifiche Commissioni territoriali e di specifici centri d'accoglienza per i richiedenti asilo. Il Vice Prefetto Carbone ha infine ricordato il "Programma Nazionale Asilo" ( PNA): una iniziativa - gestita dal Ministero degli Interni, dall'ANCI e dall'UCNUR - che fornisce, per il tempo necessario, un limitato ma concreto sostegno ai chiedenti asilo.

Una positiva iniziativa che, secondo la dottoressa Ngo Dinh Le Quyen, rischia però un drastico ridimensionamento. Per l'esponente della Caritas l'importante progetto di sostegno sarebbe infatti seriamente minacciato da un improvviso taglio dei finanziamenti che - oltre a mettere sulla strada centinaia di persone prive del permesso di lavoro - porterà alla chiusura, entro il mese di settembre, della maggior parte dei centri di accoglienza. Un vero e proprio grido d'allarme - finalizzato a scongiurare la nascita di un'emergenza nell'emergenza - che è stato rilanciato dal rappresentante dell'ACNUR Michele Manca Di Nissa.

Il delegato dell'Alto Commissariato dell'ONU - dopo aver chiesto una razionalizzazione delle norme che consenta un rapido superamento delle problematiche tecniche ed amministrative - ha infatti auspicato la rapida promulgazione - a tutt'oggi il Governo italiano ha rinviato ogni decisione in materia al varo della normativa europea previsto per il 2004 - di una legge organica sul diritto d'asilo che preveda - onde evitare il drammatico rientro in Patria del rifugiato - l'introduzione per l'espulsione di un ricorso sospensivo e che - in linea con gli standard internazionali - tenga nel dovuto conto le problematiche della protezione e dell'assistenza umanitaria. (Lorenzo Zita-Inform)


Vai a: