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INFORM - N. 65 - 2 aprile 2002

Tremaglia: nel Medio Oriente bisogna fermare la mano della guerra

"Liberare Arafat prima di una rivolta del mondo arabo contro gli USA, dare esecuzione alla risoluzione dell’ONU. L’Europa e l’America prendano subito l’iniziativa: occorre una forza di interposizione di pace"

ROMA - "La situazione in Medio Oriente appare al limite catastrofico della guerra senza limiti, con conseguenze internazionali per la stessa pace - dichiara Mirko Tremaglia, ministro per gli Italiani nel mondo -. Si è messa in moto con l’occupazione dei Territori e soprattutto di Ramallah, e con il pericolo di vita contro Arafat, una grave irresponsabilità internazionale che ha determinato una altrettanto drammatica situazione di terrorismo contro Israele.

"Non si è voluto capire ancora - prosegue Tremaglia - che diviene indispensabile, nell’immediato, l’intervento internazionale con una forza di pace di interposizione tra i due popoli. E non si è capito, soprattutto, che Arafat, dopo essere stato pesantemente umiliato, resta l’unico possibile interlocutore per fermare la guerra e la rivolta del mondo arabo.

"Di questo infatti si tratta, se Arafat venisse arrestato o peggio ancora ucciso, i Paesi arabi si rivolterebbero contro gli USA e verrebbe a mancare all’America quell’appoggio del mondo arabo nella sua battaglia di fondo contro il terrorismo.

"L’Italia e l’Europa debbono avere il coraggio, insieme all’America, di fermare subito le ostilità in Medio Oriente dando esecuzione immediata alla risoluzione dell’ONU: ritirare le truppe israeliane dai territori occupati mentre Arafat, tornato libero, deve porsi in contrapposizione totale con la condanna assoluta e con l’arresto dei terroristi.

Solo così - conclude Tremaglia - si può avviare la pace, ripetiamo, ponendo una forza di interposizione internazionale tra palestinesi e israeliani". (Inform)


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