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INFORM - N. 82 - 26 aprile 2002

 

In Basilicata le manifestazioni centrali della Giornata Nazionale delle Migrazioni

ROMA - La Chiesa in Italia celebra ogni anno la Giornata Nazionale delle Migrazioni nella terza domenica di novembre. Il 17 novembre 2002, quindi, in tutte le chiese locali ed in tutte le parrocchie si pregherà, si informerà e si terranno delle iniziative a favore della gente coinvolta nella mobilità umana. La caratteristica però di queste iniziative va oltre la sensibilizzazione alla prima accoglienza. Esse tendono a creare un clima di stima e di valorizzare di chi è diverso e, se cattolico, a corresponsabilizzare nella vita della Chiesa.

Ogni anno viene scelta una Regione in cui si svolgono, nelle settimane prima della Giornata, le manifestazioni centrali. Quest’anno la Conferenza Episcopale della Basilicata ha accolto ben volentieri la proposta della Migrantes di ospitare tali manifestazioni centrali: una serie di iniziative già sono state delineate in una riunione congiunta (che si è tenuta a Potenza il 12 aprile) dei direttori diocesani della regione con i direttori nazionali della Migrantes. La Diocesi di Acerenza ospiterà la manifestazione per gli emigrati italiani, quella di Tursi-Lagonegro e di Matera quelle per gli immigrati e profughi. Le problematiche dei Rom e Sinti verranno affrontate nella diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, a Potenza quelle dei fieranti e circensi, mentre dei problemi dei marittimi ci si occuperà in incontri previsti nella città di Matera e di Policoro.

Oltre queste iniziative di settore sono previsti numerosi incontri riservati a vari gruppi di persone come i catechisti, gli studenti, i maestri, le religiose, ecc. Alla vigilia della Giornata (sabato 16 novembre) verrà organizzata una Tavola Rotonda a Potenza e sempre dalla città capoluogo regionale, domenica 17, dovrebbe essere teletrasmessa da Rai Uno la Santa Messa. Un programma intenso che interesserà tutti gli ambiti della mobilità umana e tutti i settori sociali della popolazione.

Mons. Michele Scandiffio vescovo di Acerenza ed incaricato per le migrazioni della Conferenza Episcopale della Basilicata, ha così commentato l’incontro preparatorio: "La Chiesa dev’essere modello di fratellanza e mediatrice per una convivenza umana che sa unire i diversi per lingua e cultura, facendo crollare le barriere di separazione ed aprendo i cuori alla stima verso tutte le persone". (Migranti press/Inform)


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