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INFORM - N. 66 - 3 aprile 2002

Svizzera - Presentata la nuova legge degli stranieri

BERNA - Il Consiglio federale ha presentato il disegno di legge per la regolamentazione dell’immigrazione. Essa, a differenza dell’attuale legislazione, verrà applicata solo ai cittadini provenienti da Stati al di fuori dell’Unione Europea e dall’Associazione Europea di libero scambio (AELS). Per gli europei entreranno in vigore la libera circolazione ed altri accordi bilaterali. I cittadini di paesi terzi potranno immigrare in Svizzera solo se saranno lavoratori altamente qualificati e necessari per particolari settori dell’economia. In sostanza, gli extra- europei potranno aspirare ad un'attività professionale in Svizzera esclusivamente come quadri dirigenziali e specialisti. Le autorità accorderanno loro un permesso soltanto "se sussiste la prova che non è stato possibile reperire alcun lavoratore svizzero, dell'UE o dell'AELS che risponda alle esigenze richieste". Chi ottiene il permesso gode di condizioni favorevoli per quanto concerne il cambiamento di impiego e di cantone e il ricongiungimento famigliare.

La nuova legge contiene anche un capitolo riguardante l’integrazione. Per coloro che si insediano a lungo termine in Svizzera devono essere garantite pari opportunità di accesso alle risorse economiche e sociali. Agli stranieri viene richiesto di conoscere i modi di vivere del paese di accoglienza e di imparare almeno una lingua nazionale. In genere saranno i Cantoni ad esaminare le richieste di permesso, in base a criteri indicati dalla legge. Comunque in alcuni casi sarà necessario anche il consenso dell’Ufficio federale degli stranieri, al quale compete d’individuare in quali settori vi è necessità di manodopera o di rifiutare un permesso per motivi di sicurezza interna. Nella nuova legge degli stranieri viene limitata decisamente l’immigrazione di manodopera poco qualificata proveniente da paesi non europei, nonostante le richieste giunte dagli ambienti economici.

Stranieri in Svizzera

La Svizzera conta il 19,7% di stranieri sulla popolazione totale. A fine dicembre 2001 erano 1.419.095, 34.713 in più rispetto al 2000. Per la prima volta dal 1996, il numero dei cittadini dell'UE e dell'AELS è leggermente aumentato, raggiungendo le 805.903 unità. Con 313.976 persone gli italiani restano la colonia più numerosa, pari al 22,1% della popolazione straniera, sebbene il loro numero continui a diminuire. Segue il gruppo dei cittadini della Repubblica federale di Jugoslavia (13,7%).

E' quanto ha annunciato l'Ufficio federale degli stranieri (UFS). Tuttavia se si contano tutti gli stranieri provenienti dall'ex Jugoslavia, essi costituiscono la comunità più numerosa. I 345.459 sloveni, croati, bosniaci, macedoni e jugoslavi che si trovano nel nostro paese rappresentano, infatti, il 24,3% della popolazione straniera. Seguono portoghesi (9,5%), tedeschi (8,2%), spagnoli (5,7%) e turchi (5,6%). Di questi quattro gruppi è aumentato nel 2001 solo l'effettivo dei tedeschi (+7.834). Anche gli srilankesi (+7.303), gli jugoslavi (+4.016), i macedoni (+2.470) e i francesi (+1.637) sono stati più numerosi rispetto al 2000. Il ricongiungimento familiare è il principale motivo d'immigrazione (29,8% dei casi). (Luisa Deponti-CSERPE/Inform)


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