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INFORM - N. 67 - 4 aprile 2002

Giovani di origine siciliana alla scoperta della Sicilia

PALERMO - "Sicilia senza confini" è il tema della tre giorni (24-26 marzo) che le Associazioni Seres-Crases, in collaborazione con il competente Assessorato della Regione Sicilia, hanno organizzato per una cinquantina di figli di emigrati siciliani provenienti dall’Argentina, Canada, Australia, Venezuela, Gran Bretagna, ecc.

Dopo aver visitato alcune delle principali città della Sicilia ed ammirato i molteplici capolavori d’arte che esse racchiudono, i giovani hanno avuto l’opportunità di approfondire alcuni significativi temi come "Lingua, cultura, formazione e pari opportunità nelle migrazioni" una tavola rotonda guidata dal prof. G. Ruffino della Facoltà di Lettere dell’Università di Palermo, oppure "Identità siciliana in un mondo globale" in un dibattito coordinato da Mauro Montanari, direttore del "Corriere d’Italia" di Francoforte.

Il convegno è stato aperto da un saluto di mons. Francesco P. Azzara, presidente onorario del Crases e da una relazione di Mons. Alfredo M. Garsia, vescovo di Caltanissetta e presidente della Migrantes e del Seres. Numerosi sono stati gli interventi delle autorità tra le quali l’assessore regionale al lavoro e all’emigrazione, Raffaele Stancanelli.

La Migrantes ha potuto offrire ai giovani di origine siciliana una vasta informazione sulle attuali problematiche migratorie in Italia e sull’impegno della Chiesa nei cinque settori della mobilità umana (italiani nel mondo, immigrati e profughi in Italia, Rom e Sinti, fieranti e circensi, marittimi e aeroportuali).

Al termine del convegno sono state presentate alcune proposte di impegno con un documento che è stato inviato ad autorità civili e religiose.

Queste le principali risoluzioni approvate:

  1. Costituzione di un "osservatorio permanente sui siciliani nel mondo" gestito in particolare dai giovani presenti al convegno, allo scopo di stabilire una comunicazione stabile da e per la Sicilia.
  2. Promuovere un concetto di "identità culturale dal confine mobile", capace di comprendere e riunire i molteplici modi di "essere italiani".
  3. Coltivare "la memoria" e le "radici": impegnarsi per una storia dell’emigrazione siciliana
  4. Sollecitare la formazione di funzionari sulle politiche migratorie negli enti locali
  5. Un tavolo di lavoro con l’obiettivo di proporre progetti completi e articolati di formazione professionale, di cooperazione internazionale e di risposta alla emergenza immigrazione. La nostra emigrazione è la chiave di lettura dell’odierno fenomeno immigratorio e la filosofia di base che muove ogni iniziativa verso chi ora arriva in Sicilia. (Migranti press/Inform)

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