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INFORM - N. 78 - 20 aprile 2002

l’Ambasciatore Jegham inaugura alla "Dante Alighieri" la mostra sulla pittura tunisina:

"E’ un evento che ci unisce ancora di più all’Italia"

ROMA - "Sono convinto che in tempi così difficili gli eventi culturali come quello che stiamo presentando in questa splendida sede di Palazzo Firenze permettano a Tunisia e Italia di conoscersi meglio, di interagire fra loro e di intensificare i già ottimi rapporti". Con queste sentite parole Mohamed Jegham, Ambasciatore della Tunisia in Italia, ha inaugurato nella Sede centrale della "Dante Alighieri" la mostra "La diversità nella pittura tunisina".

Altrettanto emblematico l’intervento dell’Ambasciatore Bruno Bottai, Presidente della "Dante Alighieri", che ha sottolineato come "il rapporto tra Italia e Tunisia, vicine sia geograficamente sia culturalmente, vada incoraggiato ed intensificato, grazie soprattutto ad eventi come questo".

Presente alla manifestazione anche la prof.ssa Silvia Finzi Bouslah, Presidente del Comitato della "Dante" di Tunisi nonché Consigliere Centrale della Società, la quale ha espresso "l’onore di poter portare in una città come Roma le opere della scuola tunisina e la riconoscenza al Paese tunisino per aver scelto proprio la ‘Dante Alighieri’ come sede per la realizzazione dell’evento".

L’esposizione, realizzata grazie alla collaborazione tra la "Dante Alighieri", l’Ambasciata della Tunisia in Italia ed il Ministero della Cultura tunisino, sarà visibile al pubblico fino al 3 maggio prossimo ed è costituita da un totale di 37 opere di artisti tunisini dagli anni ’30 ad oggi.

La pittura è una forma di espressione che ha segnato la vita culturale in Tunisia durante il secolo scorso; nata dalla pittura da cavalletto, introdotta in Tunisia alla fine dell’800 da pittori viaggiatori ed europei residenti (Mosès Lèvy, Antonio Corpora, Pierre Boucherle, ecc.), si presenta come una pratica artistica che non ha conosciuto né periodi di stagno né eclissi.

La Tunisia è un Paese che possiede un’eredità artistica considerevole e alcune arti come la pittura, la ceramica e gli arazzi, risalgono a diversi secoli fa. Nonostante ciò la pittura è stata a lungo considerata come un’arte estranea alla cultura musulmana, percepita dalla comunità come un’offesa alla religione, quasi come un

tabù. Come spiegarsi allora la nascita e lo sviluppo di queste forme di espressioni artistiche durante il secolo scorso?

Nata dalla fusione di due culture, araba ed europea, la pittura tunisina si presenta come un fenomeno di acculturazione. L’unione tra queste due culture, diversissime per razza ed origine storica, unisce anche differenti sensibilità e tendenze. Ciò ha permesso di dare alla pittura il suo carattere specifico.

Esistono diverse tendenze artistiche, la più conosciuta delle quali è l’ "Ecole de Tunis", creata nel 1945 come risposta alla pittura orientalista ed orientaleggiante di alcuni artisti residenti in Tunisia. Il desiderio era quello di scene della vita quotidiana (feste e riti, scene di strada, eventi storici importanti, ecc.). In rottura con questa tendenza emergono, a partire dagli anni ’60, nuovi percorsi pittorici che si interessano più all’arte astratta, alla calligrafia plastica, al surrealismo, ma anche ritornando alle tematiche dei "naifs". (Inform)


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