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INFORM - N. 87 - 3 maggio 2002

Un centro studi della Toscana per difendere la libertà d’informazione. Celebrata a Firenze la giornata internazionale della libertà di stampa

FIRENZE - La Regione Toscana intende rafforzare l’esperienza dell’Osservatorio internazionale sulla libertà di informazione - costituito nel 1998 insieme a Informazione senza frontiere (Isf) - lavorando al progetto di un centro studi che coinvolga non solo i giornalisti, ma anche altri soggetti, in particolare gli editori e le università, chiamate, queste ultime, a rispondere ad una crescente domanda di formazione qualificata nel settore. Lo ha detto l’assessore regionale alla comunicazione, Chiara Boni, aprendo il 3 maggio a Firenze i lavori del convegno "Guerra e informazione. Censura e autocensura dopo l’11 settembre", organizzato da Fnsi, Isf e Regione Toscana in occasione della giornata internazionale della libertà di stampa. "Pensiamo ad un centro – ha proseguito – che per autorevolezza e imparzialità dovrà essere guardato con fiducia e rispetto da qualunque parte del mondo venga messo in discussione un pilastro della democrazia: il diritto ad informare e ad essere informati". Si tratta di un nuovo capitolo nella difesa dei diritti, ha spiegato ancora l’assessore Boni, da aggiungere ai molti che vedono impegnata la Regione Toscana, dal Meeting sui diritti umani a quello di San Rossore: "Perché le attività di pace, solidarietà e cooperazione – ha concluso Boni – sono un fondamento della nostra politica, qualcosa che fa parte del nostro Dna".

I lavori della mattinata, coordinati dal segretario di Isf, Pino Rea, hanno poi visto un ampio confronto sul tema "Guerra e informazione". Intervistati dal capo della redazione toscana della Rai, Stefano Marcelli, gli inviati Francesco Battistini (Corriere della sera), Maurizio Naldini (La Nazione), Alice Chasan (World Press Review di New York) Geneva Overholser (Washington Post) e Sarah de Jong (Federazione internazionale dei giornalisti) hanno raccontato le loro esperienze, sottolineando le novità che dalla guerra del Golfo, all’attentato delle Torri gemelle, alla guerra in Afghanistan hanno reso più difficile il compito di informare dai teatri di guerra.

Il dibattito, che ha visto anche un confronto sulle nuove esperienze dell’informazione sul web, è stato chiuso dal segretario nazionale della Fnsi, Paolo Serventi Longhi. Suo l’appello finale - rivolto ai rappresentanti di "tutti i giornalismi" - a mantenere alta, "di fronte ai segnali negativi che vengono da tutto il mondo, la mobilitazione per la difesa della libertà di informazione". (af-Inform)


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