* INFORM *

INFORM - N. 72 - 11 aprile 2002

Proposte del CAVA per lo statuto della Regione Veneto

Chiesto il voto regionale ed un efficiente sistema normativo che riconosca e tuteli i Veneti nel mondo

BUENOS AIRES - Per ottemperare alle disposizioni della legge costituzionale del 22 novembre 1999 le Regioni italiane dovranno rinnovare radicalmente i propri statuti. Un'occasione unica - grazie a questa riforma strutturale ed organizzativa le istanze delle nostre collettività all'estero potranno acquisire maggiore visibilità - che è stata colta delle Associazioni Venete dell'Argentina (CAVA).

In previsione di questi importanti cambiamenti il CAVA ha infatti fatto sentire la sua voce proponendo - attraverso l'invio di uno specifico documento alla Regione Veneto, al Consiglio regionale, alle associazioni ed ai gruppi parlamentari regionali - alcune significative modifiche statutarie. Ponderate riflessioni legislative - ispirate ai dettami costituzionali che riconoscono il lavoro, i diritti politici e la libertà delle collettività all'estero - che appaiono finalizzate alla creazione di un nuovo sistema giuridico di tutela dei Veneti nel mondo. Secondo il CAVA il nuovo statuto regionale dovrà in primo luogo sancire - nella consapevolezza che la comunità veneta si estende in tutto il mondo attraverso l'emigrazione - il riconoscimento di eguali diritti ai veneti residenti in Italia e ai corregionali all'estero. In questo contesto - anche per promuovere la partecipazione degli oriundi alla vita economica, culturale e sociale del Veneto - sarà inoltre opportuno che dallo statuto vengano riconosciuti e tutelati i circoli e le associazioni dei veneti nel mondo.

Ma dal CAVA è stato chiesto con forza anche un pieno riconoscimento dell'elettorato attivo e passivo che garantisca - attraverso la creazione di una specifica circoscrizione per l'estero - l'attiva partecipazione dei Veneti nel mondo all'elezione del Consiglio regionale. Una prerogativa già sancita a livello nazionale dall'articolo 48 della Costituzione che, nelle intenzioni, darà finalmente voce - al fine di garantire una rappresentanza consapevole l'elettorato passivo sarà limitato ai veneti residenti all'estero da più di cinque anni - alle specifiche istanze ed esigenze dei corregionali nel mondo. Ma lo statuto dovrà definire anche l'entità numerica dei seggi per l'estero. La proposta del CAVA - al fine di favorire un'omogenea rappresentanza degli emigrati nella circoscrizione Estero - prevede l'elezione di 7 consiglieri regionali: uno per ogni area geografica (Europa e Asia; Centro e Nord America; America del Sud; Africa, Asia e Oceania) più altri tre seggi che saranno distribuiti tra le stesse zone in proporzione al numero di cittadini veneti residenti e sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.

Una metodologia - diversa dai consueti criteri per l'individuazione dei seggi elettorali - che permetterebbe di dar voce - sia pure in maniera indiretta - anche alle istanze del 4 milioni e mezzo di oriundi veneti che vivono e lavorano nei Paesi d'accoglienza a fianco dei cittadini italiani iscritti all'AIRE. Con l'introduzione della nuova circoscrizione potrebbero verificarsi diseguaglianze tra il rapporto seggio/elettori delle aree estere e quello delle circoscrizioni regionali. Una problematica tecnica che - nonostante la questione sia stata già dibattuta e superata nell'ambito della legge per il suffragio nazionale - non mancherà di suscitare perplessità e polemiche. Per approfondire gli aspetti più delicati della proposta, dalle Associazioni Venete dell'Argentina è stata chiesta la convocazione di una specifica riunione che metta a confronto le delegazioni degli emigrati con i rappresentanti del Consiglio regionale. (Lorenzo Zita-Inform)


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