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INFORM - N. 57 - 20 marzo 2002

Con l'intervento del Ministro Tremaglia si sono conclusi alla Farnesina i lavori della Conferenza Stato- Regioni - Provincie autonome- CGIE.

Strategie e strutture operative per rendere permanenti i lavori della Conferenza

ROMA - L'ultima giornata della Conferenza Stato-Regioni-Provincie autonome-CGIE è stata segnata dall'attentato terroristico che a Bologna è costato la vota al professor Marco Biagi. Con un apposito ordine del giorno l'Assemblea ha espresso il suo sdegno per l'accaduto ed ha manifestato il cordoglio alla famiglia della vittima. La tragedia ha anche determinato l'assenza ai lavori del presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, che avrebbe dovuto tenere, quale vice presidente della Conferenza delle Regioni e Province Autonome, uno dei due interventi conclusivi.

E' in questo clima che la senatrice Toia ha preso la parola per ricordare che il nostro Paese sta vivendo - con la modifica del Titolo V della Costituzione - un delicato momento di transizione che porterà ad un notevole aumento delle competenze regionali. Una nuova realtà istituzionale dunque - tra le riforme costituzionali anche quella dell'Art.51 che porterà una maggiore presenza delle donne in politica - con cui i nostri connazionali nel mondo dovranno confrontarsi. Dopo aver garantito il costante impegno della sua parte politica - Margherita e Ulivo - ad approfondire e seguire le proposte del CGIE, Patrizia Toia ha sottolineato un aspetto già evidenziato dalla Conferenza: la necessità di introdurre l'insegnamento della storia dell'emigrazione nelle scuole italiane.

Il momento più significativo della giornata è stato quindi l'intervento conclusivo del ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia. Il protagonista di tante battaglie legislative, ricordando l'efferato assassinio di Marco Biagi, ha richiamato tutti gli italiani al senso di responsabilità e all'unità. Tremaglia si è poi soffermato sulla preoccupante situazione argentina ed ha illustrato i progetti che il suo dicastero ha posto in essere per fronteggiare la drammatica crisi economica del grande Paese d'accoglienza. Tra le numerose iniziative ricordiamo l'istituzione presso il Mae di una specifica unità di crisi, le pressioni sui vertici Fiat per scongiurare la chiusura dello stabilimento Iveco in Argentina e l'immediata riattivazione delle iniziative di cooperazione (sono stati già stanziati 200 miliardi). Una vera e propria mobilitazione - il Governo italiano si è attivato presso il Fondo Monetario Internazionale per congelare i debiti dell'Argentina e per favorire l'apertura di nuove linee di credito- che ha coinvolto soprattutto le Regioni. Si è così arrivati alla costituzione- con la collaborazione del ministero per gli Italiani nel mondo- di una Unità di coordinamento che gestirà un Fondo comune di solidarietà per gli interventi in Argentina Questa struttura - come richiesto da un ordine del giorno approvato dalla Conferenza - sarà affiancata da una specifica Unità tecnica, presieduta dall'ambasciatore d'Italia a Buenos Aires, che opererà direttamente sul territorio argentino.

Tremaglia - dopo aver ricordato le deleghe che gli sono state affidate e che gli consentono, tra l'altro, un attento monitoraggio sulla riforma della rete consolare- ha inoltre chiesto ai partiti, in previsione delle future elezioni politiche, di fare un passo indietro per favorire la presentazione, nella Circoscrizione Estero, di una lista unica e quindi la costituzione del gruppo parlamentare degli italiani all'estero. Un'ipotesi, quest'ultima, che suscita perplessità e per la quale il rinnovato CGIE dovrebbe assumere una funzione trainante per il Parlamento e per il neo gruppo parlamentare. Secondo Tremaglia infine, il dopo Conferenza dovrà essere caratterizzato sia da un concreta e fattiva riforma delle Consulte regionali per l'emigrazione, sia dal definitivo lancio della tv di ritorno. Un'opportunità comunicativa che farà finalmente conoscere agli italiani in Patria il contesto sociale, economico e politico delle nostre collettività nel mondo.

Ma il dibattito che ha preceduto la definitiva stesura del documento finale della Conferenza è stato caratterizzato anche da una vivace discussione sui futuri strumenti ed assetti operativi e sull'inserimento - facciamo un esempio - di specifici riferimenti a realtà migratorie, sicuramente importanti, ma poco appariscenti. Stiamo parlando dei lavoratori transfrontalieri che, nel corso del dibattito sono stati ricordati dal consigliere Claudio Pozzetti (Cgil), per il quale sarebbe quanto mai opportuna - oggi gli italiani che si recano per lavoro nei Paedi limitrofi sono oltre 50.000 - sia una maggiore visibilità della problematica, sia la costituzione di un osservatorio permanente che vigili sulla questa realtà

Una tematica di assoluto rilievo è la creazione di funzionali strutture di monitoraggio, che durante il dibattito è stata evidenziata anche dal rappresentante della Regione Liguria Ansaldo. In questo contesto, per l'esponente regionale, appariva infatti irrinunciabile ed urgente la precisa definizione del numero delle Regioni che faranno parte del nuovo Segretariato di monitoraggio e coordinamento, poi fissato in sette per ciascuno dei tre componenti della Conferenza (Stato, sistema delle Autonomie e CGIE). Una struttura ideata per dare continuità alle decisioni operative della Conferenza, che, ha sottolineato l'assessore dell'Emilia Romagna Mariella Zoppi, deve avere caratteristiche paritetiche. Una necessità - la precisa definizione degli strumenti operativi - che nel corso dell'incontro è stata ribadita sia da Aldo De Matteo (PPI) - sarebbe auspicabile un'azione più incisiva nel campo della cultura - sia da Norberto Lombardi. Durante il suo intervento il rappresentante dei DS - dopo aver ricordato il pericolo di un intralcio al lavoro derivante dall'eventuale moltiplicazione degli strumenti di coordinamento- ha ribadito l'opportunità di inserire nella stesura dei nuovi Statuti regionali specifici riferimenti alla realtà dei nostri connazionali all'estero e l'esigenza di coinvolgere le giovani generazioni all'estero non soltanto nell'associazionismo tradizionale ma in nuove tipologie associative più conformi alle loro aspirazioni. Sarebbe inoltre auspicabile- al fine di dare con poca spesa carattere di permanenza ai lavori della Conferenza - la convocazione, in concomitanza con le Assemblee plenarie del CGIE, dei tavoli tematici già utilizzati con successo per l'elaborazione, nella fase preparatoria, dei rispettivi documenti. Una ipotesi che ha ricevuto il plauso ed il pieno appoggio di Silvana Mangione: secondo l'esponente della comunità itsaliana negli Stati Uniti un'oculata convocazione dei tavoli tematici - avendo l'attuale cabina di regia esaurito il suo compito con la stesura del documento finale - potrebbe assicurare, evitando inutili sovrapposizioni, quella continuità operativa prevista dalla norma istitutiva della Conferenza.

Dal dibattito è inoltre emersa la necessità di portare avanti - al fine di dare maggiore visibilità alle realtà locali - una vera e propria riforma delle Consulte regionali dell'emigrazione. Un'esigenza che, durante la discussione, è stata evidenziata anche dal presidente del "Santi" siciliano Luciano Luciani - per il rappresentante della Consulta regionale siciliana il CGIE deve portare avanti il suo ruolo guida senza sfociare nell'egemonia - e da Bruno Zoratto. In questo contesto - secondo il presidente della Commissione Informazione e Comunicazione del CGIE - appare infatti ormai inderogabile sia il varo di una fattiva riforma delle Consulte regionali, sia l'attivazione di una nuova forma di coordinamento. Sarebbe stata inoltre auspicabile una maggiore sottolineatura del ruolo dell'informazione di ritorno. (Lorenzo Zita-Inform)


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