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INFORM - N. 67 - 4 aprile 2002

Si torna a parlare dell'Argentina alla Commissione Esteri del Senato

Illustrati dal Sottosegretario Baccini gli interventi messi in atto dal Governo per fronteggiare la recessione dell'area latino-americana

ROMA - Al fine di approfondire le problematiche della drammatica situazione argentina il Sottosegretario agli Esteri Mario Baccini ha illustrato alla III Commissione del Senato lo stato degli interventi messi in atto dal Governo per fronteggiare la perdurante crisi di questo fondamentale Paese d'accoglienza. Nel corso della seduta il Sottosegretario ha in primo luogo ricordato l'immediatezza delle contromisure adottate dal Governo - le autorità italiane si sono rese conto per tempo della grave situazione che si andava delineando in Argentina - e le motivazioni di fondo che hanno spinto l'Italia a ricercare una rapida soluzione della crisi. In Argentina sono infatti numerosi gli italiani che vivono in condizioni economiche di estremo disagio e che quindi appaiono maggiormente esposti ai contraccolpi della perdurante crisi sociale. Tra le tante iniziative adottate dal Governo, Baccini ha ricordato la riapertura della concessione dei crediti di aiuto. Un ammontare di circa 100 milioni di euro che è stato finalizzato al sostegno dell'occupazione (75 milioni) - attraverso contributi alle piccole e medie imprese argentine e italo-argentine - e all'acquisto di beni e servizi di supporto per il sistema sanitario statale (25 milioni). Un contesto, quest'ultimo, nel quale anche la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo ha portato avanti importanti ed efficaci iniziative. L'esecutivo - per accelerare la fruizione dei servizi da parte dei nostri connazionali - ha inoltre disposto un cospicuo rafforzamento degli organici della rete diplomatico- consolare che opera sul territorio argentino. Per quanto riguarda gli stanziamenti per l'assistenza diretta agli indigenti, il Sottosegretario ha ricordato la recente erogazione di 6,5 milioni di euro che fa lievitare a 13 milioni - più della metà saranno destinati all'Argentina - la quota complessiva gestita nel mondo dalla rete consolare. Per fronteggiare l'emergenza e per venire incontro alle pressanti richieste di medicinali avanzate dal Governo di Buenos Aires è inoltre stato deciso un primo invio di 900 chilogrammi di antibiotici.

Per quanto concerne l'elevato numero di richieste di ingresso in Italia, il rappresentante del Governo ha comunicato che, nell'ambito della definizione dei flussi migratori per motivi di lavoro, il Ministero degli Affari Esteri ha chiesto che venga anticipata l'autorizzazione all'ingresso nel nostro Paese di una quota compresa tra 5.000 e 10.000 argentini. Per fronteggiare la crisi dal Ministero per le Attività Produttive è stato invece istituito un tavolo finalizzato all'assistenza delle imprese italiane che viene supportato nel suo lavoro da un apposito centro di monitoraggio - costituito presso la sede dell'Istituto Nazionale per il Commercio Estero di Buenos Aires - che analizza la situazione economica e recepisce sul campo le esigenze delle nostre imprese. Inoltre, al fine di fornire risposte concrete alle problematiche degli nostri imprenditori d'Argentina, la Società per le Imprese Miste all'Estero (SIMEST) è stata invitata dal Governo a sollecitare le banche che hanno concesso finanziamenti alle aziende italiane affinché differiscano ai limiti massimi di legge le date di scadenza dei prestiti già erogati.

Dopo aver evidenziato l'intensa e positiva attività di coordinamento del Ministro per gli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia che consentirà la creazione di uno specifico fondo regionale di solidarietà per l'Argentina, Baccini ha ricordato che il nostro Paese sarà adeguatamente rappresentato - attraverso la persona del Sottosegretario all'economia Tanzi - nel Comitato internazionale che gestirà con la stessa Argentina il superamento della difficile crisi economica. L'azione del Governo non si esaurirà in una mera iniziativa di solidarietà ma cercherà di portare delle modifiche strutturali al contesto economico di questo importante Paese d'accoglienza. Oltre a sostenere le imprese il nostro Paese fornirà infatti all'Argentina dei progetti di fattibilità - senza questi studi l'accesso al credito internazionale rimane praticamente precluso- e svolgerà una decisa azione presso l'U. E. affinché siano ulteriormente liberalizzati gli scambi commerciali con l'America latina.

Al termine della lunga relazione - dopo l'intervento del Senatore Francesco Tirelli (Lega) volto a sottolineare come nell'ambito degli scambi commerciali sia ancora lontano un regime di libera concorrenza - dal Senatore Aventino Frau (FI) e dal Presidente della Commissione Fiorello Provera (Lega) sono state chieste delucidazioni sulle motivazioni economiche, locali ed internazionali, che hanno portato alla drammatica crisi argentina. Ma dal dibattito sono emerse anche serie preoccupazioni sia per la possibilità che si verifichi un massiccio rientro in Italia dei nostri connazionali d'Argentina - un'ipotesi che per il Senatore Giulio Andreotti non appare supportata da adeguati sbocchi lavorativi - sia per la difficile situazione dei cittadini italiani che hanno scelto di sostenere questo importante Paese d'accoglienza sottoscrivendone i titoli del debito pubblico. Una seria problematica, quest'ultima, che, per il Senatore Aldo Scarabosio (FI), dovrà avere una soluzione anche di livello politico. Interrogativi specifici a cui il Sottosegretario Baccini ha prontamente risposto. Per quanto concerne le cause generali della crisi argentina il rappresentante del Governo ha infatti ribadito la mancanza di responsabilità dirette da parte delle istituzioni monetarie internazionali ed ha sottolineato come gravi speculazioni finanziare siano alla base dello sfruttamento incondizionato delle enormi ricchezze di questo grande Paese. Dopo aver preannunciato una sua visita alla sede del Fondo Monetario Internazionale Baccini ha dichiarato che il Governo italiano tutelerà - attraverso lo sviluppo di una concreta politica di risanamento dell'economia argentina - i risparmiatori italiani che hanno investito sul futuro di quel Paese. L'esecutivo cercherà inoltre di fornire - non potendo garantire in Italia facili sbocchi lavorativi - adeguate opportunità economiche ai nostri connazionali che sceglieranno di non rientrare nel nostro Paese e continueranno a risiedere in Argentina. (Lorenzo Zita-Inform)


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