* INFORM *

INFORM - N. 56 - 19 marzo 2002

Lettera aperta del CTIM Svizzera all'Ambasciatore Ferrarin

"Offesi e umiliati per l'accanimento antiberlusconiano della stampa e della tv elvetica"

AARAU - A firma di Claudio Ruggeri, la delegazione svizzera del Comitato Tricolore per gli Italiani nel mondo (CTIM) ha inviato una lettera all'Ambasciatore d'Italia a Berna Lorenzo Ferrarin, invitandolo "a fare quanto è nelle sue possibilità e nel suo dovere di rappresentante dell'Italia" perché cessi "l'accanimento antiberlusconiano" della stampa e delle televisioni pubbliche svizzere. Questo il testo della lettersa aperta.

"Egregio Signor Ambasciatore,

da più giorni ci arrivano segnalazioni, da parte dei nostri connazionali residenti in Svizzera, di articoli e commenti denigratori delle Istituzioni italiane e degli uomini che le incarnano: appaiono sulla stampa elvetica, compresa quella televisiva, spesso integrati con interviste fatte a qualche Italiano (?) di spicco del palcoscenico sul quale si svolge il "teatrino" nazionale. Il fatto - e non occorre sottolinearne l’aspetto vergognoso, decisamente lampante -, non è specifico della sola Confederazione e non è sfuggito in Italia ove, a più riprese, ad alcuni quotidiani nazionali, in particolare il Giornale ma anche il Corriere della Sera, sono arrivate le proteste dei lettori (24 febbraio, 27 febbraio, 2 marzo, tanto per citare le ultime).

Sappiamo benissimo, egregio Signor Ambasciatore, che Lei non può prendere posizione nei confronti degli organi di stampa, quali il Neue Zurcher Zeitung, neanche quando si permettono di dipingere il nostro Capo del Governo come un comune criminale, avvalorando il tutto con le diffamanti parole di Antonio Di Pietro che vi sostiene che oggi noi Italiani non abbiamo niente da offrire in Europa, tranne "la faccia da pagliaccio di Silvio Berlusconi". Ciò rientra, diciamo così, nel legittimo diritto di libertà di opinione, anche se essa coincide nella fattispecie con la diffamazione e l’oltraggio al prestigio nazionale.

Ma un richiamo ufficiale di codesta Ambasciata ad un maggior rispetto per il nostro Paese ci sembra doveroso almeno nei confronti delle televisioni svizzere, di lingua francese, tedesca ed italiana, che non perdono occasione per infamare l’Italia ed i nostri rappresentanti legittimamente eletti. Una presa di posizione, Signor Ambasciatore, che deve prescindere dalle personali convinzioni politiche ma rispondere al dovere morale ed istituzionale di difesa dell’onore dell’Italia. Non è ammissibile che organi d’informazione statali o parastatali, come le televisioni elvetiche, riversino sul nostro primo Ministro - che è anche titolare del Dicastero che L’ha accreditata a Berna - e sul nostro Stato insulti in diretta, come fa regolarmente il giornalista André Marty nei telegiornali serali in onda da Zurigo. Non è tollerabile che nei programmi di attualità della Tv ticinese, in particolare "Falò", prevalgano, sull’informazione, l’arroganza ed il livore: possiamo capire che la legge Tremonti sul rientro dei capitali possa in qualche modo colpire il santuario delle Banche federali, ma da qui ad offendere un Paese limitrofo ed amico come l’Italia ce ne corre.

E non è accettabile che la Tv della Svizzera romanda, per commentare la sospensione della ratifica del trattato sulle rogatorie, imputi al Premier italiano un interesse personale e giudiziario alla legge stessa e definisca impunemente "fascista" il vicepresidente del Consiglio, on. Fini, implicitamente dando una patente di imbecillità a quegli Italiani che li hanno votati a titolo personale o in nome della coalizione di centrodestra: gli Svizzeri devono ricordare - o forse sapere, se qualcuno si prendesse la briga di dirlo loro - che già dal 1976 un identico trattato vige tra Confederazione e Stati Uniti. I quali, per motivi di garanzie giudiziarie, non di presunto interesse, non accettano comunicazioni di procura se non legittimamente autenticate.

Sono solo alcuni esempi, tra i tanti che potremmo citare. Siamo certi che anche Lei ne avrà registrato qualcuno. Non Le nascondiamo, Signor Ambasciatore, che ci sentiamo offesi ed umiliati da tale accanimento antiberlusconiano che, basandosi sulla calunnia e la disinformazione, finisce con il ricadere pesantemente sull’Italia tutta e su noi Italiani emigrati. Per questo denunciamo il fatto e La invitiamo a fare quanto è nelle Sue possibilità e nel Suo dovere di rappresentante dell’Italia, onde mettere fine a tale sconcio ed ottenere almeno dalle televisioni pubbliche maggior rispetto, se non per l’uomo Berlusconi, quanto meno per quell’ampia maggioranza del popolo italiano che gli ha dato fiducia.

In attesa speranzosa di un Suo adeguato intervento, le porgiamo i nostri più distinti saluti". (Inform)

Lettera aperta del CTIM Svizzera all'Ambasciatore Ferrarin

"Offesi e umiliati per l'accanimento antiberlusconiano della stampa e della tv elvetica"

AARAU - A firma di Claudio Ruggeri, la delegazione svizzera del Comitato Tricolore per gli Italiani nel mondo (CTIM) ha inviato una lettera all'Ambasciatore d'Italia a Berna Lorenzo Ferrarin, invitandolo "a fare quanto è nelle sue possibilità e nel suo dovere di rappresentante dell'Italia" perché cessi "l'accanimento antiberlusconiano" della stampa e delle televisioni pubbliche svizzere. Questo il testo della lettersa aperta.

"Egregio Signor Ambasciatore,

da più giorni ci arrivano segnalazioni, da parte dei nostri connazionali residenti in Svizzera, di articoli e commenti denigratori delle Istituzioni italiane e degli uomini che le incarnano: appaiono sulla stampa elvetica, compresa quella televisiva, spesso integrati con interviste fatte a qualche Italiano (?) di spicco del palcoscenico sul quale si svolge il "teatrino" nazionale. Il fatto - e non occorre sottolinearne l’aspetto vergognoso, decisamente lampante -, non è specifico della sola Confederazione e non è sfuggito in Italia ove, a più riprese, ad alcuni quotidiani nazionali, in particolare il Giornale ma anche il Corriere della Sera, sono arrivate le proteste dei lettori (24 febbraio, 27 febbraio, 2 marzo, tanto per citare le ultime).

Sappiamo benissimo, egregio Signor Ambasciatore, che Lei non può prendere posizione nei confronti degli organi di stampa, quali il Neue Zurcher Zeitung, neanche quando si permettono di dipingere il nostro Capo del Governo come un comune criminale, avvalorando il tutto con le diffamanti parole di Antonio Di Pietro che vi sostiene che oggi noi Italiani non abbiamo niente da offrire in Europa, tranne "la faccia da pagliaccio di Silvio Berlusconi". Ciò rientra, diciamo così, nel legittimo diritto di libertà di opinione, anche se essa coincide nella fattispecie con la diffamazione e l’oltraggio al prestigio nazionale.

Ma un richiamo ufficiale di codesta Ambasciata ad un maggior rispetto per il nostro Paese ci sembra doveroso almeno nei confronti delle televisioni svizzere, di lingua francese, tedesca ed italiana, che non perdono occasione per infamare l’Italia ed i nostri rappresentanti legittimamente eletti. Una presa di posizione, Signor Ambasciatore, che deve prescindere dalle personali convinzioni politiche ma rispondere al dovere morale ed istituzionale di difesa dell’onore dell’Italia. Non è ammissibile che organi d’informazione statali o parastatali, come le televisioni elvetiche, riversino sul nostro primo Ministro - che è anche titolare del Dicastero che L’ha accreditata a Berna - e sul nostro Stato insulti in diretta, come fa regolarmente il giornalista André Marty nei telegiornali serali in onda da Zurigo. Non è tollerabile che nei programmi di attualità della Tv ticinese, in particolare "Falò", prevalgano, sull’informazione, l’arroganza ed il livore: possiamo capire che la legge Tremonti sul rientro dei capitali possa in qualche modo colpire il santuario delle Banche federali, ma da qui ad offendere un Paese limitrofo ed amico come l’Italia ce ne corre.

E non è accettabile che la Tv della Svizzera romanda, per commentare la sospensione della ratifica del trattato sulle rogatorie, imputi al Premier italiano un interesse personale e giudiziario alla legge stessa e definisca impunemente "fascista" il vicepresidente del Consiglio, on. Fini, implicitamente dando una patente di imbecillità a quegli Italiani che li hanno votati a titolo personale o in nome della coalizione di centrodestra: gli Svizzeri devono ricordare - o forse sapere, se qualcuno si prendesse la briga di dirlo loro - che già dal 1976 un identico trattato vige tra Confederazione e Stati Uniti. I quali, per motivi di garanzie giudiziarie, non di presunto interesse, non accettano comunicazioni di procura se non legittimamente autenticate.

Sono solo alcuni esempi, tra i tanti che potremmo citare. Siamo certi che anche Lei ne avrà registrato qualcuno. Non Le nascondiamo, Signor Ambasciatore, che ci sentiamo offesi ed umiliati da tale accanimento antiberlusconiano che, basandosi sulla calunnia e la disinformazione, finisce con il ricadere pesantemente sull’Italia tutta e su noi Italiani emigrati. Per questo denunciamo il fatto e La invitiamo a fare quanto è nelle Sue possibilità e nel Suo dovere di rappresentante dell’Italia, onde mettere fine a tale sconcio ed ottenere almeno dalle televisioni pubbliche maggior rispetto, se non per l’uomo Berlusconi, quanto meno per quell’ampia maggioranza del popolo italiano che gli ha dato fiducia.

In attesa speranzosa di un Suo adeguato intervento, le porgiamo i nostri più distinti saluti". (Inform)


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