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INFORM - N. 58 - 21 marzo 2002

Conferenza Stato-Regioni-Province autonome-CGIE: "Un punto di svolta per le politiche nei confronti delle comunità italiane all'estero"

ROMA - Con l'approvazione da parte dei componenti del Consiglio Generale degli italiani all'estero delle proposte di modifica del disegno di legge sui Comites, da presentare al governo e al Parlamento, si è conclusa alla Farnesina una "quattro giorni" che ha visto nei primi tre lo svolgimento della Conferenza Stato-Regioni-Province autonome-CGIE.

Il bilancio è complessivamente positivo, hanno detto concordemente il segretario generale del CGIE Franco Narducci e il direttore generale per gli Italiani nel mondo del MAE ministro Carlo Marsili. Quest'ultimo ha sottolineato la soddisfazione del Ministero degli Esteri per il successo organizzativo della Conferenza, che era uno dei grandi obiettivi da realizzarsi nel corso di quest'anno e che rappresenta un elemento di svolta per le politiche nei confronti delle comunità italiane all'estero. Punto di svolta perché ne ripropone le linee guida e le inserisce a titolo permanente per l'attività non solo del Governo e del Parlamento ma anche delle Regioni e Province autonome a favore degli italiani nel mondo. Linee che costituiscono poi l'indirizzo politico-amministrativo dell'attività del CGIE.

Narducci ha rilevato l'intenso lavoro preparatorio che ha consentito di portare in porto la Conferenza con il pieno consenso dei protagonisti: le discussioni all'interno della "cabina di regia" che comprende i rappresentanti dello Stato, delle Regioni e del CGIE, le riunioni dei "tavoli tematici" e nelle altre sedi, dalla Conferenza Stato-Regioni ai Ministeri interessati. Altro punto estrememante soddisfacente è l'approvazione del documento della Conferenza, documento che ha cercato di rispettare le sensibilità politiche sia dello Stato che del sistema delle Autonomie e di coniugarle con le giuste attese del CGIE. La parte più qualificata e qualificante del lavoro svolto è contenuta nelle ultime pagine dove si fissano gli obiettivi prioritari preminenti. Noi puntiamo soprattutto - ha precisato Narducci - sull'istituzione del Fondo nazionale a favore delle comunità italiane all'estero. Fondo che se troverà attuazione abbastanza rapida consentirà di poter agire concretamente per quanto riguarda problemi che in Argentina sono diventati di giorno in giorno più pressanti e drammatici.

Tra gli obiettivi e strumenti prioritari indicati nel documento della Conferenza figura la "cabina di regia", che prende il nome di Segretariato della Conferenza permanente. Si è stabilito che avrà una composizione paritetica di ventuno membri: sette per lo Stato, sette le Autonomie, sette per il Consiglio Generale degli Italiani all'estero. Il Segretariato si riunirà abbastanza in fretta per impostare il piano di lavoro sui seguiti operativi della Conferenza.

Intanto il documento della Conferenza è già pervenuto a tutte le sedi politiche istituzionali competenti, e il Segretariato - ha rilevato Narducci - dovrà certamente farsi carico di accelerare al massimo perché i seguiti della Conferenza vengano canalizzati su un percorso operativo e non rimangano insabbiati per mesi con un conseguente calo di tensione. I seguiti - ha aggiunto il ministro Marsili - sono il fatto più importante di qualsiasi manifestazione, come avvenuto per la Prima Conferenza degli Italiani nel mondo. Stessa cosa faremo per la Conferenza Stato-Regioni-Province autonome-CGIE che, oltretutto, ha carattere permanente per cui ci sarà sempre una possibilità di riscontro da parte dei ventuno componenti del Segretariato. (Inform)


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