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INFORM - N. 76 - 17 aprile 2002

La Romania verso l'Europa

ROMA - Il convegno dal titolo "La Romania verso l'Unione Europea", promosso ed organizzato dal Dipartimento di Storia Moderna e Contemporanea dell'Università "La Sapienza" di Roma, dall'Accademia di Romania a Roma, dal Dipartimento di Storia Medievale e Contemporanea dell'Università degli Studi di Genova e dall'Università Babes-Bolyai di Cluj-Napoca, si è inaugurato il 17 mattina presso la Libera università degli studi S.Pio V.

Il convegno, inaugurato dal Magnifico Rettore Prof. Franceso Leoni e presieduto dalla Prof.ssa Antonella Ercolani, ha riunito diversi studiosi ed esperti, con l'intento di affrontare e approfondire le tematiche relative al difficile processo di transizione che la Romania, come d'altronde la gran parte dei paesi dell'Europa Orientale, vive ormai da un decennio.

L'iniziale affresco sulla latinità ed europeismo della Romania, di cui è stato relatore l'insigne Prof. Ioan Aurel Pop, è stato un esaustivo e prezioso contribuito propedeutico alla comprensione del caso rumeno.

Il popolo rumeno, nel corso dei secoli e nel susseguirsi delle svariate vicende storiche e politiche, ha mantenuto la propria latinità e, a differenza degli altri paesi dove la dominazione romanica è stata più duratura, la propria romanità. La Romania può essere considerata l'unica erede della romanità orientale, anche se l'affermazione della propria latinità ha suscitato in passato l'accusa di mitizzazione da parte di alcuni studiosi.

Anche il Prof.Antonello Biagini ha voluto sottolineare, con il suo intervento, l'importanza della storia della latinità in Romania: un passato che non si può né si deve dimenticare, ma che deve essere elaborato per utilizzarlo come punto di partenza. Per il Prof.Biagini, infatti, appellarsi alla propria latinità ha rappresentato un'ancora di salvezza per il popolo romeno. Nella sua relazione, inoltre, ha sottolineato come questo popolo abbia affrontato con orgoglio e fierezza il difficile percorso di transizione in cui è stato coinvolto negli ultimi undici anni.

Una peculiarità del convegno, oltre l'ottima organizzazione e la preziosa presenza di illustri studiosi ed esperti, è la partecipazione di un gran numero di giovani relatori, tra i quali: la Dott.ssa Liliana Faccioli Pintozzi, il Dott. Francesco Randazzo (con la sua interessante relazione sui rapporti russo-romeni durante gli anni della transizione), il Dott.Daniel Pommier Vincelli , il Dott.Antonio Ricci.

Dalle relazioni dei partecipanti al convegno, durante la prima giornata di lavoro sono emerse diverse problematiche: l'isolazionismo romeno dopo il 1989; la difficile gestione della politica internazionale; la mancanza di una élite capace di attuare i cambiamenti con maggiore capacità e trasparenza (degna di nota, riguardo all'argomento, la relazione del Prof. Mandrescu); il pesante retaggio del dominio comunista russo, secondo alcuni non ancora estirpato del tutto dalla popolazione romena.

D'altra parte, anche se la Romania durante l'ultimo decennio ha vissuto una storia di attesa e di ristagno, è riuscita comunque a volgere un sguardo più luminoso ed ottimista verso il futuro: ora si appresta a diventare membro a pieno titolo della Unione Europea.

I lavori del convegno si concluderanno venerdì 19 aprile con una Tavola Rotonda presso l'Accademia di Romania. (Luci Zuvela-Inform)


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