* INFORM *

INFORM - N. 88 - 6 maggio 2002

RASSEGNA STAMPA

Italia Oggi, 4 maggio 2002

"Farnesina, internazionalizzare il Sud"

Intervista al Sottosegretario agli Esteri Roberto Antonione

Farnesina su misura per l'internazionalizzazione delle imprese del Mezzogiorno. Il traghettamento della direzione commercio estero (ex Mincomes) dalle attività produttive al ministero degli affari esteri dovrà includere il trasferimento di Ice, Sace, e Simest sotto le insegne del dicastero guidato ad interim da Silvio Berlusconi. E all'Ice non spetterà esclusivamente il ruolo di promotore del commercio estero, ma il suo raggio d'azione verrà potenziato per attrarre investimenti e capitali stranieri; in sostanza verrà svuotato il ruolo di Sviluppo Italia. In arrivo anche un pool di super esperti operativi su scala territoriale per raccordare le strategie d'internazionalizzazione tra regioni del Mezzogiorno e ministeri e una mappatura dei mercati più appetibili per gli operatori maggiormente competitivi. Scelto, infine, il partner privato che affiancherà in qualità di consulente tecnico la Farnesina nell'operazione Sud competitivo: si tratta di un raggruppamento societario composto da Apri, Italtrend e Grm. Sono queste alcune delle novità annunciate a Italia Oggi dal sottosegretario agli affari esteri, Roberto Antonione, mentre all'orizzonte si profila la quarta conferenza degli ambasciatori italiani nel mondo, un conclave che porrà sul tavolo della discussione la riforma della Farnesina e l'istituzionalizzazione nel regno della diplomazia di collaborazioni pubblico-privato.

D. Le Direzioni Generali per l'Integrazione Europea e della Cooperazione Economica e Finanziaria sono probabilmente le strutture tra le più coinvolte nel processo di riforma della Farnesina sotto il profilo dei rapporti con le Regioni. Quale è il punto della situazione?

R. "Va fatta una premessa. La riforma del V Titolo della Costituzione conferisce alle Regioni un ruolo anche operativo nei rapporti con i partner istituzionali esteri. La Farnesina, allora, anziché continuare ad essere un semplice referente della politica estera del Governo, lasciando alle singole entità regionali le scelte economiche, finanziarie e culturali, ha ritenuto più utile e produttivo avviare con le Regioni un rapporto interistituzionale innovativo, dove il sistema territoriale diventa uno strumento di arricchimento e potenziamento della nostra politica estera. L'immensa risorsa costituita dalla varietà economica e culturale rappresentata da usi, sistemi e mentalità dei singoli soggetti territoriali sarà, così, valorizzata all'estero attraverso un'attività di partnership tra il Ministero e le Regioni. A questo scopo sono state potenziate sia la Direzione Generale per la Cooperazione Economica e Finanziaria, sia la struttura di coordinamento con le Regioni che, a breve, diventerà Unità direzionale; inoltre, sono stati utilizzati i Fondi Strutturali comunitari 2000 - 2006 per avviare, presso la Direzione Generale per l'Integrazione Europea, un'attività di sostegno alle aree più deficitarie nei rapporti internazionali".

D. A quest'ultimo riguardo è stata scelta la Società che affiancherà gli Esteri per assistere le Regioni del Mezzogiorno nei rapporti economici e culturali internazionali ?

R. "Nell'ottobre del 2001 è stata da noi bandita la gara per individuare "l'Unità di gestione progettuale" che fornirà assistenza tecnica alle Regione e supporterà l'Amministrazione nella gestione contabile, nella rendicontazione e nel monitoraggio delle attività punto. Ha vinto il raggruppamento di imprese formato dalle società APRI, ITALTREND e GRM".

D. In cosa consisterà l'attività degli Esteri?

R. "Si promuoverà la dimensione internazionale delle Regioni del Mezzogiorno nei diversi profili dell'economia, delle istituzioni e della società civile con l'obiettivo di consentire ai soggetti economici, culturali e sociali meridionali di rapportarsi con le realtà esterne al proprio territorio interagendo con esse sia per aprire nuovi mercati, sia per attrarre capitali e investimenti. Per raggiungere questo obiettivo si approfondirà la conoscenza dello scenario internazionale per quanto riguarda iniziative economiche, finanziarie, culturali, ambientali, ecc., intraprese da soggetti nazionali e internazionali, e si darà vita a un "institutional building" sull'intero territorio predisponendo metodologie avanzate per una reale "capacity building" che permetta l'acculturazione dei soggetti territoriali e ne favorisca, così, la partecipazione alle iniziative. Al tempo stesso la collaborazione degli Esteri con il Ministero dell'economia-dipartimento per le politiche di sviluppo con il Ministero delle attività produttive e, a cascata, con l'ICE e la SIMEST, dovrebbe consentire all'imprenditoria meridionale di affrontare la sfida rappresentata dai mercati esteri, attraverso l'attività di assistenza tecnica per un utilizzo, più razionale e di sistema, dei meccanismi d'indagine e di sostegno economico-finanziario già esistenti a livello regionale, nazionale, comunitario ed internazionale".

D. Quanti sono i finanziamenti a disposizione?

R. "Nell'ambito del Piano Operativo Nazionale per l'Assistenza Tecnica sono stati attribuiti complessivamente alla Farnesina 34,9 milioni di euro (67,7 mld di lire), 29,00 milioni, stanziati dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (Fesr), verranno utilizzati prevalentemente per gli interventi di assistenza tecnica e di sistema, mentre 5,9 milioni del Fondo Sociale Europeo (Fse) saranno impiegati in programmi di formazione internazionale dei Quadri regionali, economici ed istituzionali, attuati dall'Istituto diplomatico della Farnesina in partenariato con le Regioni".

D. In cosa consisterà l'attività di scouting della Farnesina?

R. "Con il supporto dell'"Unità di Gestione Progettuale" e la collaborazione del Ministero delle Attività Produttive, gli Esteri avranno il compito di recepire, analizzare e rendere operative le richieste di assistenza tecnica che perverranno dalle Regioni e dal territorio. A tale scopo l'"Unità di Gestione" fornirà gli esperti necessari, preparerà scenari macro economici e studi di fattibilità e di mercato; effettuerà, nello stesso tempo, azioni di informazione e comunicazione sul territorio verso i potenziali beneficiari finali del programma di internazionalizzazione. Nelle prossime settimane sarà avviata nelle 6 Regioni meridionali una mappatura di tutte le istituzioni, enti, società ed attività esistenti sul territorio che abbiano le potenzialità per rapportarsi con il mondo esterno".

D. Quali i giovamenti che ne deriveranno per le pubbliche amministrazioni e le regioni del Sud?

R. "Sicuramente quelli derivanti dall'introduzione delle politiche di internazionalizzazione tra le attività finanziabili con i Fondi Strutturali che permette, per la prima volta, di assicurare al Mezzogiorno un punto di riferimento unitario e coerente, per l'insieme delle attività di relazione con l'esterno. Con la riforma del Titolo V della Costituzione che, come già detto, conferisce alle Regioni un ruolo operativo nei rapporti con i partner esteri, vi è, infatti, il pericolo che i mercati esteri, dove la competizione internazionale è condotta in un contesto di "sistema paese", vengano, invece, affrontati dalle Regioni in ordine sparso e conflittuale. Per organizzare e rafforzare le strutture e gli strumenti di coordinamento Stato-Regione, sono stati istituiti i Tavoli regionali di Orientamento Strategico per l'attuazione delle politiche di internazionalizzazione: ne fanno parte i Ministeri degli Esteri, delle Attività Produttive, i rappresentanti della Giunta Regionale e delle istituzioni locali interessate. I Tavoli di Orientamento Strategico hanno la funzione di indirizzare e coordinare le iniziative settoriali e di predisporre gli interventi in coerenza con le finalità e le modalità di utilizzo dei Fondi Strutturali. Nel contempo, entro l'estate 2002, saranno costituiti dei Presidi Territoriali per l'Internazionalizzazione con l'invio di esperti di alto profilo presso gli uffici individuati d'intesa con la Presidenza regionale. Gli esperti avranno il compito di assicurare il raccordo operativo con il Programma e con gli "Sportelli regionali per l'Internazionalizzazione", costituiti nelle Regioni per iniziativa del Ministero delle Attività Produttive".

D. Dal 2006 sarà rimesso mano in sede europea alle nuove mappe sulle aree depresse per poter godere dei finanziamenti comunitari. Nei giorni scorsi il consiglio delle regioni europee ha lanciato un'ancora di salvezza in favore di Sicilia e Sardegna che, penalizzate dall'insularità, potrebbero rientrare nell'Obiettivo 1 anche dopo il 2006. La Calabria potrebbe essere invece l'unica regione della penisola a rientrare ancora in questa classificazione. Che scenari si aprono per le altre regioni italiane?

R. "Le cose stanno in realtà in termini assai diversi e più favorevoli all'Italia. Non è affatto vero che la Calabria potrebbe essere l'unica regione italiana a restare in Obiettivo 1: anche Sicilia, Campania e Puglia hanno tutte le carte per restare. Un allargamento a sei o dieci paesi tende a non avere alcun effetto sulla regioni italiane che stanno dentro o fuori".

D. Le aree del Centro-nord perderanno i fondi con l'allargamento?

R. "Anche in questo caso è prematuro delineare uno scenario preciso. Tuttavia, sarà necessario che la politica di coesione, nelle regioni diverse da quelle in ritardo di sviluppo, possa concentrarsi su iniziative pilota a forte carattere innovativo, in aree prioritarie per lo sviluppo territoriale e su azioni di collaborazione transnazionale ed interregionale. Sarà, in altre parole, necessario concentrarsi sulla qualità degli interventi e sulla destinazione delle risorse. Ancor più che l'ammontare delle risorse sarà importante assicurare che le regioni italiane possano cogliere pienamente tutte le straordinarie opportunità offerte dall'allargamento".

D. E se questo trend sarà confermato, l'Italia continuerà a supportare l'azione di allargamento ad est?

R. "L'allargamento dell'Unione è un'opportunità storica. E' un processo che consoliderà la pace e la stabilità, rafforzerà il progresso sociale ed economico. Le sue implicazioni vanno molto al di là di quelle che riguardano il futuro delle politiche di coesione. Anche dal punto di vista economico un allargamento del Mercato unico porterà benefici ai Paesi che sono attualmente membri dell'Unione".

D. Ritiene che la riforma del Ministero degli Esteri sia orientata a potenziare la Direzione Generale per la Cooperazione Economica e Finanziaria, o si rischia di vederla accorpare alla probabile subentrante Direzione del Commercio con l'Estero?

R. "La possibile riforma che dovrebbe garantire un ruolo più incisivo del Ministero degli Esteri nella promozione del nostro sistema economico prevede una eliminazione delle duplicazioni oggi esistenti tra le attività poste in essere dal Ministero degli Esteri, dall'ex Mincomes e dall'ICE. Se, come è ancora da confermare, le competenze dell'ex Mincomes saranno accorpate agli Esteri, è verosimile prefigurare che anche ICE, SACE e SIMEST passeranno sotto la vigilanza degli Esteri rafforzati. Così come è auspicabile che l'ICE non sia più solo un Istituto per il commercio estero, ma assuma anche competenze per stimolare gli investimenti diretti dall'estero nel nostro Paese (oggi affidate a Sviluppo Italia) e rivesta un ruolo più incisivo in tema di promozione non solo commerciale ma soprattutto per il radicamento delle nostre imprese nei mercati esteri.

Certamente le duplicazioni dovranno cessare anche nei nostri Uffici all'estero. E' quindi verosimile che, pur mantenendo ciascun settore le proprie specificità, le Ambasciate assumano la responsabilità di coordinare l'azione degli Uffici italiani all'estero (ICE, ENIT, camere di commercio italiane all'estero)". (Luigi Chiarello-Italia Oggi)


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