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INFORM - N. 78 - 20 aprile 2002

Ciampi consegna le medaglie d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte

"Il pluralismo del sistema radiotelevisivo è elemento fondamentale per la vita di una moderna democrazia"

ROMA - Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha presenziato al Palazzo del Quirinale, alla cerimonia di consegna dei diplomi di prima classe con medaglia d'oro ai benemeriti della Cultura e dell'Arte.

Nel suo intervento Ciampi ha espresso in primo luogo a tutti i milanesi il cordoglio della Nazione per il disastro che li ha colpiti: "Siamo loro vicini. Siamo vicini alla Regione Lombardia. Abbiamo visto tutti come, di fronte a un evento così sconvolgente, la risposta dei cittadini e di tutti coloro che hanno partecipato ai soccorsi sia stata composta ed efficace".

Il Presidente Ciampi ha così continuato: "La cultura è risorsa strategica della Nazione; oggi è convinzione diffusa. L'attenzione per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio artistico è cresciuta nelle coscienze. I cittadini delle nostre città non ammettono più che i loro musei siano chiusi, anche nei giorni festivi; non ammettono che i monumenti versino in condizioni di abbandono; sono orgogliosi dei restauri, sono orgogliosi dei propri scrittori, dei musicisti, di chi fa teatro, danza, cinema; fioriscono iniziative, festival nelle piazze di antiche città e borghi anche per materie che una volta erano confinate a università e convegni specialistici".

Ciampi, dopo aver osservato "quanto può fare la televisione per la diffusione della cultura, per una produzione di qualità che incontri l'interesse del grande pubblico" e che "la qualità delle trasmissioni, garantita dall'alta professionalità dei protagonisti dell'informazione, dev'essere assicurata dall'autonomia editoriale che, al pari del pluralismo del sistema radiotelevisivo, è elemento fondamentale per la vita di una moderna democrazia", ha così concluso: "Solo il fiume della civiltà e dei valori che nel profondo scorre sempre all'interno delle coscienze può dare la speranza che, dopo il tempo dei lutti e della guerra, venga il tempo per la convivenza. Il dialogo delle culture non si deve, non si può spezzare. Non ci possiamo rassegnare all'odio, al sangue, alla forza. Sta al mondo della cultura tener viva questa speranza con iniziative culturali, di solidarietà". (Inform)


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