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INFORM - N. 59 - 22 marzo 2002

Approvata dal CGIE la riforma dei Comitati degli Italiani all'Estero

Continueranno a chiamarsi Comites ma saranno più trasparenti, indipendenti e capaci di dialogare con tutte le istituzioni

ROMA - E' un Franco Narducci provato ma soddisfatto quello che invita i componenti del Consiglio Generale degli italiani all'estero, di cui è segretario generale, ad approvare per alzata di mano il testo emendato della proposta di legge di riforma dei Comites. L'ultimo atto di una vera e propria maratona dibattimentale - a causa del protrarsi dei lavori la riforma del CGIE, che pure era all'ordine del giorno della riunione, non è stata discussa - che alla fine, nonostante alcuni momenti di confusione, stanchezza e contrapposizione, ha evidenziato una consapevole ed innovativa azione "legislativa". Dal serrato confronto è infatti emerso un Comites più forte e indipendente, capace di dialogare con tutte le istituzioni e più attento alle problematiche della trasparenza e delle incompatibilità. Il testo viene ora presentato al Governo e quindi al Parlamento al quale, naturalmente, spetta "l'ultima parola".

Ma anche nella proposta di rinnovamento vi è un richiamo al passato. Lo troviamo nella scelta di abbandonare la definizione di "Consites", Consigli degli Italiani all'estero, già approvata dai due rami del Parlamento nella scorsa legislatura proprio su richiesta del CGIE, e di conservare l'aattuale acronimo "Comites". Una decisione forse inattesa che appare però giustificata dalla necessità di dare continuità all'immagine che questi importanti organi di rappresentanza di base si sono conquistati.

La maggioranza del Consiglio ha optato per un "marchio" riconoscibile che in qualche modo si è radicato all'interno delle nostre comunità all'estero in questi anni, e quindi ha preferito rinunciare alla nuova definizione che sicuramente rappresentava una innovazione, ha commentato Narducci con una punta di delusione.

Tra gli emendamenti approvati dal Consiglio Generale l'estensione dei pareri obbligatori e motivati del Comites a tutti i finanziamenti pubblici per associazioni enti, istituti e mezzi di informazione della circoscrizione consolare che abbiano rilevanza per le nostre collettività. Un aspetto importante che - soprattutto per quanto riguarda la possibilità di esprimere giudizi sui contributi alla stampa italiana all'estero - ha suscitato qualche polemica. Il consigliere Bruno Zoratto, che è presidente della Commissione Informazione del CGIE,- dopo aver ricordato che questa problematica viene approfondita con cadenza semestrale da una specifica relazione del Garante dell'editoria pubblicata negli atti della Camera - ha sottolineato con decisione il fatto che in tema d'informazione è opportuno che i Comites non debbano formulare giudizi che potrebbero assumere un pericoloso carattere censorio.

In aperta contrapposizione con questa valutazione si è invece espresso il consigliere Norberto Lombardi che ha evidenziato la necessità di introdurre, alla tregua delle altre spese pubbliche, criteri di monitoraggio e trasparenza sui finanziamenti per la stampa italiana all'estero.

Tra i nodi salienti della discussione anche il giro di vite sull'incompatibilità delle cariche elettive - i presidenti dei futuri Comites non potranno divenire consiglieri del CGIE - che di fatto esclude dalla corsa elettorale per i Comites tutto il personale dell'amministrazione italiana all'estero (anche i Consoli onorari ed i loro dipendenti), gli amministratori di enti gestori ed i rappresentanti legali dei Comitati per l'assistenza che ricevono finanziamenti pubblici.

In questo rinnovato contesto i neo eletti dovranno inoltre essere assicurati per la responsabilità civile e la tutela giudiziaria nell'esercizio delle loro funzioni e non potranno rimanere in carica per più di due mandati consecutivi. Per quanto riguarda invece la copertura finanziaria del provvedimento ed i tempi di erogazione dei fondi pubblici in favore dei Comites la nuova proposta di legge porta lo stanziamento annuale a circa 4 milioni di Euro ed impone allo Stato il versamento dei contributi entro i primi quattro mesi dell'anno.

Per il rinnovo dei Comites è stata inoltre decisa l'attivazione del voto per corrispondenza sin dalla prossima tornata elettorale, prevista per il 2003; una eventualità che il ministro Carlo Marsili, direttore generale per gli Italiani nel mondo del MAE, ha però prontamente scartato, nella convinzione che sia impossibile completare per la prossima primavera l'aggiornamento della nuova anagrafe integrata degli italiani all'estero. Dopo un breve confronto - nel corso del quale i consiglieri Mangione e Lombardi hanno auspicato una prima attivazione sperimentale del voto per corrispondenza sin dalla prossima consultazione referendaria - è stato deciso di mantenere nel disegno di legge il voto per corrispondenza e di lasciare al Parlamento ed al Governo l'iniziativa per l'eventuale inserimento nel regolamento di attuazione di una norma transitoria che, in deroga alle nuove disposizioni, reintroduca in via temporanea le consuete modalità di voto presso i seggi elettorali in loco.

"Un lavoro lungo che ha richiesto pazienza e che ha coinvolto in una consultazione allargata i Comites di tutto il mondo, la terza Commissione tematica e l'intero CGIE", ha rilevato il segretario generale Narducci subito dopo il voto conclusivo. "E' un atto importante l'aver potuto licenziare tutte queste proposte che sottoporremo subito all'attenzione del ministro per gli Italiani nel mondo onorevole Mirko Tremaglia, chiedendo di incanalarle nell'ambito del disegno di legge di riforma dei Comites. Disegno di legge da calanderizzare al più presto in Parlamento perché la macchina organizzativa per il rinnovo dei Comites deve scattare in settembre-ottobre : vista la proroga che abbiamo chiesto e ottenuto per il rinnovo proprio per procedere con una legge nuova, credo che questo sia l'obiettivo minimo da raggiungere. E questo presuppone, naturalmente, un rapporto con la direzione generale degli Italiani nel mondo del Ministero degli Esteri che è chiamata a gestire tutte le problematiche riguardanti l'organizzazione del momento elettorale".

"E' stato un importante passo in avanti, ha confermato il ministro Marsili, e certamente ci adopereremo anche in sede parlamentare - e sarà in primo luogo il ministro per gli Italiani nel mondo a farlo - perché il disegno di legge di riforma dei Comites venga approvato in Parlamento secondo le indicazioni che sono emerse e quindi rispecchi in pieno le aspettative del CGIE" (Lorenzo Zita-Inform)


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