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INFORM - N. 74 - 15 aprile 2002

 

Indennizzi agli ex internati italiani nei lager nazisti: lettera aperta dell'ANRP al Presidente Rau e al Presidente Ciampi

ROMA - "Decine di migliaia di italiani, superstiti di quanti hanno dovuto trascorrere anni della loro gioventù nei lager del terzo Reich, seguono con particolare interesse questo incontro foriero di ulteriore comprensione ed integrazione operativa, fra i due Stati, partecipi della promettente realtà dell’Unione Europea". Inizia così la "lettera aperta ai Presidente delle Repubbliche di Germania e d'Italia" che Enzo Orlanducci, segretario generale dell'ANRP - Associazione nazionale reduci dalla prigionia, dall'internamento e dalla guerra di liberazione - ha indirizzato ai Presidenti Rau e Ciampi in occasione del loro incontro in Italia, con la richiesta di risolvere la questione degli indennizzi agli ex internati italiani nei lager nazisti.

Essi - così prosegue la lettera aperta - che ancora deprecano e ne sopportano le conseguenze nelle loro condizioni di salute i misfatti di un regime che aveva pervaso la Germania con la sua negazione dell’umanità e della libertà, riconoscono tuttavia di avere anche avuto, nella stessa circostanza, l’occasione di riconoscere le grandi virtù di robustezza morale, di forza spirituale e di capacità produttiva della gente germanica.

Infatti è singolare che tanta memorialistica di prigionieri-internati, anche del primo dopoguerra, pur testimoniando le sofferenze e le umiliazioni da essi sopportate, abbia saputo isolare il ricordo di quei maltrattamenti dalla considerazione delle effettive qualità del popolo tedesco.

Noi oggi ribadiamo questa convinzione, e lo fanno anche coloro che hanno maggiormente sofferto, essendo stati costretti a prestare un lavoro schiavistico per la produzione bellica o nelle campagne, oppure nel riattamento delle strutture; e quasi sempre sotto la sferza di aguzzini rappresentanti di quella infernale violenza, che con disprezzo annientò la dignità umana.

Tempo addietro, gli ex internati italiani avevano visto nei provvedimenti di indennizzo deliberati dal Governo tedesco un nobile avvio al superamento dei più tristi ricordi quale quello dei due maggiori torti che erano stati loro inferti: l’arbitraria privazione dello stato di prigionieri dì guerra, con la conseguente eliminazione della possibilità di protezione della Croce Rossa Internazionale e la successiva costrizione ad un lavoro forzato.

Grave delusione ha rappresentato il lodo emesso da un illustre giurista tedesco che, come per irrisione, ha riconosciuto adesso il loro effettivo stato di prigionieri di guerra, mai solamente allo scopo di poterli escludere da ogni forma di indennizzo.

Noi confidiamo che, nella loro elevata sensibilità ed avvedutezza politica, i due Capi di Stato che si incontrano vogliano dedicare una giusta considerazione anche a questo problema. Una sua equa soluzione - così termina l'appello dell'ANRP - apporterebbe una preziosa conferma alla previsione di ogni futura e fiduciosa collaborazione tra i due popoli. (Inform)


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