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INFORM - N. 78 - 20 aprile 2002

Marco Fedi (CGIE): Prove tecniche elettorali

MELBOURNE - "La proposta del Ministro per gli Italiani nel mondo, nella sua affascinante prospettiva di voto anticipato per gli italiani all’estero, si presta ad una discussione quanto mai urgente su anagrafe, cittadinanza e rete consolare" – ha ricordato Marco Fedi, rappresentante per l’Australia nel Comitato di Presidenza del CGIE.

"Una discussione che" – ne sono certo – "occuperà molto spazio nei lavori della prossima Conferenza Continentale dei paesi anglofoni a Sydney e rispetto alla quale il fascino delle proposte deve lasciare il necessario spazio al pragmatismo delle soluzioni".

"Credo sia necessario chiederci quali sono gli impegni del Governo rispetto al completamento ed aggiornamento dell’anagrafe, alla questione della cittadinanza e, non ultima in importanza, alla necessità di rafforzare la rete consolare. Ci poniamo queste domande perché convinti che non sia rinviabile una discussione seria sulle risorse a disposizione e sugli obiettivi da raggiungere: il completamento ed aggiornamento dell’anagrafe richiede non solo interventi mirati e progetti precisi ma anche una rete consolare dotata di personale e risorse adeguate. In questo momento, in Australia, la situazione è di segno opposto" – ha dichiarato Marco Fedi.

"Qualsiasi campagna che miri a raggiungere i cittadini italiani che risiedono in Australia o nel resto del mondo, a sensibilizzarli rispetto agli obiettivi dello Stato italiano, a comunicare la volontà di stabilire un rapporto nuovo, deve basarsi su una rete di sostegno tale da non trasformarla in un gigantesco fallimento organizzativo, in una ennesima dimostrazione di carenze tecniche ed organizzative. Al progetto di comunicazione, quindi, deve essere affiancato un piano organizzativo serio che parta dagli organici nei Consolati, dai centri operativi dalle ipotesi per il futuro costante aggiornamento dell’anagrafe". "Analogo discorso per quanto concerne la possibile riapertura dei termini per il riacquisto della cittadinanza, rispetto alla quale ipotesi si stanno mobilitando diversi Comites ed Associazioni".

"Allora dobbiamo chiederci se non sarebbe meglio investire subito le necessarie risorse affinché si possa completare il quadro di riferimento politico-amministrativo anziché optare per una sorta di prova tecnica elettorale che, pur nel suo fascino, rischierebbe di ritardare ulteriormente gli altri importanti obiettivi" – ha concluso Fedi. (Inform)


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