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INFORM - N. 89 - 7 maggio 2002

Fedora Di Marco (CGIE Venezuela): Mondi separati

MARACAIBO - Gli avvenimenti che hanno sconvolto il Venezuela si sono succeduti con un ritmo incalzante e si sono drammaticamente intrecciati con i rapimenti di nostri connazionali tanto da colpirci doppiamente. Il quadro sociale contingente in cui si collocano gli italiani del Venezuela, ,visto in prospettiva, è umanamente desolante anche per l'assoluta indifferenza, fatta eccezione per una interrogazione parlamentare dei DS, dei partiti, del governo e dell'informazione italiana, per queste drammatiche vicende. Indifferenza dalla quale non è stata immune la rappresentanza diplomatico consolare, per quanto riguarda la circoscrizione consolare di Maracaibo al cui riguardo il Comites, nell'assemblea del 27 aprile, ha espresso ancora una volta, insofferenza e disapprovazione nella constatazione che, la sensibilità e la preoccupazione per gli infausti giorni che avevano visto morti e saccheggi, e che avevano fatto ravvisare ai rappresentanti diplomatici e consolari l'opportunitá di riunire, nella sede del consolato generale di Caracas prima e nella sede dell'Ambasciata poi, i rappresentanti degli italiani di quella circoscrizione consolare, per ascoltarli, per far sentire loro la vicinanza dei rappresenti del governo e dello Stato italiano in Venezuela, non avevano avuto uguale riscontro per Maracaibo, come segnalato all'Ambasciata d'Italia, che ha addotto questa vuoto all'assenza del Console di Maracaibo - motivazione quanto meno fragile: a quanto ci risulta anche il Console Generale di Caracas non è in sede- e che ha provveduto a colmarlo facendo convocare dal consolato di Maracaibo, una riunione per il 16 aprile.

Con carattere d'urgenza , intanto, ilComites convocava l'esecutivo prima e l'assemblea poi, con la partecipazione dei rappresentanti delle associazioni. In quest'ultima sede, il 27 aprile, più voci si sono chieste se non viviamo anche "noi" in Venezuela, se l'Ambasciatore d'Italia è l'Ambasciatore italiano solo di Caracas, del perché questo consolato di "frontiera" è da sempre lasciato a sé stesso, se il Comites, che non è certo un Comites fantasma e il Consigliere generale non rappresentano nessuno e se allora sono nessuno le migliaia e migliaia di italiani che li hanno eletti a loro rappresentanza, se questi rappresentanti democraticamente eletti non dovrebbero "tutti", pariteticamente, essere ascoltati per un quadro composito e il più possibile calzante con le varie realtà, che sono tante quanti sono gli stati venezolani, per non incorrere in macroscopici errori di diagnosi politiche economiche e sociali come quella in cui è incorso l'Ambasciatore, nella seconda decade di marzo, a Maracaibo, quando ha tracciato, nello sconcerto generale, un quadro di assoluta normalità della situazione politica ed economica del Venezuela; di questa Venezuela che l'11 aprile, dopo numerose avvisaglie, esplodeva in tutta la sua dimensione.

La conclusione dell'assemblea è stata: la collettività e le rappresentanze diplomatico-consolari vivono in due mondi separati. Constatazione che non impedisce a questo Comites di andare avanti e, guardando con speranza al futuro, manda un messaggio di solidarietà alle vittime dei sequestri e alle loro famiglie che vivono giorni di angoscia. (Fedora Di Marco, Presidente del Comites di Maracaibo)

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