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INFORM - N. 71 - 10 aprile 2002

Procedura d'urgenza alla Camera per l'approvazione della normativa sull'immigrazione ed il diritto d'asilo

Le preoccupazioni del mondo del volontariato in un promemoria congiunto di Caritas e Migrantes sugli aspetti salienti della legge

ROMA - In un clima di forte contrapposizione la Camera dei deputati ha approvato l'adozione della procedura d'urgenza per la nuova normativa che regolamenterà l'immigrazione e il diritto d'asilo. In concomitanza con questa decisione - il provvedimento dovrà essere votato dall'Assemblea entro 30 giorni - la Commissione Affari Costituzionali della Camera ha detto sì all'avvio di un'indagine conoscitiva che approfondirà le problematiche salienti della normativa. Dai membri della Commissione saranno ascoltati sia i rappresentanti delle varie organizzazioni internazionali - come ad esempio l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Acnur), l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), il Comitato per i minori accompagnati e non del Ministero del lavoro - sia i vertici delle associazioni dell'artigianato, dell'agricoltura e del terzo settore.

Un confronto lungamente atteso dagli esperti dell'emigrazione, che è stato preceduto da un altro incontro che ha avuto come protagonisti una rappresentanza congiunta della Caritas Italiana e della Fondazione Migrantes ed il Sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano. In quell'occasione dagli esponenti dei due Uffici dei Vescovi italiani è stata presentata una specifica documentazione sugli aspetti salienti del disegno di legge e sulle possibili modifiche da appartare all'impianto normativo nel corso della discussione alla Camera.

Nella riforma - approvata dal Senato il 28 febbraio scorso - sono infatti presenti importanti novità come ad esempio la definizione di nuovi criteri per l'orientamento della cooperazione allo sviluppo, l'attivazione di un apposito Comitato Nazionale di monitoraggio dei flussi migratori e l'istituzione del contratto di soggiorno per lavoro subordinato. Un'innovativa fattispecie - senza questo supporto contrattuale l'immigrato verrà espulso dal nostro Paese - nel quale l'imprenditore dovrà garantire alla manodopera straniera un alloggio adeguato ed il pagamento delle spese per l'eventuale ritorno nel Paese d'origine. La sottos crizione del contratto di soggiorno avverrà presso il nuovo sportello unico per l'immigrazione, appositamente istituito dall'ufficio territoriale delle prefetture. In questo contesto sarà poi innalzato da cinque a sei anni il periodo di regolare permanenza sul territorio italiano che darà allo straniero la possibilità di acquisire la carta di soggiorno. Cambiamenti importanti saranno previsti anche per le quote di ingresso dei cittadini stranieri - da segnalare la soppressione della figura dello "Sponsor" e l'istituzione di una corsia preferenziale per il rientro in Patria dei nostri connazionali residenti all'estero - e per i ricongiungimenti familiari che verranno limitati ai figli ed ai genitori a carico.

Ma anche sul fronte della lotta all'irregolarità e alla clandestinità - oltre alle disposizioni approvate dal Senato per la regolarizzazione delle colf extracomunitarie - sono state introdotte diverse modifiche, come ad esempio quelle inerenti al prolungamento dei tempi d'internamento nei centri di permanenza temporanea - l'extracomunitario potrà essere trattenuto per un massimo di 60 giorni - e all'immediata e coatta espulsione del clandestino. Gli stranieri che verranno allontanati dal nostro Paese non potranno infatti far ritorno in Italia per dieci anni e in caso di reiterazione del reato di clandestinità saranno sottoposti a sanzioni penali. Per contrastare il flusso clandestino verrà inoltre affidato alle navi militari italiane il compito di ispezionare ed eventualmente sequestrare, anche in acque internazionali, i natanti e gli aerei coinvolti nel traffico di esseri umani. Infine, per quanto concerne il diritto d'asilo, dalla legge verrà introdotta una procedura semplificata che - per le domande manifestamente infondate - consentirà il rapido accertamento dello status del presunto rifugiato.

Una vera e propria svolta legislativa dunque che - secondo il documento elaborato dagli esponenti del volontariato cattolico - dovrebbe essere arricchita dal fattivo contributo degli esperti della solidarietà, da una profonda verifica di quanto è avvenuto fino ad oggi nella concreta gestione delle migrazioni e dall'acquisizione delle recenti indicazioni normative - su questa materia l'U.E. approverà per il 2004 un imponente corpo legislativo - elaborate in ambito europeo. In questa ottica, secondo il promemoria, dalla nuova legge verrà in primo luogo compromessa la stabilità del soggiorno per motivi di lavoro dello straniero. Dopo la perdita del posto il "non nazionale" avrà infatti solo sei mesi di tempo per la ricerca di un'altra occupazione. Un contesto di precarietà - nella legge la durata massima del permesso di soggiorno viene ridotta a due anni - che di fatto elimina, con la soppressione della figura dello "Sponsor", ogni possibilità di preventivo contatto tra lo straniero ed il datore di lavoro. Per quanto riguarda invece i ricongiungimenti familiari dal dossier vengono segnalate ingiustificate restrizioni al diritto dell'unità familiare e l'introduzione di nuove lungaggini burocratiche.

Ma quello che veramente preoccupa il mondo del volontariato cattolico è il concreto rischio che l'espulsione immediata dello straniero divenga una regola generalizzata e che - con l'introduzione del reato di clandestinità - l'immigrato non in regola venga trattato alla stregua di un criminale comune. In questo ambito normativo - dove lo straniero rischia di essere penalizzato anche per le inadempienze della Pubblica Amministrazione - appare infine del tutto incongrua anche la nuova trattazione del diritto di asilo che estende a tutti i rifugiati una procedura di accertamento accelerata e troppo semplificata e impedisce il ricorso all'autorità giudiziaria per l'eventuale sospensione del provvedimento di espulsione. Una problematica complessa dunque che, secondo i rappresentanti della Caritas e della Migrantes, andrebbe stralciata dalla norma e riproposta in un apposito disegno di legge. (Lorenzo Zita-Inform)


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