* INFORM *

INFORM - N. 56 - 19 marzo 2002

Trasferimento dei contributi svizzeri all’ Inps. Il CGIE Svizzera insiste per una proroga dell'attuale normativa

ROMA - Nel corso dei lavori della Conferenza permanente Stato-Regioni-Province autonome-CGIE è intervenuto il Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, on. Pasquale Viespoli, il quale ha affrontato anche la ormai annosa questione del blocco dei trasferimenti dei contributi svizzeri all’Inps, conseguenza dell’entrata in vigore degli accordi bilaterali Svizzera-Unione Europea che, tra l’altro, sostituiranno l’attuale normativa bilaterale italo-svizzera di sicurezza sociale.

Il problema che è stato, per altro, evidenziato anche nel documento elaborato dal Tavolo Tematico n.3 della Conferenza. A tale proposito il Sottosegretario Viespoli ha escluso che il problema possa essere superato con la proroga di cinque anni dell’attuale normativa come richiesto dalla Comunità italiana in Svizzera e dallo stesso CGIE. Innanzitutto, a suo dire, perché tale soluzione sarebbe condizionata da una problematica e difficile accettazione da parte di tutti gli altri paesi dell’Unione Europea.

Il Sottosegretario ha annunciato che il Ministero del Lavoro è, invece, impegnato ad elaborare una norma legislativa autonoma del Parlamento italiano per superare il problema, e cioè quella già ventilata anche in passato e ritenuta, però, insoddisfacente dalla Comunità italiana in Svizzera ovvero il cosiddetto trasferimento virtuale dei contributi elvetici. Una soluzione transitoria, applicabile per un periodo di cinque anni, che consentirebbe agli emigrati interessati al trasferimento di ottenere una pensione italiana di anzianità calcolata anche sulla contribuzione svizzera sino alla maturazione del diritto alla successiva prestazione pensionistica di vecchiaia elvetica.

La delegazione svizzera ed il rappresentante dei lavoratori frontalieri nel CGIE, pur apprezzando l’impegno del Ministero del Lavoro nella ricerca di una soluzione al problema, ritengono che comunque l’imminente blocco del trasferimento dei contributi svizzeri all’Inps possa essere superato preferibilmente attraverso una proroga di cinque anni dell’attuale normativa. Infatti quest’ultima soluzione è l’unica che garantirebbe completamente tutti i soggetti interessati al trasferimento e quindi la delegazione svizzera ed il rappresentante dei lavoratori frontalieri nel CGIE sollecitano il governo italiano ad intervenire con determinazione nei confronti degli altri 14 Paesi dell’Unione Europea per ottenere il loro consenso su una tale soluzione che, per altro, non avrebbe per essi alcuna implicazione. (Inform)


Vai a: