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INFORM - N. 69 - 8 aprile 2002

San Vito: quando la memoria diventa un valore

Dalla commemorazione dei cinquant'anni della colonia agricola italiana in Costa Rica ad accordi per lo sviluppo di nuove relazioni economiche e culturali con l'Italia

SAN VITO (Costa Rica).- C'era una volta in Costa Rica una foresta vergine ed un uomo venuto da lontano. Potrebbe iniziare così, come un racconto d'altri tempi, la cronaca della complessa impresa di bonifica della foresta di Coto Brus - realizzata nei primi anni '50 del secolo scorso dai tre fratelli Sansonetti e da altri 150 emigrati italiani - che portò alla nascita della colonia agricola di San Vito. Una storia a lieto fine - oggi questo angolo del Costa Rica può vantare strutture sociali ed urbanistiche d'avanguardia e 15 mila abitanti - che, come ogni epopea, è stata però costellata da innumerevoli difficoltà ed avvenimenti drammatici. In un contesto naturale dalle mille insidie non mancarono infatti né i lutti - anche uno dei fratelli Sansonetti perse la vita in un incidente aereo - né gli inevitabili incidenti di percorso. Tutto aveva avuto inizio alla vigilia della seconda guerra mondiale quando il comandante Vito Sansonetti conobbe - e dopo alcuni anni sposò - la giovane costaricense Olivia Tinoco. Un matrimonio ed un'unione felice che fece conoscere al marinaio italiano le grandi opportunità naturali ed economiche del Costa Rica. Un altro amore a prima vista - quello di Vito Sansonetti per la valle pluviale del Coto Brus - che da lì a pochi anni si concretizzò nella costruzione di un moderno ed efficiente insediamento agricolo.

A cinquant'anni precisi dalla fondazione di San Vito la storica impresa è stata ricordata da un'imponente manifestazione che ha riaffermato l'amicizia e la collaborazione tra l'Italia e il Costa Rica. Un'articolata iniziativa - promossa e fortemente voluta dall'Ambasciatore d'Italia a San Juan Gioacchino Trizzino - che è stata caratterizzata dalla partecipazione delle massime autorità del Costa Rica - tra cui il Presidente della Repubblica Miguel A. Rodriguez - e dalla presenza di Ugo Sansonetti, figlio del fondatore dell'insediamento e presidente del Comites di Costa Rica. Tra i partecipanti il presidente del Consiglio Municipale di San Vito Angelo Altamura (diretto discendente dei pionieri italiani), rappresentanti della Camera di Commercio italo-costaricense e del Comitato della Dante Alighieri. Ma - al di là del mero aspetto commemorativo, dalla manifestazione sono emerse anche indicazioni concrete su quanto l'Italia e la comunità italiana del Costa Rica - oggi i nostri connazionali sono circa il 6% dell'intera popolazione - potrebbero fare per risollevare l'attuale situazione economica del Coto Brus. Una realtà commerciale a rischio complicata dal crollo del mercato del caffè.

Nell'ambito dell'iniziativa si è infatti svolto un seminario sul futuro economico della regione, nel corso del quale l'Ambasciatore Trizzino ha esortato la popolazione locale a guardare al futuro ed a ricercare insieme agli italiani nuove tecniche agrarie che sviluppino coltivazioni alternative e rendano maggiormente competitive le produzioni attuali. L'incontro è stato inoltre arricchito dalla partecipazione di una delegazione di Sindaci siciliani che ha sottoscritto un accordo di cooperazione con la municipalità di San Vito. Un innovativo progetto che promuoverà nuove relazioni commerciali e culturali e favorirà l'interscambio di prodotti tipici - come ad esempio gli agrumi, il caffè e la frutta tropicale - coltivati dalle imprese dei due Paesi. Una via ricca d'opportunità che è stata già sperimentata con successo dall'Ambasciata d'Italia in occasione della stipula, poche settimane prima, di un accordo di collaborazione tra la Regione Piemonte e la Lega delle municipalità di Guanacaste.

Come ha rilevato il nostro Ambasciatore, nella regione del Coto Brus sarebbe quanto mai opportuna anche la creazione di un Istituto bilingue di istruzione secondaria che consenta agli studenti - che ogni anno seguono corsi d'italiano presso la Dante Alighieri - l'acquisizione di titoli validi per l'Italia ed il Costa Rica. Un progetto che, per l'attivo esponente della diplomazia italiana, dovrebbe essere affiancato da iniziative agrituristiche che facciano conoscere agli stranieri e agli stessi costaricensi le bellezze naturali del Coto Brus. Interessanti proposte di sviluppo dunque che sono state pienamente condivise dal Ministro per l'agricoltura Alfredo Robert. Nelle sue dichiarazioni l'autorevole esponente del Governo costaricense, oltre all'opportunità di sostenere lo sviluppo dell'agriturismo con appositi finanziamenti statali - ha infatti evidenziato la necessità di superare l'attuale crisi economica della zona anche attraverso una concreta diversificazione della produzione agricola. Un atto di coraggio - nonostante la flessione delle esportazioni la coltivazione del caffè continuerà comunque ad essere fattore trainante dell'economia - che dovrà essere portato avanti dalla popolazione locale con la tenacia ed il medesimo spirito di sacrificio dei primi coloni italiani. (Lorenzo Zita-Inform)


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