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INFORM - N. 85 - 30 aprile 2002

Le ACLI incontrano il Papa: "Voi sarete le api operaie della Dottrina sociale della Chiesa"

ROMA - La lunga maratona congressuale - promossa dalle ACLI per definire le nuove linee programmatiche del movimento e per discutere le principali problematiche della moderna realtà sociale - è stata caratterizzata dall'importante incontro dei delegati con il Santo Padre. Un appuntamento fortemente atteso dagli oltre 15.000 aclisti convenuti da tutto il mondo che la Sala "Paolo VI" ha potuto contenere solo in parte. Una vera e propria festa dei lavoratori - in attesa del discorso del Papa i delegati hanno potuto rivivere la storia delle ACLI attraverso le testimonianze artistiche di Puccio Corona, Monica Leofreddi, Flavio Bucci e Mariella Nava - nel corso della quale il Segretario Generale della CEI mons. Giuseppe Betori ha sottolineato come a tutt'oggi, in tempi di pressanti cambiamenti, la presenza dei cristiani nel mondo del lavoro rappresenti una garanzia per il mantenimento di un mercato dell'occupazione a misura d'uomo.

Un legame indissolubile quello dell'uomo con il lavoro che, per il Presidente delle ACLI Luigi Bobba, dovrà trovare attuazione in tutte le categorie sociali. Dopo aver ricordato le difficili condizioni di vita degli immigrati, le frustrazioni dei giovani disoccupati, le difficoltà familiari delle donne lavoratrici e le preoccupazioni delle numerose persone che pur lavorando vivono in situazioni di precarietà, Bobba ha infatti sottolineato che le ACLI si stanno attivando, nell'ottica della rivoluzione cristiana, per portare i disoccupati e gli esclusi - attraverso una costante formazione professionale e tecnologica - nella moderna società della conoscenza. Ma il momento saliente della festosa manifestazione è stato l'articolato intervento di Giovanni Paolo II.

Il Santo Padre ha in primo luogo sottolineato come, di fronte ai nuovi scenari ed ai rapidi mutamenti della società, i responsabili ed i membri delle ACLI siano nuovamente chiamati ad essere, in atteggiamento di fiduciosa apertura al futuro, le "api operaie" della Dottrina Sociale della Chiesa. In questo contesto il Papa ha quindi chiesto ai delegati delle ACLI di assumere fino in fondo l'antico e sempre nuovo compito di evangelizzare il lavoro e la vita sociale. Un impegno totale per l'uomo e la sua dignità che dovrà essere finalizzato alla costruzione una specifica "società del lavoro libero, dell'impresa e della partecipazione" (Centesimus annus, 35). Secondo il Pontefice nasce infatti da qui l'urgenza di una coalizione globale a favore del lavoro dignitoso che dovrà consentire, sempre nel pieno rispetto dell'armonia familiare, la creazione di concrete e ben retribuite opportunità di lavoro. In questo ambito, caratterizzato dalla veloce trasformazione dei sistemi produttivi, è quindi quanto mai opportuno sia l'avvio di un concreto dialogo con i giovani , sia il varo di idonee politiche sociali, formative e lavorative che non contrastino con la realtà familiare. Per quanto riguarda invece il contesto europeo e mondiale Giovanni Paolo II ha esortato gli aclisti a seguire, dando voce all'ispirazione cristiana, il dibattito sul processo "costituente" dell'Unione Europea, e quello inerente l'allargamento ai Paesi dell'Est della casa comune europea.

Dopo aver auspicato un'estensione dell'azione sociale delle ACLI ai nuovi fenomeni dell'immigrazione e della mondializzazione, il Santo Padre ha poi apertamente chiesto alle Nazioni più ricche - nel nome di una globalizzazione solidale - l'assunzione di specifiche responsabilità nei confronti dei Paesi più poveri. Un nuovo e complesso contesto internazionale nel quale, anche andando contro le logiche dominanti del mondo, i fedeli laici delle ACLI dovranno operare senza dimenticare la fedeltà alla Chiesa, all'uomo e a quei valori democratici che hanno ispirato il movimento sin dalla sua fondazione. Un forte impegno "missionario" nella storia che il Giovanni Paolo II ha sintetizzato in poche ma suggestive parole: "Il Papa vi esorta ad essere, in questo inizio di millennio, annuncio vivo della costante presenza di Cristo, che cammina con l'umanità di ogni tempo". (Lorenzo Zita-Inform)


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