* INFORM *

INFORM - N. 70 - 9 aprile 2002

I friulani di Argentina: "Non trattateci con quella freddezza che ha il sapore dell'abbandono"

Un appello ai Comuni del Friuli, alle Province di Udine, Gorizia e Pordenone, alla Regione Friuli-Venezia Giulia e al popolo friulano

UDINE - "Ci sentiamo abbandonati". Il portavoce dei friulani d'Argentina, Mauro Sabbadini, in occasione di una conferenza stampa presso la sede dell'Assindustria di Udine, ha indirizzato un appello ai Comuni del Friuli, alle Province di Udine, Gorizia e Pordenone, alla Regione Friuli-Venezia Giulia e, tramite i mezzi di comunicazione, al popolo friulano. Ne pubblichiamo il testo.

Ci rivolgiamo a voi, in questi giorni così difficili per la Repubblica Argentina, per trasmettervi ciò che pensiamo e sentiamo riguardo ai tentativi di aiuto da parte della Regione nei confronti della collettività friulana d’Argentina.

Da circa un anno nel Friuli-Venezia Giulia si fanno sentire grida d'allarme in merito alla grave situazione socioeconomica che sta vivendo il nostro paese.

E’ vero che da parecchi anni l'Argentina sta attraversando una grave recessione. E' vero che gli indici di disoccupazione e di sottoccupazione superano rispettivamente il 15 ed il 16% della popolazione attiva. E' vero che quasi il 40% degli abitanti sopravvive al di sotto della soglia di povertà. Ma è anche vero che dei 37 milioni di abitanti, presenti oggi nella nostra Repubblica, oltre un milione appartiene alla comunità di immigranti friulani e loro discendenti.

Negli ultimi mesi, i mezzi di comunicazione della Regione F.V.G hanno riportato in modo parziale e frammentario i fatti che hanno provocato la rottura della fragile armonia argentina. Sangue. Morte. Saccheggi. Violenza. Scene rubate ad un quadro ben più complesso. Purtroppo si sono viste solo immagini di terrore di questa inedita crisi. Noi abbiamo vissuto con orrore, disperazione ed angoscia ogni giornata trascorsa e con il medesimo sentimento vivremo i giorni a venire.

In qualità di membri della collettività friulana in Argentina, ci preme siate al corrente che nel 2002 si prevede una ulteriore caduta di circa il 5% dell'economia di questa ex fiorente repubblica, che non vi sono possibilità, nel breve periodo, di trovare una soluzione ai problemi legati alla disoccupazione che aumenta ogni giorno il numero di donne e uomini che si recano alle porte dei vari consolati - non solo quelli europei o statunitense, ma anche quelli dei paesi in via di sviluppo - cercando un futuro più degno; ma è anche vero che i giovani argentini, anche quelli di origine friulana, si trovano di fronte alla triste decisione di dover emigrare.

Sentiamo il dovere di raccontarvi tutto ciò perché, sebbene abbiate udito il suono del "cacerolazo" nelle piazze, forse vi sono sfuggite la tristezza e l'angoscia dei nostri cuori, il grido di un popolo che rivendica dignità e quanto gli appartiene di diritto, il pianto dei nonni e dei bambini che da oltre un anno vedono partire i loro cari verso un destino lontano. Brasile, Stati Uniti ed Europa ricevono con indifferenza i cittadini di un paese che ha saputo un tempo aprire le sue porte al mondo. E' per questo motivo che ci sentiamo di chiedervi, noi che siamo uniti a voi da storia e cultura, di non trattarci con quella freddezza che ha il sapore dell'abbandono.

Durante tutto il 2001 in Argentina sono cresciute le speranze ed i sogni di un futuro migliore per la co1lettività friulana in base ad una serie di politiche che avrebbero potuto avviare concretamente a soluzione i nostri problemi. Centinaia di giovani e meno giovani hanno riposto le loro speranze sulla possibilità di un graduale ma efficace rientro, e qui si sono alimentate in base alle vostre proposte, le speranze di persone disperate. Fino ad oggi non avevamo mai sentito che si giocasse con la nostra buona volontà ed il destino di quelle vite.

Sebbene solo una parte della nostra collettività si trovi in questa difficile situazione, è giunta l’ora che tutti noi, coinvolti e non, vi chiediamo una risposta sollecita per porre fine a questo problema. E' d'obbligo che si freni la scissione della nostre famiglie, non è accettabile che argentini discendenti di friulani si sentano degli intrusi nella terra dei loro antenati, né che i membri di un medesimo gruppo familiare debbano emigrare verso altri paesi del mondo quando il loro cuore li porta tutti verso l’amato Friuli.

La nostra richiesta, quindi, è che, una volta e per tutte, vengano definite con la massima urgenza le prospettive che ci sono state presentate, oppure si chiuda chiaramente questa speranza.

I friulani di Argentina

(Inform)


Vai a: