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INFORM - N. 82 - 26 aprile 2002

Il Presidente Ciampi ha ricevuto una delegazione delle ACLI nel mondo

ROMA - Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha incontrato al Quirinale, il 24 pomeriggio, una delegazione dei responsabili delle Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani nel mondo, convenuti a Roma da molti paesi per la Conferenza Organizzativa e Programmatica dell’Associazione sul tema "Scegliere il futuro: giovani e adulti protagonisti delle ACLI di domani".

"Fedeli alla loro vocazione di movimento di lavoratori – ha detto il presidente delle ACLI nazionali e della Federazione ACLI Internazionali (FAI), Luigi Bobba, che era alla guida della delegazione – le ACLI hanno seguito gli emigranti della prima generazione, aiutandoli a difendere la loro dignità, a preservare nelle diverse nazioni ospiti la propria identità culturale, attraverso opere di patrocinio e di formazione, attività sociali e ricreative, spazi associativi e comunitari".

"Abbiamo bisogno – ha continuato Bobba – di una convinta, costante e corposa coalizione globale per la pace che operi quotidianamente per una giustizia globale. Ci sono oggi attese di più Europa nel mondo, ma anche di più Europa tra i cittadini. Per questo non cesseremo di ripetere che la nuova tappa dell’Europa deve essere il frutto di un vero coinvolgimento dei cittadini europei. Rimettiamo nelle Sue mani il nostro appello affinché il processo costituente che è in corso, il lavoro della Convenzione prima e quello della Conferenza intergovernativa poi, vengano accompagnate da Conferenze nazionali della società civile organizzata.

"Chiediamo al Comitato Economico e Sociale – ha concluso il Presidente Bobba – di accompagnare e di supportare tali Conferenze redigendo poi una sintesi dei risultati da portare alla Convenzione. Tale processo dovrà chiudersi con la celebrazione di un vero e proprio referendum europeo nel giugno del 2004, sui punti più rilevanti del nuovo Trattato o della "Costituzione" europea. Ribadiamo questa nostra proposta, perché temiamo che ancora una volta i molti appelli alla società civile vengano poi vanificati, se ridotti semplicemente ad un Forum telematico in cui riversare i propri pur significativi contributi, ma soprattutto perché ci sentiamo davvero parte della sfida in atto e siamo convinti che dal suo esito dipenda il destino non solo dei 500 milioni di cittadini europei, ma anche la risposta alle attese di molti popoli del pianeta". (Inform)


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