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INFORM - N. 71 - 10 aprile 2002

Riforma dei Comites e degli Istituti Italiani di Cultura: presentate alla Camera due proposte di legge dei DS

ROMA - Due proposte di legge che interessano gli italiani all'estero e che riguardano la riforma dei Comites e la riforma degli Istituti Italiani di cultura - presentate alla Camera dal gruppo Ds-L'Ulivo - sono state illustrate in una conferenza stampa da Norberto Lombardi, responsabile DS per gli italiani all'estero, e da Valerio Calzolaio, primo firmatario di entrambe le proposte.

Della riforma dei Comites, come è noto, si è occupato anche nella sua ultima riunione il Consiglio Generale degli italiani all'estero, che ha approvato una serie di "emendamenti" al testo che, nella scorsa legislatura, è passato più volte al vaglio dei due rami del Parlamento senza arrivare all'approvazione definitiva. Ebbene, la proposta di legge dei DS tiene conto ampiamente delle indicazioni del CGIE ma con almeno due vistose eccezioni: il titolo - Consites, Consigli degli italiani all'estero - e il sistema di votazione, previsto presso i seggi costituiti in loco e non per corrispondenza.

Lombardi è partito dalla considerazione che il sistema di rappresentanza a livello locale e nazionale dei connazionali all'estero (Comites e CGIE) va ripensato alla luce del raggiungimento, dalla prossima legislatura, della rappresentanza parlamentare attraverso la Circoscrizione Estero. Nella proposta Calzolaio - che porta le firme di numerosi altri esponenti DS tra i quali il segretario del partito Fassino, il coordinatore della segreteria Chiti e il capogruppo della commissione Esteri Spini - i Consites hanno una competenza generale nelle materie che interessano i connazionali all'estero, tranne quelle concernenti i rapporti bilaterali che sono riservati alle autorità diplomatico-consolari.

Ciascun Consiglio, anche attraverso opportuni studi e ricerche, individua le esigenze di sviluppo sociale, culturale e civile della propria comunità e concorre a definire il quadro programmatico degli interventi del Paese nel quale opera: un chiaro riferimento ai "Piani Paese". Per quanto riguarda le funzioni consultive, vengono riproposti i pareri obbligatori (anche sui contributi ai locali mezzi di informazione…), insieme all'obbligo, per l'autorità consolare, di indicare i motivi dell'eventuale difformità delle proprie proposte rispetto ai pareri espressi dal Consites. Tra gli altri aspetti innovativi sottolineati da Lombardi, l'obbligatorietà della presenza nei Consigli, tramite cooptazione, dei membri stranieri di origine italiana (i cosiddetti oriundi), la presenza nei Consigli stessi di quote minime di donne e giovani, nonché l a quadruplicazione degli stanziamenti.

L'on. Calzolaio (va salutato l'arrivo di un "neofita" nella pattuglia dei parlamentari che s'interessano degli italiani all'estero, decimata dopo il rinnovo della legislatura) ha definito le proposte di legge "due tasselli fondamentali della riforma del Ministero degli Esteri e del rilancio e qualificazione della politica estera italiana". Accennando al taglio promozionale-economico indicato da Berlusconi per le rappresentanze all'estero, Calzolaio ha detto di ritenere questi due tasselli "almeno altrettanto importanti".

Soffermandosi poi soprattutto sulla proposta di legge per la riforma degli Istituti di Cultura, Calzolaio ha aggiunto che essa mira a fare degli Istituti un importante strumento di promozione della cultura italiana nel mondo. Il loro rafforzamento e la prevista istituzione del "Dipartimento per la cultura, la lingua e l'immagine dell'Italia nel mondo", in sostituzione dell'attuale Direzione generale per la promozione e la cooperazione culturale, rappresentano pertanto "un altro decisivo tassello della politica estera del nostro Paese". L'istituzione del Dipartimento - il cui capo potrebbe essere scelto in base alla "chiara fama", quindi al di fuori della carriera del Ministero degli Esteri - darebbe maggiore autonomia all'attività culturale italiana nel mondo. Gli Istituti di Cultura - ha affermato Calzolaio - devono dare conto di un Paese complesso, non devono modificare i loro indirizzi ogni volta che cambia questo o quel ministro o sottosegretario. Tutto ciò implica una riduzione delle spese di carattere generale, di semplice gestione, eventualmente anche attraverso una riduzione del numero degli Istituti, per rafforzarne l'efficacia di azione in alcune sedi strategiche, ma non una riduzione del personale che si occupa della promozione della cultura e della lingua italiana. (gc-Inform)


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