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INFORM - N. 74 - 15 aprile 2002

Zoratto: La visita in Italia del presidente tedesco Rau e i problemi degli italiani in Germania

STOCCARDA - Il Presidente della Repubblica della Germania Federale visiterà l’Italia e chiederà scusa per l’eccidio di Marzabotto. In Germania attualmente vivono e lavorano oltre 700 mila italiani. Oltre 20 mila sono i ristoratori italiani che hanno fatto cambiare le abitudini gastronomiche dei tedeschi, che vestono italiano e richiedono, vogliono ed apprezzano la cultura italiana, nonostante l’assenza totale degli Istituti di cultura italiani.

Recentemente il Sindaco di Stoccarda ha persino assecondato una richiesta del giornale italiani "Oltreconfine" e intitolato una strada a Niccolò Jommelli, famoso e poliedrico compositore napoletano che visse nel capoluogo svevo oltre 250 anni orsono, mentre in Italia viene regolarmente ignorato.

Ciò nonostante per i meno abbienti (pensionati, disoccupati o titolari di aiuto sociale) la vita qui è grama e difficile. Sono centinaia gli italiani che vengono regolarmente espulsi come a migliaia si contano i connazionali cui viene negata la carta di soggiorno. Un caso emblematico lo abbiamo a Costanza, dove Nilo Soppelsa, veneto, da quasi quarant’anni in Germania, solo per aver fatto richiesta della pensione di invalidità si è visto negare il permesso di soggiorno.

L’Ambasciata italiana conosce il problema; a Stoccarda è stata persino costituita una Commissione mista, ma i nostri diplomatici non intendono fare rumore su questo scandaloso comportamento, che è in netta contraddizione con lo spirito dei trattati comunitari che garantiscono a chiare lettere il diritto alla residenza e alla circolazione. Del problema si è interessato anche il Ministro per gli Italiani nel Mondo: Mirko Tremaglia ha infatti già incontrato l’Ambasciatore tedesco a Roma investendolo del complesso e grave problema.

Altra grave drammatica realtà è quella della integrazione degli oltre 70 mila bambini italiani in età scolastica che risiedono in Germania. Questa grande massa, per mille motivi diversi, detiene da un trentennio la più alta percentuale nelle Sonderschulen (scuole differenziate). Il sistema scolastico gestito dai singoli Länder disintegra ogni forma di integrazione e non è un caso che il tasso di disoccupazione degli italiani sia fra i più alti. Ma l’Europa si può costruire su queste "macerie", con queste evidenti discriminazioni?

Ed è per questo che io mi permetto di chiedere ospitalità sul Suo pregevole giornale, per fare appello alla sensibilità del Presidente Johannes Rau, affinché intervenga e si ponga fine alle espulsioni, alla negazione dei soggiorni e si dia il via ad una concreta e seria integrazione dei bambini italiani nella scuola tedesca preservando le singole identità culturali e linguistiche.

L’Europa è la casa comune di tutti noi, è l’insieme di tante Nazioni i cui cittadini non possono subire le angherie dei burocrati. Presidente, intervenga, affinché anche in Germania l’Europa dei Cittadini diventi realtà. Distinti saluti. (Bruno Zoratto, membro del Comites di Stoccarda)


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