* INFORM *

INFORM - N. 70 - 9 aprile 2002

Accolto dal II Congresso di A.N. un ordine del giorno dei delegati CTIM

"Realizzare una autentica sintesi al servizio di tutta l’Italianità che vive ed opera nel mondo"

BOLOGNA - Dal voto all'estero all'informazione di ritorno. Il II Congresso di Alleanza Nazionale ha approvato il 6 aprile un ordine del giorno presentato da tutti i delegati Ctim presenti. Eccone il testo:

Premesso che in cento anni di Storia della nostra emigrazione noi siamo riusciti a realizzare concretamente l’Unità degli italiani, ponendo fine ad una vergognosa discriminazione voluta dalla partitocrazia e restituendo a milioni di cittadini italiani il sacrosanto diritto all’esercizio del voto all’estero,

i delegati del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo partecipanti al 2. Congresso nazionale di A.N.

prendono atto che gli italiani all’estero sono quindi stati inseriti a pieno titolo nella Costituzione italiana, diventando così parte integrante del "Sistema Italia".

Il 20 dicembre 2001 è stata una giornata storica per gli italiani che vivono il mondo, che hanno visto concludere un cammino iniziato per volontà dei Parlamentari missini nel lontano 1955 e che consentirà loro di poter esercitare finalmente il diritto fondamentale di ogni cittadino, e cioè di votare i propri deputati e i propri senatori, contribuendo così, nella pienezza dei propri diritti, al destino della propria Patria.

Il 20 dicembre 2001 rappresenta anche una importante vittoria della Destra italiana, che è stata sempre in prima linea in questa battaglia di civiltà e democrazia che ha visto per quarantacinque anni in Parlamento la Destra protagonista, con in prima linea l’On. Mirko Tremaglia, attuale Ministro per gli Italiani nel Mondo, che tutti gli italiani all’estero profondamente ringraziano per essere da sempre stato vicino agli emigranti italiani.

Sono ancora vivi nella memoria di tutti noi i magici momenti di Napoli, quando l’intera classe dirigente del Partito ha voluto sancire che la battaglia di civiltà intrapresa ed oggi vittoriosamente conclusa, è stata, è, e sarà l’inizio di una battaglia di tutta Alleanza Nazionale per colmare il divario tra Italianità nel Mondo e politica italiana nel mondo.

Grazie ad Alleanza Nazionale, che ha saputo costruire momenti importanti di ampio unitarismo, vi è stato il dovuto riconoscimento a milioni di italiani per quello che sono riusciti ad esprimere ovunque nel mondo: il prestigio, il sacrificio, l’amore di Patria, la voglia di Patria, il contributo di progresso e di civiltà; il nostro umanesimo del lavoro, la forza delle nostre tradizioni, della nostra cultura e della nostra arte; la diffusione e la difesa della nostra lingua; le capacità e l’intelligenza dei nostri lavoratori ed imprenditori.

Grazie ad Alleanza Nazionale questa enorme risorsa politica, morale, culturale, sociale ed economica che gli italiani nel Mondo rappresentano, potrà finalmente essere messa a disposizione del Paese in modo serio ed organico, e qui istituzionalmente un ruolo di propulsione lo deve svolgere il Dicastero per gli Italiani nel Mondo.

Con il loro voto, i loro Deputati e Senatori in Parlamento, con il loro contributo ed il loro entusiasmo gli italiani all’estero saranno determinanti, in un mondo globalizzato, allo sviluppo economico, sociale e culturale, alla internazionalizzazione dell’Italia ed alla tutela dei suoi interessi.

Il nostro impegno, da ora in poi, dovrà essere quello di trasformare questa importantissima vittoria politica della Destra italiana anche in consenso elettorale, oltre a realizzare una autentica sintesi al servizio di tutta l’Italianità che vive ed opera nel mondo.

In questo momento favorevole che vede la Destra italiana componente essenziale del Governo della nostra Patria, bisogna indirizzare la nostra attenzione verso le varie situazioni e categorie che vanno tutelate, valorizzate e coinvolte.

Riaffermiamo la centralità del CGIE e dei Comites, legali rappresentanti delle nostre collettività le cui leggi istitutive devono essere urgentemente riformate.

Particolare attenzione va riservata alla rete diplomatico-consolare che in molti Paesi è carente;

vanno aiutate concretamente le oltre trecentonovanta testate giornalistiche, le centinaia di radio private e televisioni, Rai International;

richiamati gli Istituti di Cultura al ruolo istituzionale e corretto di autentici promotori (e non gestori) di cultura unitamente alle nostre comunità,

rifondati gli Istituti di Commercio Estero, perché si adeguino alle tante novità in movimento, potenziando le Camere di Commercio italiane che devono diventare cabina di regia nelle singole realtà;

vanno valorizzati trecentoventi parlamentari di origine italiana, sindaci, magistrati, amministratori ed imprenditori che hanno sangue italiano ed operano in tutti i continenti.

È a queste composite categorie che bisogna guardare, approfondire e studiare le loro esigenze, capire le loro necessità, per andare oltre e provocare dei cambiamenti di rotta, affinché i tanti problemi che gli italiani all’estero hanno vengano risolti e non rinviati.

È per capire queste esigenze che bisogna finalmente e definitivamente attuare l’informazione di ritorno, creando così un ponte permanente fra le due Italie.

Con l’informazione di ritorno si collegheranno i "due mondi", costituendo tra loro un rapporto concreto che farà nascere collaborazione e cooperazione ovunque, facendo crescere in dimensioni planetarie le imprese economiche italiane nei vari Paesi del mondo e la conoscenza in Italia di una realtà che per l’opinione pubblica è ignorata e sconosciuta.

Si tratta di un vero e proprio "fattore Italia" nello sviluppo dei rapporti internazionali su scala mondiale, che va sostenuto, tutelato ed incrementato.

Questo popolo, che la Destra italiana ha capito, ben interpretato, compreso e guidato nella vittoria storica del voto all’estero, che dialoga attraverso il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) e i Comitati degli Italiani all’Estero (Comites) in ogni latitudine del globo, che forma parte integrante della Nazione italiana, che vive ed opera oltre i confini della Patria, è chiamato a liberare l’Italia definitivamente dal degrado politico della partitocrazia, per affermare ovunque il primato della politica, della politica della Italianità, della giustizia sociale, e di quell’Umanesimo del lavoro che sancisce il riconoscimento dei diritti fondamentali per tutti quelli che emigrano e lavorano, con un messaggio chiaro e forte in cui la dignità nazionale non è speranza per il nostro avvenire, ma certezza, soprattutto per le nuove generazioni.

Si apra quindi una nuova stagione di confronto e di proposta; questa deve essere la politica centrale di Alleanza Nazionale in una dimensione mondiale che garantisca il ruolo che gli italiani all’estero hanno svolto e svolgono per l’internazionalizzazione della propria Patria.

Il 2. Congresso dà mandato alla Consulta degli Italiani all’Estero di elaborare un programma organico di iniziative tendenti a proiettare e a realizzare una articolata ed adeguata presenza ovunque risiedano le nostre comunità.

L'ordine del giorno porta le firme di Bruno Zoratto (Germania), Vincenzo Centofanti (USA), Franco Santellocco (Algeria), Franco Arena (Argentina), Domenico Pugliese (Argentina, Giuseppe Cossari (Australia), Poni Poselli (Australia), Sebastiano Scandereberg (Belgio), Piero Ruzzenenti (Brasile), Carlo Consiglio (Canada), Cristiano De Florentis (Canada), Ennio Botto (Cile), Paolo Quintarelli (Colombia), Aldo Di Biagio (Croazia), Gian Paolo Massimo (Egitto), Monica Paternò Di Sessa (Francia), Sandro Zulian (Germania), Mario Caruso (Germania), Cosimo Cirocco (Germania), Adriano Longo (Gran Bretagna), Giuliano Baldezzi (Marocco), Giacomo Canepa (Perù), Giovanni Baldantoni (Romania), Giuseppe De Siati (Russia), Alessandro Pucci (Spagna), Riccardo Pinna (Sud Africa), Claudio Ruggeri (Svizzera), Giovanni Costanzelli (Uruguay), Claudio Milazzo (Venezuela), Antonio Cardillo (USA), Domenico Delli Carpini (USA), Michele Frattallone (USA). (Inform)


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