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INFORM - N. 75 - 16 aprile 2002

Gianni Pittella (DS) a Basilea: libera circolazione, nuova legge federale sugli stranieri e immigrazione in Italia

BASILEA - La nuova legge federale sugli stranieri in Svizzera, la modifica della legge Turco-Napolitano sull’immigrazione in Italia e gli accordi bilaterali tra la Confederazione elvetica e l’Unione europea: questi i temi di cui si è discusso martedì 9 aprile a Basilea in una affollata assemblea convocata nella sede della Federazione dei Circoli culturali "Realtà Nuova" dai Democratici di sinistra di Basilea in collaborazione con la locale Colonia libera italiana e il Sindacato edilizia e industria (Sei/Gbi).

Alla manifestazione sono intervenuti Regine Aeppli, del Partito socialista svizzero, deputata al Parlamento nazionale, e Gianni Pittella, deputato al Parlamento europeo e responsabile dei Democratici di sinistra per gli italiani all’estero.

La consigliera nazionale Regine Aeppli ha messo in evidenza come nei prossimi anni, per effetto degli accordi bilaterali Svizzera-Ue, che dovrebbero entrare in vigore il primo giugno di quest’anno, i cittadini stranieri in Svizzera saranno soggetti ad una legislazione che viaggia su un doppio binario: da una parte i cittadini dei Paesi dell’Unione europea, che saranno gradualmente equiparati ai cittadini elvetici per quanto attiene ai diritti relativi alla mobilità, al lavoro, dipendente e autonomo, alla residenza, alla previdenza, alla salute e all’assistenza sociale; dall’altra i cittadini di Paesi non comunitari, ai quali si applicherà, invece, la nuova legge federale sugli stranieri, che impedisce, in pratica, l’accesso dei lavoratori stranieri generici al mercato del lavoro elvetico e limita in modo drastico anche all’ingresso dei lavoratori altamente qualificati. Questi, infatti, potranno ottenere il permesso di residenza in Svizzera soltanto a condizione che le aziende che ne avranno fatto richiesta potranno dimostrare di non essere in grado di reperire localmente aspiranti elvetici o dei Paesi dell’Ue. Si tratta - ha detto la parlamentare svizzera - di una disparità di trattamento che il suo partito, il Partito socialista, sta cercando di mitigare con proposte miranti a ridurre il più possibile le differenze nei diritti e nelle libertà degli stranieri.

Gianni Pittella, illustrando la situazione degli stranieri in Italia, ha affermato che, se da una parte è necessario e giusto scoraggiare e perseguire l’immigrazione clandestina e incontrollata degli stranieri, dall’altra occorre, però, assicurare a tutti quelli che lavorano e risiedono nel nostro paese con regolare permesso di soggiorno tutti i diritti civili e condizioni di vita all’altezza della società di un importante e ricco paese europeo qual è l’Italia. Una legge che disciplina l’immigrazione esiste già – ha detto il parlamentare europeo –: è la legge Turco-Napolitano approvata nella passata legislatura dalla maggioranza di centrosinistra. Si tratta di una legge severa, ma equa, che ha già dato ottimi risultati nella lotta alla clandestinità e nella regolarizzazione dei lavoratori immigrati. L’attuale maggioranza di centrodestra la vuole cambiare ed ha già approvato al Senato una proposta di legge, comunemente denominata legge Bossi-Fini, che prevede una drastica riduzione delle quote d’ingresso e un aggravio delle pratiche burocratiche con conseguente dilatamento dei tempi di attesa; rende quasi impossibile il ricongiungimento dei nuclei familiari e inasprisce le pene in misura del tutto sproporzionata rispetto alla reale entità delle infrazioni commesse.

Perché queste modifiche drastiche, quanto inutili e ingiustificate? Secondo Pittella esse sono il risultato di una visione distorta del fenomeno migratorio, indicato dalla destra quasi come una calata di orde di nuovi barbari per invadere le nostre case, i nostri paesi, le nostre città. Ma come possiamo noi, paese di emigranti, abbassare oggi le saracinesche per impedire ad altri popoli disperati, in fuga dalla povertà e dalle persecuzioni, di trasmigrare in cerca di benessere, di cercare altrove migliori condizioni di vita? La regolamentazione dei flussi deve ispirarsi ai doveri di ospitalità e di accoglienza e non alla negazione del diritto di immigrazione.

Il centrosinistra ha già presentato molti emendamenti alla proposta di legge Bossi-Fini ed è deciso a fare una forte opposizione alla Camera, perché ritiene che il fenomeno migratorio, non essendo un problema locale, soltanto italiano, debba essere disciplinato da provvedimenti emessi di comune accordo da tutti i paesi dell’Unione europea.

L’on. Pittella ha concluso informando che i Democratici di sinistra sono impegnati a superare in fretta alcuni ritardi culturali sui temi dell’emigrazione, rafforzando l’Ufficio per gli italiani all’estero e coinvolgendo maggiormente nelle decisioni le organizzazioni transnazionali del partito. I temi in discussione sono molteplici e riguardano in particolare l’esercizio del voto all’estero, la riforma dei Comites e del Cgie, i rapporti con i partiti fratelli e con le associazioni italiane, i diritti di cittadinanza e i diritti sociali, la valorizzazione economica degli emigrati e la diffusione della lingua e della cultura italiana. (Inform)


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