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INFORM - N. 60 - 25 marzo 2002

L'intervento di Tommaso Conte (CGIE Germania) al Congresso della Margherita

PARMA - Pubblichiamo una sintesi dell'intervento di Tommaso Conte (Comites Stoccarda, membro del Comitato di Presidenza del CGIE) al Congresso della Margherita, che si è tenuto a Parma dal 22 al 24 marzo.

Da residente all'estero, in Germania, desidero rivolgere un saluto solidale ai connazionali ed ai discendenti dei nostri emigrati d'Argentina, che al momento versano in drammatiche difficoltà, depauperati da governi inetti, da politiche dissennate, dalla corruzione nazionale, ma non ultimo da un sistema politico del Fondo Monetario Internazionale che, invece di sostenere una partecipazione vera nello sviluppo della nazione, ha introdotto meccanismi monetaristici che hanno favorito varie forme di corruzione.

La Conferenza permanente tra lo "Stato, le Regioni, le Province autonome ed il CGIE" tenutasi a Roma nei giorni scorsi, considerati gli speciali legami umani, sociali ed economici tra l’Italia e l’Argentina ha approvato un ordine del giorno per operare in modo concreto per la realizzazione di interventi mirati ad alleviare concretamente le situazioni di disagio in cui versa una larga parte della popolazione.

Consentitemi, ora, un richiamo alle tematiche relative agli italiani nel mondo per esprimervi gratitudine sincera per l'impegno coerente di tutti gli aderenti alla "Margherita" in tutte le fasi politiche e parlamentari, che sono sfociate nell'estensione del voto in loco, mediante modifiche costituzionali, 12 Deputati, 6 Senatori la creazione della Circoscrizione Estero e l'approvazione della legge ordinaria.

Sono particolarmente grato e riconoscente a tutti gli amici, che ci sono stati sempre vicini con autorevolezza, competenza e grande disponibilità. Mi riferisco a Patrizia Toia, Rosetta Iervolino, Cerulli Irelli, Tarcisio Andreolli, Giovanni Bianchi, Franco Danieli e tanti altri ancora. Ad Aldo De Matteo, finora responsabile per l'estero del PPI, va un mio peculiare grazie per la felice intuizione di avere fatto eleggere ai vertici del CGIE diversi membri del Partito Popolare.

Forse, oggi, a risultato raggiunto, possiamo ben dire, nonostante l'opinione diffusa, che vede un solo grande protagonista, Tremaglia, quanto il contributo dei nostri Parlamentari sia stato decisivo anche ai fini di ispirare la sinistra, non sempre convinta e talora indotta a porre in luce aspetti spesso contrastanti in materia giuridico-costituzionale. Nostro compito è, ora, di informare compiutamente e con correttezza le nostre comunità, anche in vista delle prossime scadenze elettorali. Gli italiani all’estero sono circa 3.500.000, vanno coinvolti e non perdiamo l’occasione per renderli partecipi di questo evento; ed in qualche forma anche nello "Statuto" che è in elaborazione deve essere riconosciuta la partecipazione dei "Circoli della Margherita" che si creeranno all’estero.

Proprio adesso è terminata la Conferenza Stato-Regioni-Province autonome-CGIE, evento che ha offerto l'opportunità di affrontare in termini organici le principali questioni, che riguardano le comunità italiane all'estero e di riconsiderare tutta la legislazione regionale nello scenario delle novità introdotte con il voto in loco e le modifiche costituzionali, decise dal Parlamento in termini di reale decentramento. Appuntamento fondamentale questo, in grado di produrre un vero e proprio piano programmatico ed operativo cui devono attenersi tutti i soggetti coinvolti: Governo, Parlamento, Regioni, Province autonome e CGIE. Il nostro impegno come "Margherita" deve essere concreto in questo campo, sulla base di azioni serie e di programmi certi.

Al di là delle dichiarazioni e delle promesse -antico vizio-!, elargite, specie durante le visite ai connazionali all'estero da parte delle autorità politiche ed istituzionali di questo Governo, la legge finanziaria, recentemente approvata, non prevede risorse significative onde affrontare i problemi più importanti, a partire dalla scuola e dalla cultura. Ci troviamo di fronte ad un chiaro segnale di generosità verbale: i fatti restano avari!

Mi si permetta ora una testimonianza, che riguarda l'Europa, che non è più la stella polare della nostra politica. È questa la sensazione, che abbiamo all'estero e come noi italiani, la pensano autorevoli personaggi istituzionali locali, con i quali intratteniamo rapporti di collaborazione. A lungo siamo stati considerati dall'opinione pubblica europea i più convinti tra gli europeisti. Oggi non è più così! Non abbiamo più un Ministro degli Esteri, si accumula il "contenzioso comunitario", crescono le perplessità di fronte a provvedimenti di legge che interessano il Premier, destano serie preoccupazioni le grossolane e gravi dichiarazioni di Bossi, così come quelle, anche se più sofisticate e diplomatiche, di La Loggia e di Martino.

Io, sono qui oggi a rappresentare l’indignazione, l’insofferenza, la disapprovazione da parte degli Italiani che vivono all’estero verso una serie di atti specifici e gravi di questo Governo di centro-destra.

Si stanno cambiando le regole di uno Stato di diritto: una giustizia uguale per tutti, una informazione pluralistica, il diritto al lavoro. Un imprenditore primo ministro? In Germania sarebbe impensabile! Infatti siamo visti come "quelli" governati da una persona che interpreta il potere politico per vantaggi personali! La legge sulle rogatorie, è stata giudicata all’estero in modo estremamente negativo.

Noi della "Margherita" insieme alla Sinistra tutta dobbiamo concorrere a rialzare la bandiera dell'Europa onde evitare un ritorno fuori tempo al passato, proprio nella fase cruciale, che segnerà il futuro del Vecchio Continente. Dobbiamo riappropriarci del ruolo di difensori dei diritti dei più deboli, delle donne, degli studenti, dei lavoratori e dei cittadini tutti. Diritti che rispettino la scelta di vita delle donne, il rilancio della sanità pubblica, dei consultori degli asili nido e dei servizi di assistenza. La salute e la prevenzione nei luoghi di lavoro.

Questo Governo di destra, chiamato a pagare il dazio alla Confindustria, ha come obbiettivo l’abbattimento dei livelli di democrazia nel mondo del lavoro; vogliono ridisegnare un modello di società, ove pochi decidono e tutti gli altri ubbidiscono. Un modello che libera le imprese da regole legislative e contrattuali, al fine di rendere più docili i lavoratori e le lavoratrici. A tutto ciò gli Italiani all’estero dicono con forza: No. A tutti voi - ha concluso Conte - i più sentiti auguri da parte dei nostri connazionali all'estero e da parte mia. (Inform)


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