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INFORM - N. 68 - 5 aprile 2002

La Conferenza Stato Regioni-CGIE e la crisi Argentina

BUENOS AIRES - La Conferenza Stato-Regioni-CGIE è stata un’occasione imperdibile per un’analisi della situazione generale della comunità italiana sparsa per il mondo. La situazione più grave si verifica, senza ombra di dubbio, in America Latina e in particolare in Argentina.

La stragrande maggioranza delle regioni ha messo a disposizione risorse per favorire i propri connazionali residenti in questo paese, ma -e qui condivido la proposta nata in seno al CGIE di creare un’ampia commissione di coordinamento- le risorse si disperdono e non sortiscono l’effetto d’urto necessario per realizzare la riattivazione in una crisi di tali caratteristiche.

La realtà sociale della comunità è conosciuta perfettamente dai Patronati - non c’è dubbio - che mantengono permanentemente i contatti con i titolari di pensioni e con coloro che per differenti ragioni non godono di nessun tipo di beneficio, né locale né in convenzioni internazionali, ma che si dirigono agli enti di patronato in ricerca d’informazioni. Questa frangia è la più colpita ed è quella a cui, secondo la nostra opinione, sarebbe opportuno dare priorità.

Oltre ai Patronati, sono i Comitati degli italiani all’estero - Comites - a mantenere i maggiori contatti con la gente: essi sono stati eletti grazie al voto popolare, ma, risulta evidente che ognuno di quei consiglieri ha i propri uomini politici, possiamo definirli grandi elettori- che, a loro volta, conoscono la situazione sociale di ognuno di loro. Dico ma, poiché è qui che si corre il rischio di cadere nel clientelismo politico così radicato in Argentina e che ha causato tanta ingiustizia sociale, considerando che l’aiuto potrebbe giungere a chi apporta voti e non solamente a chi ne ha un reale bisogno, questo di fronte alle elezioni dei Comites dell’anno prossimo. Per carità, non dico che sia così, dico soltanto che bisogna stare attenti e dare uno sguardo sull’argomento.

D’altro canto, la responsabilità della grave crisi attraversata dall’Argentina ricade principalmente sull’aspetto morale di una classe politica che cerca disperatamente di aggrapparsi al potere senza risparmiarsi azioni proprie di quella immoralità. E’ duro riconoscere che a partire dal crack del sistema politico si scatena una profonda crisi morale in tutta la popolazione: crisi che ovviamente investe anche la nostra comunità. Ne è prova quello che accade quando si diffonde la notizia che una regione stanzia una certa somma di denaro per migliorare le condizioni della sua comunità.

Ecco che appaiono i "potenti" della collettività che, traendo acqua al proprio mulino, esercitano pressioni affinché il denaro stanziato non venga consegnato in forma diretta all’italiano in stato di bisogno, ma venga affidato a determinati enti, per poi da lì, assistere coloro che ne "hanno bisogno" e che sono individuate da loro stessi. Il crudele di quest’azione è che i suddetti enti vogliono apparire dinanzi la società come enti protettori quando l’unica cosa che fanno è far fatturare lo stato italiano. (José Tucci-La Comunità/Inform)


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