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INFORM - N. 55 - 18 marzo 2002

Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE

L'indirizzo di saluto del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

ROMA - E' stato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta a leggere, in apertura dei lavori della Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE, l'indirizzo di saluto di Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio e ministro degli Esteri ad interim.

"E con sincera emozione e con orgoglio riconoscente che intervengo oggi ad inaugurare una giornata di lavori che non esito a definire di valenza storica. La prima sessione della Conferenza permanente tra Stato, Regioni, Province Autonome e Consiglio Generale degli Italiani all'Estero - fortemente voluta dal Governo - si configura infatti quale inedito evento di altissimo valore per le nostre collettività all'estero, per i loro rappresentanti eletti e per le istituzioni del nostro Paese. Il compito che la Conferenza si propone è ambizioso e non più procrastinabile: indicare le linee programmatiche, della politica dei Governo, del Parlamento e delle Regioni per le comunità italiane all'estero.

Gli indirizzi delineati dalla Conferenza costituiranno pertanto le fondamenta più solide delle future strategie nell'attività del CGIE. Si tratta di un impegno importante e fondamentale, di un obbiettivo che riflette un'esigenza urgente e positiva, a cui si rivolge l'attenzione e, l'auspicio di tutto il Governo.

L'Italia, che nasce come 'Paese di emigrazione, dispone oggi nel mondo di una straordinaria risorsa, costituita dalle proprie comunità all'estero, che va curata e valorizzata. E ciò non soltanto per il ruolo decisivo che, storicamente, l'emigrazione ha giocato ai fini dello sviluppo e della crescita del nostro Paese, ma anche e soprattutto per la crescente affermazione nel mondo delle comunità italiane stesse. Le posizioni rilevanti conquistate in numerosi paesi da nostri connazionali con non poche difficoltà, le grandi realizzazioni conseguite in termini imprenditoriali, di creazione di ricchezza e di apporto di conoscenza fanno infatti ormai assurgere le collettività italiane all'estero a potente attore di politica estera.

L'esistenza di 350 Parlamentari di origine italiana, che intervengono nelle decisioni di 27 Parlamenti nazionali e che svolgono un ruolo di primo piano nella vita politica del Paese di residenza, testimonia l'elevato grado di integrazione degli Italiani. all'estero nei Paesi di accoglienza.

Gli Italiani nel mondo sono una risorsa anche in quanto espressione delle molteplici specificità del nostro Paese e della sua unità politica e culturale. Essere consapevoli di far parte di un'unica comunità diffusa nel mondo, portatrice di valori che hanno arricchito popoli e culture, significa impegnarsi a vivere intensamente la propria identità italiana. E significa anche coltivare la conoscenza delle proprie radici e del legame esistente tra vita individuale e storia della Nazione. Essere Italiani oggi significa avere piena consapevolezza di una identità nazionale, di cultura civile, che, dalla memoria delle vicende trascorse, sia capace di guardare al futuro con rinnovato vigore. Soltanto in questo modo gli Italiani, ovunque essi risiedano, potranno assurgere a protagonisti della gJobalizzazione e consentirano al nostro Paese di affrontare efficacemente le sfide che si accompagnano ai mutamenti in atto rendendoli fonti di opportunità di crescita.

Uno Stato unitario, ma anche fortemente decentrato e rispettoso delle realtà regionali e locali, deve adoperarsi per porre in essere una politica di valorizzazione e tutela dei diritti degli Italiani nel mondo. Tali diritti sono stati riconosciuti dalla Costituzione della Repubblica attraverso l'istituzione di un'apposita circoscrizione per l'estero. Con essa, si è inteso dare uno spazio ed una voce specifica nel nostro Parlamento ai rappresentanti dei cittadini residenti stabilmente all'estero. Il Parlamento, nell' intento di dare pienezza di contenuti ai diritti di cittadinanza e di partecipazione politica agli Italiani 'all'estero, ha approvato nel primo semestre di legislatura, la legge ordinaria per il voto all'estero su iniziativa dell'on. Mirko Tremaglia, Ministro per gli Italiani nel Mondo.

Il Ministero degli Affari Esteri ha già da tempo adeguato la propria strategia verso gli Italiani nel mondo alla nuova realtà che essi rappresentano sia per la Patria di origine, sia per i Paesi di residenza. Essi sono ormai un riferimento centrale nella definizione della nostra politica estera, uno strumento insostituibile della nostra proiezione nel mondo, una testimonianza vivente della forza e dell'affidabilità del nostro Paese.

Per manifestare la gratitudine che l'intera nazione deve alle generazioni, passate e presenti, di Italiani nel mondo occorre mirare a due obiettivi fondamentali: la piena integrazione di ogni nostro connazionale nella società in cui. risiede e la valorizzazione dell'identità culturale e nazionale italiana di cui egli è portatore. Il perseguimento di questi due obiettivi si iscrive in un'azione più generale intesa a far conseguire una sempre più adeguata collocazione internazionale per l'Italia, anche attraverso la preziosa componente costituita dagli Italiani nel Mondo. Si tratta in sostanza di un obiettivo globale di affermazione del Sistema Italia nel mondo, di una sua più compiuta internazionalizzazione, mediante la costante valorizzazione delle nostre comunità all'estero.

E' questo lo scenario virtuoso e promettente su cui il Governo intende basarsi per condurre la sua azione, avvalendosi naturalmente del molo ormai insostituibile delle Regioni e rivolgendo loro un invito. Le Regioni, divenute da diverso tempo punto dì riferimento importante per gli italiani all'estero, sono infatti chiamate ora più che mai a coordinare la loro azione con quella governativa, ad integrarle in un solo Sistema-Paese, creando in tal modo maggiori opportunità per sostenere con più efficacia la presenza degli italiani all'estero, le economie e le popolazioni dei paesi in cui vivono e delle regioni da cui provengono. Diviene sempre più coerente procedere alla definizione della nostra politica estera alla luce non soltanto dei radicali mutamenti internazionali di questi ultimi anni (e forse degli ultimi mesi), ma anche della riscoperta dei nostri valori e delle nostre tradizioni nazionali e locali. Resto infatti convinto che il composito e vitalissimo contesto di cui sono espressione le cento città ed i mille comuni della nostra penisola continui a produrre un inarrestabile arricchimento del quadro unitario nazionale, grazie anche al contributo insostituibile delle Autonomie locali ai vari livelli.

La promozione del Sistema Italia attraverso la valorizzazione delle comunità italiane all'estero è resa più agevole dal fatto che gli Italiani nei mondo sono presenti soprattutto in aree di grande interesse geopolitico.. Ciò corrisponde alle correnti migratorie della nostra storia. Esse coincidono con l'ascesa dì grandi Paesi europei, delle democrazie industriali dell'America Settentrionale, delle maggiori nazioni del Continente latino-americano, dell'Australia, e di altri Stati in cui le nostre comunità si collocano e operano.

La Conferenza che si apre oggi è la sede in cui tutti i soggetti interessati alle politiche per gli italiani all'estero sono chiamati a coniugare la flessibilità della programmazione degli interventi con le aspettative e le sensibilità dei nostri connazionali. Essi non costituiscono un blocco omogeneo, date le diverse realtà in cui sono inseriti, ma saranno certamente in grado di riflettersi in un documento conclusivo su cui domani verrà avviato il dibattito. Si tratta di intraprendere un percorso "virtuoso", che impegnerà negli anni a venire non soltanto il Governo, ma anche il Parlamento, le Regioni e le diverse Autonomie locali, il CGIE, i Comites, le comunità italiane e quei concittadini che partecipano attivamente alla vita politica del Paese che li ospita.

Un'azione di tutela e promozione delle comunità italiane all'estero senza un intenso e proficuo scambio di idee e di proposte con i primi destinatari delle iniziative che saranno predisposte dal nostro Paese sarebbe velleitaria e destinata all'insuccesso. Gli Italiani all'estero costituiscono pertanto i nostri principali interlocutori assieme ai quali consolidate le basi di 'un comune benessere. Nell'ambito di tale strategia desidero esprimere il mio più vivo apprezzamento per il dialogo costruttivo e la collaborazione proficua che il Ministero degli Affari Esteri, ed in modo particolare la Direzione Generale per gli Italiani all'Estero e le Politiche Migratorie, è riuscita a sviluppare con gli organi di rappresentanza delle comunità italiane all'estero. Mi riferisco ai Comites, istituiti presso ciascun 'Ufficio consolare di prima categoria, e al CGIE.

So che è in corso un avanzato lavoro di riflessione per modificare entrambe le leggi che lì regolano. I componenti del CGIE, all'indomani dei lavori di questa Conferenza, cercheranno di interpretare queste esigenze di riforma in vista di una prossima presentazione dei relativi disegni di legge in sede parlamentare. Si tratta di iniziative di interesse primario per gli Italiani all'estero, a cui il Governo non mancherà di assicurare il proprio apporto dì idee e suggerimenti.

Lingua e cultura italiana, lavoro e formazione professionale, assistenza, previdenza e solidarietà, diritti di cittadinanza, partecipazione e rappresentanza, problematiche dell'informazione e comunicazione, sono i grandi temi che la Conferenza dovrà approfondire e su cui i vostri cinque tavoli tematici hanno così costruttivamente lavorato nei mesi scorsi. Sarà attorno a questi temi che potremo misurare, in un confronto aperto e costruttivo con tutti i soggetti istituzionali interessati, ,a cominciare dalle regioni, l'evoluzione dei bisogni delle nostre collettività 'all'estero, sul piano della cultura, del lavoro, dell'economia e della politica. Ritengo a questo proposito. che la consapevolezza dì una identità in cui le radici sono importanti si alimenti non solo attraverso l'adozione di opportuni provvedimenti legìslativi, ma anche e soprattutto attraverso la condivisione di valori e contenuti della cultura e della civiltà italiana.

Noi dovremo quindi rendere accessibili tali valori anche e soprattutto alle nuove generazioni che, pur costituendo il futuro delle nostre comunità all'estero, hanno spesso una conoscenza solo indiretta e mediata dell'Italia. Analogo sforzo dovrà essere fatto per accrescere la partecipazione ed il ruolo della componente femminile in emigrazione, e a tal fine il Governo sosterrà l'iniziativa tesa ad istituire l'Osservatorio delle Donne Italiane all'Estero, che è anche uno dei seguiti operativi della Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo del dicembre 2000. La questione del mantenimento di una identità di nazione e di cultura si collega direttamente al tema dell'informazione nelle sue varie forme e dell'intervento linguistico-culturale che, come noto, si collocano tra le esigenze primarie degli Italiani all'estero.

Il Governo garantirà un'azione di raccordo efficace in vista della finalizzazione delle linee programmatiche che saranno indicate dalla Conferenza permanente Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE. Lo ha già fatto in occasione delle grandi iniziative realizzate in questi ultimi tempi e che ho prima menzionato, quali la Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo e la Prima Conferenza dei Parlamentari di origine italiana. Energie, risorse ed opportunità vanno infatti integrate attingendo al bagaglio di esperienze e di competenze professionali consolidate sul campo. Al fine di assicurare una risposta adeguata alle esigenze di tutela e promozione delle nostre comunità all'estero, che eviti sovrapposizioni di intervento, è necessario sviluppare e consolidare i rapporti di collaborazione avviati dal Ministero degli Affari Esteri con gli altri Dicasteri interessati e con le Regioni. Solo in tale modo potrà essere capitalizzato il patrimonio di conoscenze acquisite dalle nostre Rappresentanze diplomatico-consolari sulle comunità italiane.

Le nostre Ambasciate ed i nostri Consolati sono infatti osservatori privilegiati delle realtà esistenti nei Paesi di accreditamento. La realizzazione di una politica organica di salvaguardia, tutela e promozione delle nostre comunità all'estero non può pertanto prescindere da un raccordo con le linee d'azione tracciate a livello centrale dal Governo. Il coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri e con il Ministro per gli Italiani nel Mondo dovrà quindi, risultare in maniera sempre più esplicita nel processo di armonizzazione dei piani di azione che tutti i soggetti istituzionali intendono attuare in relazione al conseguimento degli obiettivi generali dì crescita e valorizzazione dell'identità e della cultura italiane all'estero.

Allo scopo di perseguire le opportune sinergie di azione, auspicabile che la Conferenza definisca in questa sua prima sessione le modalità attraverso cui assicurare il suo carattere permanente. Rivolgo a tutti i presenti e in particolare agli amici del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero un fervido augurio di buon lavoro". Inform)


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