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INFORM - N. 72 - 11 aprile 2002

Svizzera - Il problema dei clandestini rischia di essere dimenticato

BERNA - Da quando il Parlamento federale, lo scorso 10 dicembre, si è espresso contro una regolarizzazione collettiva dei sans-papier, questa problematica sembra essere scomparsa dall’interesse dell’opinione pubblica. Il Governo ha sostenuto il mantenimento dell’attuale sanatoria solo per singoli casi umanitari gravi.

Secondo l’organizzazione Solidarité-sans-frontières, tuttavia, ben poche persone hanno avuto il coraggio di rivolgersi alle autorità per fare richiesta di un permesso per motivo umanitario. Ciò è dovuto alla giustificata paura di essere espulsi. A Berna, ad esempio, la polizia ha perquisito la casa parrocchiale Johannes alla ricerca di clandestini, che però non si sono fatti trovare.

La situazione dei migranti irregolari si trova, dunque, come prima, senza soluzione. Le organizzazioni che sostengono la regolarizzazione collettiva dei clandestini senza distinzioni si rendono conto che essa è politicamente irrealizzabile in questo momento. Stanno riflettendo, per questo, sull’elaborazione di criteri, in base ai quali si potrebbero concedere i permessi di soggiorno. Solidarité-sans-frontières ne elenca tre: la permanenza in Svizzera da almeno un anno, l’esistenza di legami sociali e il fatto di non aver commesso reati gravi.

Il Sindacato edilizia e industria sostiene l’idea di un’azione temporanea che permetta di conferire un permesso B a tutti i clandestini che si trovano in Svizzera da almeno un anno, dimostrano di avere una lavoro e dispongono di un alloggio.

Per impedire che il dibattito sui sans-papier sparisca dall’attenzione dei media, alcuni avanzano la proposta di una nuova tavola rotonda composta dai sindacati, dalle chiese, dalle ONG e da personalità della cultura. (Luisa Deponti-CSERPE/Inform)


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