* INFORM *

INFORM - N. 85 - 30 aprile 2002

 

"FuoriPaese", Venezuela

La Festa della Liberazione 57 anni dopo

CARACAS - La Pacificazione Nazionale passa attraverso il perdono, senza che questo significhi dimenticare. La storia è quella che è. E non si riscrive, quando è fedele cronaca. Però se la storia dovesse bloccare il processo di rinnovamento e di integrazione dei popoli, si rischierebbe di restare ancorati ad un passato che a sua volta ha un passato che ha anche un passato e quindi arrivare all’antico impero romano... o alla preistoria! Oggi esiste l’Unione Europea perché il nazismo è rimasto solo un periodo negativo della storia, rilegato ad un momento della storia stessa. Se oggi ogni qualvolta che si parlasse di Germania si identificherebbe la stessa con il nazismo finirebbe il concetto stesso di pace europea e quindi anche di Unione Europea.

Dopo 57 anni è giusto ricordare i momenti ed i sacrifici che portarono alla Liberazione della nostra Patria, però non è giusto rivivere l’odio che divise il Paese e che oggi riproponendolo ha solo il sapore di una forte strumentalizzazione ad uso e consumo di un solo partito o schieramento politico. E diciamolo pure. Se da 57 anni possiamo parlare di Liberazione si deve solo al fatto che l’armata rossa, invocata dai partigiani comunisti della resistenza, non è mai arrivata in Italia. Altrimenti all’Italia sarebbe toccata la sorte della Polonia, della Germania Est e di tutti gli altri paesi del blocco sovietico che per cominciare a parlare di Liberazione hanno dovuto aspettare che l’URSS si sgretolasse sulle sue proprie contraddizioni.

Il Perdono è la virtù degli uomini saggi, ed è la vera forza degli uomini forti. Il Papa, dopo solo pochi mesi, seppe perdonare il suo vile attentatore. Non è capace, il popolo italiano, di perdonare, dopo 57 anni, quella parte di se stesso che si schierò sul fronte dei perdenti? Oppure si ha paura di perdonare?

Però è bene ricordare che Libertà e Democrazia sono concetti del patrimonio di tutti. Dei vincitori e dei vinti. Ed è proprio nel rispetto di questi concetti che deve essere riconosciuta a tutti la possibilità di pensarla in maniera diversa da come la pensano gli altri. Anche se non tutti hanno sempre ragione. C'è sempre una parte che ha torto.

Viva la Liberazione, Viva i valori della Democrazia e della Libertà! Ma non confondiamo la Libertà con chi si erge a detentore della Libertà; non confondiamo la Libertà con chi si trincera, ancora oggi, dietro il parapetto del cosiddetto arco costituzionale.(Michele Moceri*-FuoriPaese/Inform)

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* CGIE Venezuela, Presidente del Comites di Caracas


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