* INFORM *

INFORM - N. 65 - 2 aprile 2002

Una nota del C.T.I.F. di Parigi

Chi semina il vento raccoglie la tempesta...

PARIGI - Il vile assassinio di Marco Biagi, la manifestazione di domenica del Sindacato C.G.I.L. (3 milioni di partecipanti?), l’affronto fatto a tutti gli italiani qui a Parigi, in occasione dell’inaugurazione del "Salon du livre", dove l’Italia era quest’anno l’ospite d’onore, c’impongono qualche riflessione, e non spiaccia a coloro che pensano che noi all’estero non c’interessiamo a quello che accade in Italia.

L’omicidio di Biagi risveglia paure e ricordi di una violenza cieca e assurda, indegna di un Paese democratico. Il Professor Biagi è stato " giustiziato " secondo il comunicato firmato Brigate Rosse, perchè ritenuto colpevole di tradimento. Tradimento, ma contro chi ?

La manifestazione organizzata dalla C.G.I.L., ha fatto dire a Pezzotta del sindacato C.I.S.L. : Che per il sindacato questo è un brutto giorno, perchè a Roma ha manifestato solo una parte del movimento sindacale che ha scelto di andare da sola. In effetti la C.G.I.L. non era sola, perchè presenziavano molte organizzazioni, fra le quali gli esultanti " No Global " con bandiere e slogan ben precisi : Adesso non siamo più soli ! "

Noi non siamo dei tecnici in diritto di lavoro, ma se il Professor Biagi, socialista da sempre, aveva accettato l’incarico di modificare il famoso articolo 18, lo aveva fatto per potere dare all’Italia il posto che gli spetta nella comunità europea. Cofferati, con molto tatto, ha chiesto ai manifestanti un minuto di silenzio, ma subito dopo ha reiterato gli stessi propositi, che sono stati la motivazione dell'assassino di Biagi. Un po' di coerenza sarebbe benvenuta.

La verità è che si è voluta l’Europa e bisogna accettarne anche le regole. Purtroppo la precarietà del lavoro non è solo appannaggio dell'Italia, è la triste realtà in quasi tutta l'Europa, ed è legata senz'altro alla mondializzazione. Quindi è inutile, oggi, trincerarsi dietro all'articolo 18, che per quanto giusto, è ormai obseleto nel nuovo contesto. Bisogna trovare nuove strade, la politica dello struzzo, non serve a nulla, se non allo sfascio totale del Paese. In ogni caso il risveglio di Cofferati sembra un po' tardivo, e molto tendenzioso, perché il lavoro precario e tutte le varie modifiche ai contratti di lavoro esistono ormai da anni.

In quanto "all’increscioso episodio" in occasione dell’inaugurazione del " Salon du livre ", per una volta il polemico Sgarbi ha avuto ragione di polemizzare. C’è da aggiungere che la cosa era facilmente prevedibile, la prova generale era stata già fatta nel quartiere della "Bourse" a febbraio, e che ci sarebbe stato "l'incidente" al "Salon du livre", qui a Parigi, era il segreto di Pulcinella. L’incredibile è che le autorità in loco, erano le sole ad ignorarlo ? (sic).

Per terminare vorremmo chiedere a Berlusconi, il perchè non ci è stato accordato il voto, come dalla Costituzione e come in tutti i Paesi, mentre ci è stato accordato, modificando l’articolo 48 della Costituzione, un voto incostituzionale, come segnala fra altri, il professor Fulco Lachester (preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università "La Sapienza" di Roma). Ma la risposta l’ha data l’Onorevole Intini, il quale ha dichiarato : ...Diciamo la verità, una norma cosi strana che vieta ai cittadini italiani di essere candidati, nasce da una ragione pratica, gli addetti ai lavori, professionisti dell’emigrazione, si sono già spartiti i posti.

E Berlusconi " in tutt’altre faccende affaccendato, a questa roba morto sotterrato ", ha lasciato carta bianca.... e allora, non si lamenti, chi semina vento raccoglie tempesta.

C.T.I.F. di Parigi


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