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INFORM - N. 74 - 15 aprile 2002

A Roma un Convegno sul futuro dell'Europa

"La Romania verso l'Unione Europea: storia politica, economia e opinione pubblica"

ROMA - L'addio alla lira e l'avvento dell'Euro sono stati gli ultimi atti, in ordine di tempo, di un lungo percorso politico, economico e sociale che ebbe inizio nel 1951 quando a Parigi cinque Nazioni - Belgio, Francia, Italia, Lussemburgo e Germania - scelsero la via dell'integrazione e sottoscrissero il trattato della Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio (CECA). Un importante inizio che definì le prime strutture di base dell'odierna Unione Europea, come ad esempio l'Assemblea parlamentare ed il Consiglio dei Ministri. Alcuni anni dopo, con la stipula del trattato di Roma (1957), nacque la Comunità Economica Europea (CEE). L'intesa - oltre alle Nazioni firmatarie dell'accordo di Parigi aderirono all'iniziativa anche i Paesi Bassi - sancì l'abolizione dei dazi doganali tra gli Stati membri e la creazione della Banca Centrale europea. Dopo questo storico accordo ci vollero ancora molti anni - da segnalare la nascita nel 1978 del Sistema Monetario Europeo - per arrivare all'entrata in vigore del trattato di Maastricht (1° novembre 1993) e cioè alla nascita della moderna Unione Europea. Grazie a questo accordo gli Stati membri furono infatti chiamati ad intensificare la coesione economica e sociale ed avviarono un comune percorso nei settori della politica estera, della sicurezza, della giustizia e degli affari interni.

Un contesto in continua evoluzione, quello dell'Unione, che oggi può contare sulla fattiva partecipazione di 16 Stati - al nucleo originario si sono aggiunte negli anni la Gran Bretagna, la Danimarca, l'Irlanda, la Grecia, la Spagna il Portogallo la Finlandia la Svezia, la Norvegia e l'Austria - e che sta per aprire le sue frontiere ai Paesi dell'Europa centrale ed orientale. Dal 1998 sono infatti in corso appositi negoziati per l'allargamento dell'Unione Europea alle numerose Nazioni - tra queste vi sono anche Paesi di assoluto rilievo come la Romania, la Repubblica Ceca, la Bulgaria e l'Ungheria - che hanno chiesto di entrare a far parte della casa comune europea. Per essere accolti nella Comunità - a tutt'oggi gli Stati membri stanno già discutendo il futuro assetto economico e politico dell'Unione - questi Paesi dovranno però adeguarsi alle direttive europee ed allinearsi alle indicazioni dell'U.E. per quanto riguarda le relazioni con Paesi terzi e le organizzazioni internazionali.

Al fine di definire ed approfondire gli aspetti salienti e le problematiche del difficile avvicinamento della Romania e degli altri Paesi dell'Est alla Comunità Europea si svolgerà a Roma dal 17 al 19 aprile - presso la libera Università degli Studi "S.Pio" V - il Convegno sul tema "La Romania verso l'Unione Europea: storia politica, economia e opinione pubblica". Un importante incontro - promosso dall'Accademia di Romania, dal Dipartimento di Storia Moderna e Contemporanea, dell'Università "La Sapienza", dall'Ateneo degli Studi di Genova, dall'Università “Babeş-Bolyai” di Cluj-Napoca e realizzato con la collaborazione del Dossier Statistico per l'Immigrazione della Caritas - che si svolgerà nell'ambito delle attività di ricerca del progetto MIUR 40% "Eurasia: tradizioni storiche e prospettive di politica internazionale".

Nel corso della sessione inaugurale - dopo gli indirizzi di saluto del Ministro per le Politiche Comunitarie Rocco Buttiglione e del Rettore dell'Università degli Studi "S. Pio V" Francesco Leoni - prenderanno la parola i ricercatori e gli studiosi di atenei italiani e romeni per approfondire il complesso percorso storico della Romania tra il XIX ed il XX secolo, la situazione delle minoranza etniche ed i recenti rapporti di questo importante Paese con l'Unione Europea.

La seconda giornata - dopo l'intervento introduttivo sul rapporto tra l'opinione pubblica e l'economia del Preside della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università "S. Pio V" Giuseppe Manfredi - sarà invece dedicata all'approfondimento degli aspetti legislativi, comunicativi e lavorativi, direttamente connessi all'entrata della Romania nell'Unione Europea. In questo contesto vanno segnalati gli interventi del prof. Francesci Gui su "L'opinione pubblica europea e l'allargamento dell'Unione" e di Antonio Ricci, ricercatore del Dossier Statistico Immigrazione della Caritas, sul flusso dei lavoratori e degli investimenti tra l'Italia e la Romania. I lavori della seconda sessione si concluderanno poi alle 17 con la presentazione del volume di autori vari "Dai Dardanelli a Gibilterra". La terza ed ultima giornata sarà invece interamente dedicata ad una tavola rotonda sui bilanci e le prospettive della collaborazione inter- universitaria tra i due Paesi.

Chiunque sia interessato a saperne di più su questi tre giorni di intenso dibattito potrà comunque rivolgersi direttamente agli organizzatori del Convegno attraverso i seguenti indirizzi di posta elettronica (andrea.carteny@uniroma1.it; francesco.randazzo@uniroma1.it; antonio.ricci@uniroma1.it), oppure ai servizi informativi presso l'Università " La Sapienza" di Roma. Tel-fax.: (+39) 06 4991 34 15 (E-mail :redazione@relazioninternazionali.it; sito internet: www.relazioninternazionali.it.). (Lorenzo Zita-Inform)


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