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INFORM - N. 70 - 9 aprile 2002

Da "L'Avvenire dei Lavoratori", Svizzera

Gianni Pittella (Ds): Bipolarismo sentimentale

ZURIGO - In un articolo per la rivista "Internazionale" il giornalista Jesper Storgaad parla del bipolarismo italiano e aggiunge una nuova categoria di bipolarismo.

Dopo l'antitesi tra laici e cattolici, tra democristiani e comunisti, nord contro sud, statalisti contro federalisti, giustizialisti contro garantisti, Polo contro Ulivo, ecco, a parer dell'editorialista danese, il bipolarismo "sentimentale".

E racconta aneddoti simpatici che comproverebbero la sua nuova definizione.

Nella vita di matrimonio, tra amici, a lavoro, persino a letto, il principale motivo di litigio, anche pesante, è divenuta la politica del Governo Berlusconi.

La tendenza al bipolarismo sentimentale sarebbe testimoniata anche dalla Doxa: Berlusconi risulterebbe la persona più popolare d'Italia, anche più di Benigni e Del Piero, ma, sarebbe, al contempo, anche il più odiato, molto di più di un certo Bin Laden. Colpa dei suoi metodi e dei contenuto di Governo. L'articolo colorito di Storgaad mi ha indotto a qualche riflessione.

Se davvero siamo in un clima di contrapposizione morale che spacca famiglie, amici, colleghi, fidanzati, è proprio questo il nuovo sistema che volevamo creare? Se ci si odia per un uomo, non siamo sul bilico di un personalismo eccessivo che sbocca nel culto della personalità, a cui si sacrificano idee, programmi, partiti? E l'Italia normale è questa?

Ora, io non vorrei lanciare messaggi equivoci. Non penso che ci troviamo in una situazione di regime. Penso invece che Berlusconi, per primo, forzi la sua azione nel senso di una radicalizzazione dello scontro che nella psicologia di taluni diventa "o con lui, o contro lui".

Non sarei così convinto che questa sia una caratteristica solo caratteriale.

L'uomo ha uno spiccato egocentrismo. Ma dietro vi è anche il disegno freddo di imbarbarire la lotta tra gli schieramenti, evitare una normale e serena dialettica bipolare, impedire una valutazione di merito sui risultati del Governo. Se questo è vero, sarebbe un regalo troppo grande, se anche dall'altra parte si rispondesse con una eccessiva personalizzazione e radicalizzazione. Non mi riferisco né alla meravigliosa manifestazione del 23 marzo né al prossimo sciopero generale che sarà di certo un grande moto di popolo, civile e composto.

Mi riferisco alla necessità di non smarrire mai la strada maestra della politica che sa riscaldare il cuore e sa parlare alla ragione.

Quella strada che ci ha consentito di sbloccare la democrazia italiana, e di vincere su Berlusconi proponendo uno schieramento composito e ampio, nel quale la direzione politica assumeva un profilo limpidamente riformista e una capacità aggregante tanto di aree più radicali, quanto di larghi settori moderati del Paese. (Gianni Pittella*-L'Avvenire dei Lavoratori/Inform)

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* Europarlamentare (Gruppo DS-PSE), responsabile dei DS per gli italiani all'estero


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