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INFORM - N. 56 - 19 marzo 2002

Immigrazione - "Sicilia Mondo" si rivolge al Presidente della Camera Casini

"Modificare il testo repressivo approvato dal Senato recuperando il senso dell'umanità e della solidarietà"

CATANIA - "Sicilia Mondo" dichiara il suo deciso dissenso sulle norme contenute nel disegno di legge sulla immigrazione recentemente approvato dal Senato ed ora in attesa di passare all’esame della Camera dei Deputati. Lo fa con un lettera dal presidente Mimmo Azzia al presidente della Camera Pier Ferdinando Casini (inviata anche al presidente della Commissione Affari Costituzionali).

Il provvedimento - scrive Azzia - lungi dal modificare o rimuovere la complessità del problema sia nei riguardi degli immigrati regolari che di quelli irregolari, aggrava il rapporto di convivenza favorendo un clima di precarietà e di incertezze a tutto discapito della domanda di serenità richiesta dalla opinione pubblica ed a tutto danno della economia del Paese. Il permesso di soggiorno, collegato al contratto di lavoro, facendo dell’immigrato un lavoratore temporaneamente collegato alla sua utilità nei confronti dell’azienda Italia, nega la tutela dei diritti e dei doveri della persona immigrata, impedisce i ricongiungimenti familiari e rende difficile la sua integrazione nel tessuto sociale italiano aprendo una stagione di flussi non stabili che diventerà sempre più ingovernabile nei prossimi anni. Il disegno di legge non tiene conto che la presenza degli immigrati è ormai una realtà con carattere strutturale di cui il nostro Paese non può fare a meno, con una stabilità che ha come base la famiglia con i figli pienamente inseriti nelle scuole, moltissimi extracomunitari che svolgono attività lavorative, hanno un alloggio, un ottimo rapporto con la società locale di cui sono diventati parte integrante e non ha problemi con la giustizia. Si tratta, quindi di una forza lavorativa divenuta risorsa e quindi arricchimento per la economia e per la società italiana. Sono 175mila gli alunni non cittadini italiani che frequentano le scuole del nostro Paese, cioè il 2% della intera popolazione scolastica.

Il disegno di legge infine, senza risolvere il problema, rischia di minare le radici della convivenza e quella cultura della accoglienza e della solidarietà nei confronti delle famiglie, dei minori e dei rifugiati, che appartiene alla migliore tradizione del popolo italiano. Lo stesso Presidente della CEI cardinale Camillo Ruini - ricorda Azzia - ha dichiarato la norma della legge Fini-Bossi, "discutibile e problematica", dalla Migrantes arriva un chiaro no a "usa e getta" alla immigrazione, per la Caritas "gli stranieri non possono essere tenuti solo e fino a quanto servono e poi mandati via". Messaggi chiari nei confronti di quel mondo politico che afferma di governare in direzione del bene comune ed in modo particolare nei confronti di quanti dicono di portare nella loro esperienza politica i valori di fondo della ispirazione cristiana. L’argomento su questo tema più che maestri esige testimoni.

La stragrande maggioranza degli italiani è sulla linea della solidarietà e contesta questo tipo di legge oltranzista; richiede piuttosto la regolamentazione degli arrivi ed una azione più decisa del Governo contro le mafie che sfruttano e riducono in schiavitù gli immigrati. Lo stesso Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, ha chiesto al Governo italiano di modificare la norma. Anche nella Unione Europea cresce la preoccupazione sul disegno di legge italiano. Il suo contenuto infatti pone il nostro Paese fuori dall’Europa. Pertanto, "Sicilia Mondo" fa appello alla sensibilità e capacità di mediazione del Presidente della Camera e della Commissione Affari Costituzionali perché venga modificato il testo repressivo approvato dal Senato recuperando il senso della umanità e della solidarietà nel solco di quel patrimonio culturale italiano fondato sul rispetto della dignità della persona umana, principio per la cui osservanza, le associazioni di emigrazione si sono battute da sempre con forza e con successo presso le società ospitanti in favore dei connazionali emigrati. L’Italia - conclude il presidente di "Sicilia Mondo" - non può disconoscere la sua storia. (Inform)


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