* INFORM *

INFORM - N. 92 - 10 maggio 2002

La RAI, RAI-International e il Direttore Massimo Magliaro, cosa intendono fare per risolvere il "Caso Canada"?

MONTREAL - Finalmente, il Presidente della RAI, Prof. Antonio Baldassarre è stato interessato al "caso Canada". Lo ha fatto, in maniera schietta, la Senatrice Marisa Ferretti Barth che è intervenuta presso le massime cariche dello Stato italiano per chiedere di risolvere l’illogica situazione che vede il Canada, come l’unico Paese al mondo dove ancora non è possibile vedere la RAI.

È un problema che dura da anni, ma è la prima volta che un organo del governo canadese scende in campo per difendere una legittima richiesta proveniente dalla collettività italiana.

Da due anni, Comites e CGIE chiedono a RAI-International un intervento deciso, per rimuovere gli ostacoli alla libera ricezione del segnale della RAI in Canada.

Da due anni chiediamo che la RAI presenti alla CRTC (Canadian Radio-Television and Telecommunications Commission) una licenza di tipo "Foreign Services", che le consentirebbe di trasmettere direttamente 24 ore su 24 i programmi italiani.

Da due anni diciamo che la RAI dovrebbe trovare un emissario in Canada e non trattare attraverso RAI-Corporation New York, responsabile in gran parte della attuale situazione.

Rai-Canada, il prodotto degli accordi tra RAI-International, tramite Rai-Corporation New York e Corus Canada, non ha mai preso il via. E questo lo avevamo già previsto.

Di fatto, chi vuole vedere la RAI, può farlo abbonandosi negli Stati Uniti.

Solo che, in questi giorni, la Corte Suprema del Canada ha confermato che è illegale ricevere i programmi televisivi via satellite, diffusi da fornitori americani e ha ricordato le sanzioni amministrative e penali previste per i trasgressori.

Quindi, le centinaia di migliaia di famiglie italiane che vivono in Canada, per mantenere aperta una finestra sull’Italia, rischiamo le gravi sanzioni previste dalla legge. Mentre assistiamo che altre comunità (tra cui quella tedesca, cinese, ecc..) ricevono regolarmente e legalmente i programmi dai loro Paesi. Qualcuno disse che "Italia e Canada sono paesi cugini". È il momento di provarlo con i fatti.

Mi domando, se non vi siano già i presupposti necessari a motivare un intervento del Governo italiano presso il Governo canadese per rimuovere questa grave discriminazione nei confronti degli italiani in Canada.

Mi domando se non sia giunta l’ora per la RAI di chiedere alla CRTC una licenza del tipo "Foreign Services" per trasmettere ventiquattr'ore su ventiquattro i programmi italiani.

Forse si sottovaluta il significato politico delle 38.000 firme, raccolte in Canada a favore di detta soluzione e l’intervento della Senatrice Marisa Ferretti Barth.

O forse alla RAI non interessa il peso politico che queste forze possono avere sulla CRTC e sulla decisione di accogliere una sua auspicabile richiesta.

Spero che il Direttore Massimo Magliaro, al quale faccio le mie congratulazioni per il nuovo incarico, trovi il tempo di occuparsi del "Caso Canada" e dare maggiore ascolto agli italiani che in Canada ci vivono. (Giovanni Rapanà*-Inform)

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* Coordinatore Inter-Comites Canada, Presidente Comites Montreal


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