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INFORM - N. 87 - 3 maggio 2002

Santellocco (CGIE) alla Camera di Commercio Italiana di Casablanca

CASABLANCA - Il responsabile del CGIE per L'Africa del Nord, prof. Franco Santellocco, ha compiuto il 25 aprile scorso una visita alla Camera di Commercio Italiana in Marocco. Fondata nel 1916, essa conta attualmente 501 associati marocchini e 84 italiani. Il lavoro è portato avanti dal direttore Luigi Lo Bianco e da 5 unità marocchine, di cui una stagista. Paolo Luigi Cittadini, già presidente per 15 anni, ne è attualmente il presidente onorario, mentre Lo Bianco, opinionista sportivo per la TV marocchina, assicura la continuità di direzione per i piani di sviluppo che non potranno non essere sostenuti dalla nuova impostazione politica del nostro Governo.

La Camera di Commercio italiana è situata ai piani alti di un moderno edificio del centrocittà dalle cui finestre sventola ardito un grande tricolore. L’istituzione si è profondamente radicata nel tessuto economico del Marocco, promovendo l’immagine del "prodotto Italia" e agevolando la partecipazione dell’imprenditoria marocchina alle manifestazioni fieristiche in Italia.

Nelle dinamiche di sviluppo di prossima attuazione si inserisce anche il progetto di un edificio polifunzionale a Casablanca a forma ottagonale, ispirato dalla purezza volumetrica del Pantheon e di Castel del Monte e dalla semplicità tematica della tenda berbera. L’edificio, concepito come centro commerciale, di convegni e servizi, ha un costo previsto di 2 milioni e mezzo di euro. L’impatto di questa struttura sull’economia del grande mercato di Casablanca, cuore del Marocco economico, sarebbe molto profondo; costituirebbe infatti non solo un centro commerciale ma anche di aggregazione sociale e culturale, potendosi infatti destinare il centro riunioni a manifestazioni di diverso genere culturale, sociale ed economico. L’indotto per i nostri operatori economici e per i contatti con i marocchini sarebbe di notevole valore, senza calcolare una rivalorizzazione dell’immagine dell’Italia nel mondo che attualmente in Marocco langue e stenta a decollare anche per lo scarso impegno dei suoi "autorevoli rappresentanti diplomatici e consolari" in loco.

La visita è poi proseguita presso il Circolo italiano, il cui presidente è un vivace connazionale, di professione veterinario e da oltre tre decenni residente in Marocco. I locali del Circolo, che consta di un piacevole ristorante estremamente curato e ben affrescato e di una grande sala per riunioni o cerimonie, vedono l’incontro anche con altri connazionali residenti. Nello scambio di idee e dalla presentazione di varie situazioni il presidente del Circolo sottolinea la necessità di un continuo e opportuno contatto con il prof. Santellocco, considerata la sua conoscenza della situazione nel Maghreb, la profonda sensibilità e la vastissima multi decennale esperienza delle problematiche della nostra collettività nell’area. (Inform)


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