* INFORM *

INFORM - N. 89 - 7 maggio 2002

Dal Webgiornale, Germania

Nuovi servizi dell’Ambasciata d'Italia a Berlino su Internet. Avviato il controllo dell’intervento scolastico degli Enti

BERLINO - Tobia Bassanelli, direttore del Webgiornale (al sito www.webgiornale.de, quotidiano telematico bilingue per gli italiani in Germania), , intervista il Consigliere Romano dell’Ambasciata d’Italia a Berlino, che presenta le più recenti iniziative a favore dei connazionali in Germania e spiega perché i servizi consolari sono così carenti. L’arrivo a Berlino dell’Ispettore Scolastico permette ora un vero controllo sulla qualità dei corsi degli Enti gestori.

Siamo con il Cons. Romano, responsabile dell’Ufficio Sociale dell’Ambasciata a Berlino, per una delle interviste che con regolarità rilascia al Webgiornale. Vuole informare i nostri lettori, Consigliere, sulle ultime iniziative dell’Ambasciata a favore delle comunità italiana in Germania?

Comincio da quelle più concrete, delle quali i connazionali possono avere un riscontro diretto e immediato. Come prima cosa abbiamo ristrutturato la sezione dell’Ufficio Sociale nel sito Internet dell’Ambasciata a Berlino (www.ambasciata-italia.de ). Sono state inserite nuove rubriche per circa trenta pagine, è stata arricchita la parte informativa ed il sistema dei "links". Abbiamo aggiunto una "Guida al vivere e lavorare in Germania", perché questo è un Paese, non dimentichiamolo, dove il flusso dei connazionali in arrivo, per motivi di studio o professionali, non si è arrestato. Ma soprattutto, abbiamo creato, all’interno del sito, uno spazio per i connazionali. A partire dai prossimi giorni chiunque in Germania potrà scrivere all’Ufficio Sociale, all’indirizzo ambitalia.comunitaitaliana@t-online-de per segnalare problemi, formulare suggerimenti e/o critiche su tematiche attinenti alla vita della comunità e delle sue rappresentanze. E, ovviamente, esprimersi sull’attività dell’Ufficio Sociale stesso. Questo servirà a noi, che operiamo dal centro, per affinare la conoscenza delle problematiche degli italiani in Germania e pianificare meglio la nostra azione. Non risponderemo ai singoli, o almeno non a tutti, non è a questo scopo che si è creato il nuovo spazio web, ma le lettere più significative saranno pubblicate sul sito con regolarità, se del caso con un commento, anche per avviare eventuali dibattiti.

Dunque anche l’Ambasciata si avventura nel Web?

E non solo con questa iniziativa. Nello spirito di conoscere meglio e più direttamente i problemi per individuare soluzioni idonee, abbiamo istituito un altro indirizzo di posta elettronica per la comunità. E approfitto dello spazio che Lei mi concede per pubblicizzarlo. L’indirizzo è ambitalia.marino@t-online.de. Ad esso potranno essere segnalate questioni attinenti alla previdenza e sicurezza sociale. Il nostro esperto del Ministero del Lavoro provvederà ad elaborare una statistica di tali questioni e segnalare le più ricorrenti al Ministero del Lavoro, all’INPS e all’INPDAP. Per individuare soluzioni appropriate, su scala ovviamente generale. Quanto ad avventurarsi sul WEB…non si finisce qui. Abbiamo in cantiere un’altra novità, la creazione cioè di uno spazio ulteriore, destinato ai connazionali eletti negli organismi politici tedeschi. Vogliamo istituire un "newsgroup" loro riservato affinché, dopo essersi incontrati a Berlino per la prima volta nell’estate scorsa, possano continuare a dialogare in rete, rafforzando così la loro sensibilità…italiana pur discutendo, magari, di cose tedesche. Con loro, ci rivedremo a Berlino a novembre .

Sono iniziative originali, che riscuoteranno senz’altro interesse. Ma sul piano scolastico, sul quale questa comunità è sensibilissima, ci sono delle novità? Il numero dei ragazzi italiani nelle "Sondernschulen" è ancora purtroppo elevato. Lo Stato spende cifre significative per l’intervento scolastico che è tuttavia oggetto di critiche. Sulle pagine del Webgiornale la tematica è, quotidianamente, tema di interventi. Cosa può dirci in proposito, come pensa l’Ambasciata di affrontare questa situazione?

Nel Piano Paese 2002 – che, detto per inciso, è stato diffuso pubblicamente e presto sarà anche consultabile in rete sul sito dell’Ufficio Sociale - abbiamo individuato una serie di correttivi ai problemi cui Lei si riferisce. Esso è attualmente allo studio presso l’Amministrazione Centrale, che ha sollecitato alle sedi all’estero l’elaborazione dei Piani Paese proprio perché ha chiara l’esigenza di riorientare, in un senso di maggior trasparenza ed efficienza, la politica scolastica. Modulandola a seconda delle specificità geografiche e culturali delle diverse comunità. Intanto, da parte dell’Ambasciata, abbiamo cominciato a mettere in pratica alcune delle misure più urgenti che la situazione richiede. Innanzitutto abbiamo ripristinato il posto di Ispettore Scolastico, figura centrale in questo campo, che mancava da sette anni. Abbiamo poi avviato, nella circoscrizione di Berlino, i primi controlli sulla qualità didattica dei corsi organizzati dagli Enti Gestori. Questa è una cosa che la comunità italiana e i suoi rappresentanti auspicavano da tempo, era già uno dei punti qualificanti nel Piano Paese 2001. Questi controlli saranno estesi ad altre circoscrizioni. Inoltre, in questi giorni, ci stiamo attivando per disciplinare, con un Protocollo d’Intenti, i rapporti fra Ambasciata ed Enti Gestori, sempre ai fini delle trasparenza e di un utilizzo razionale delle risorse a disposizione. Anche questo era un punto saliente del Piano 2001, così come lo è in quello 2002. Ancora, brevemente, è nostra intenzione dar vita ad un’Associazione di docenti di lingua italiana, lanciare una rivista sull’insegnamento dell’italiano, ed avviare una attività di formazione dei docenti da svolgersi nelle sedi in cui questi operano. Stiamo anche verificando se esistono le modalità per istituire una Commissione bilaterale a livello federale per approfondire le cause della preoccupante percentuale di alunni italiani nelle "Sondernschulen".

Un altro settore, se così posso dire, sul quale si concentrano le critiche della comunità è quello dei centralini telefonici dei Consolati. Possibile che un connazionale non riesca a contattare telefonicamente il proprio Consolato? E ottenere informazioni senza doversi recare di persona al Consolato? Riceviamo molte proteste in questo senso….

Abbiamo comprensione per queste proteste, anche se, tolte alcune situazioni particolari, la percentuale di chiamate alle quali è assicurata una risposta è elevata: ovviamente, quello che fa notizia è la chiamata non risposta. I connazionali devono comunque essere consapevoli che da parte dell’Amministrazione Centrale e di questa rete diplomatico-consolare si sta facendo uno sforzo davvero importante per rendere il più possibile agevole il rapporto con gli Uffici, e per far sì che il servizio sia all’altezza delle aspettative. Ma, soprattutto, devono sapere che i bacini d’utenza dei nostri Consolati in Germania corrispondono, per lo più, a quelli di grossi Comuni italiani, dalle 40 mila alle 150mila persone: detto questo, si pensi ai mezzi a disposizione di questi Comuni rispetto ai nostri, tenendo al tempo stesso presente che il tipo di servizi richiesti dall’utenza (es. anagrafe, stato civile, elettorale, passaporti, leva, assistenza sociale e scolastica, notarile ecc.ecc.) non è troppo dissimile nella qualità e nel numero di quelli richiesti in un Comune. Colgo quindi l'occasione per far presente che esistono vie alternative di contatto con gli Uffici Consolari. Internet, prima di tutto. L’Ambasciata e molti degli Uffici hanno siti con numerose informazioni sui servizi prestati, in vari casi si possono scaricare anche i moduli, che, tra l’altro, stiamo rendendo uniformi per tutta la rete tedesca. Poi c’è il sistema della posta elettronica (con il quale si possono peraltro fissare appuntamenti). E ancora quello della posta ordinaria, che in Germania è molto rapida ed efficace. Infine, con i nuovi centralini di cui gli Uffici si stanno dotando, diverse informazioni sui servizi prestati potranno essere ottenute ascoltando nastri pre-registrati. Ma mi rendo conto che spesso il connazionale ha bisogno di un interlocutore diretto: tenuto presente quanto ho detto, suggerirei di chiamare fuori dell’orario di ricevimento del pubblico. Mi auguro che si comprenda che le difficoltà lamentate non sono imputabili al personale dei Consolati che lavora molto e bene. Questa non vuole comunque essere una giustificazione di certe inefficienze obbiettivamente rilevabili: come dicevo, ci si sta impegnando per rendere più semplice e diretto il rapporto con gli Uffici e per migliorare il servizio.

Prendiamo atto di quanto Lei afferma e ci auguriamo che queste nuove iniziative possano dar presto i loro frutti. Certo è che i mezzi di cui dispongono i Consolati non sembrano adeguati alla funzione che devono svolgere. Quello dei centralini era un esempio, ma ne potrei fare altri…

Guardi, si ha a che fare con quella che al Ministero degli esteri chiamiamo la "questione delle risorse". Questione complessa, perché come ho ripetuto in diverse occasioni non si tratta solo di ottenere più personale e mezzi, pur indispensabili. Ma anche di rinnovare normativa e procedure in senso di un loro alleggerimento e snellimento, di orientarla il più possibile ai risultati, di garantire formazione e aggiornamento costanti di tutto il personale: a quest’ultimo proposito interesserà sapere che abbiamo preso accordi con le Autorità del BundesAnstalt fuer Arbeit e elaborato un programma di aggiornamento del personale degli Uffici LAS sulla normativa sociale tedesca, la cui prima fase è stata avviata qualche settimana fa. Sulle risorse, comunque, al Ministero c’è oggi molta attenzione: alla DGPE come alla DGIT. Analoga attenzione è stata dimostrata dal Ministro per gli Italiani nel Mondo, Tremaglia, il quale ha assicurato all’Ambasciatore Fagiolo il proprio impegno per contribuire all’adeguamento dei mezzi destinati alla rete consolare. Ancora: la prossima "continentale" europea del CGIE, prevista a giugno a Stoccolma, toccherà il tema delle risorse, così come lo stanno facendo a Sidney in questi giorni al Comitato di Presidenza dello stesso CGIE. Se ne discuterà anche nella Conferenza dei Consoli d’Italia prevista alla Farnesina per la fine di luglio. Senza contare che c’è una rinnovata sensibilità politica, ai massimi vertici, affinché le rete diplomatico-consolare possa adeguarsi, senza soluzione di continuità, all’evoluzione rapida del mondo delle relazioni internazionali. Rinvio a questo proposito i Suoi lettori ad un articolo del Segretario Generale della Farnesina, Ambasciatore Baldocci, uscito sabato sul Corriere della Sera e riportato sul Webgiornale. Mi sembra, in sostanza, che ci siano le condizioni per essere ottimisti. E non dimentichiamo che in prospettiva la comunità italiana all’estero potrà contare su una sua voce in Parlamento.

Desidera aggiungere qualcosa per concludere?

Nello spirito di meglio qualificare il servizio e contribuire a contenere l’incidenza della scarsità delle risorse, nei giorni scorsi abbiamo tenuto in Ambasciata, con alcuni rappresentanti di Patronati dei lavoratori dipendenti un incontro per individuare nuove sinergie con gli Uffici della rete consolare. Sulla base di quanto prescritto dall’art. 11 della legge di riforma dei Patronati. Con l’occasione, in presenza anche di membri del CGIE, abbiamo convenuto di istituire un tavolo di coordinamento permanente con i Patronati stessi. Questo servirà, oltretutto, per valorizzare ulteriormente il contributo di questi ultimi alla tutela dei diritti sociali dei connazionali. (Tobia Bassanelli-de.it.press/Inform)


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