* INFORM *

INFORM - N. 68 - 5 aprile 2002

Le ACLI: "Un gesto di silenzio orante per fermare questa guerra che non conosce più limiti". Il silenzio delle armi per dare forza alla pace

ROMA - "Sentiamo tremendo il peso della nostra impotenza - afferma una nota della Presidenza nazionale delle ACLI - ma avvertiamo anche l’urgenza di ripartire dallo spirito di Assisi, per dire che nessuna guerra è mai santa e giusta; solo la pace è santa, ed è necessario trovare nuove ragioni per non considerare mai la guerra come inevitabile e cercare sempre la giustizia come via per la pace. Come cristiani non possiamo più tacere o restare inerti: la pace è dono di Dio ma anche compito nelle nostre mani".

Silenzio, preghiera, riapertura del dialogo: queste sono le vie che le ACLI oggi propongono a tutte le realtà territoriali per iniziative da promuovere nei prossimi giorni.

Accogliendo l’invito del Papa di una specifica giornata di preghiera per la pace in Terra Santa, domenica 7 aprile, le ACLI chiedono a tutti di accendere lampade e ceri di pace organizzando momenti di preghiera e di incontro interreligioso, invitando a condividere un silenzio orante e implorante esponenti di tutte le fedi religiose e gli uomini e le donne di buona volontà. Per martedì 9 aprile, presso la sede nazionale delle ACLI è previsto un incontro di preghiera a cui sono invitati esponenti di tutte le religioni.

Le ACLI, associandosi agli appelli incessanti del Santo Padre e del Presidente Ciampi, chiedono un intervento dell’ONU, dell’Europa e degli Stati Uniti che imponga un immediato cessate il fuoco, assicuri la protezione di tutte le popolazioni civili anche attraverso lo schieramento di una forza di interposizione guidata dall’ONU per garantire la ripresa del dialogo tra le parti e lo svolgimento del negoziato.

"Una pace giusta e duratura dovrà fondarsi sulla condanna inequivocabile del terrorismo, delle condizioni di ingiustizia e di umiliazioni imposte al popolo palestinese, delle rappresaglie e ritorsioni e dell’utilizzo assolutamente sproporzionato della forza militare; sul rispetto e l’applicazione integrale delle risoluzioni dell’ONU da parte di tutti a partire dal principio "due popoli e due stati" entro confini certi e sicuri; sul dovere per le parti di tutelare i luoghi sacri delle tre religioni monoteiste, patrimonio dell’intera umanità".

Le ACLI incoraggiano infine la partecipazione piena e responsabile alle molte iniziative che stanno nascendo sul territorio in questi giorni per manifestare questi stessi intendimenti e per esprimere solidarietà alle vittime della violenza. Le ACLI danno fin d’ora appuntamento con tutte le forze sociali per la Marcia straordinaria Perugia-Assisi, per la pace in Medio Oriente, già indetta dalla tavola dalla pace per il prossimo 12 maggio. (Inform)


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