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INFORM - N. 54 - 17 marzo 2002

Svizzera - Trasferimento dei contributi AVS: dal CGIE un appello al Presidente del Consiglio Berlusconi

ZURIGO - L’imminente l’entrata in vigore degli accordi bilaterali tra Svizzera ed Unione Europea (le autorità elvetiche indicano il 1.6.2002), ha indotto il Segretario Generale del CGIE Franco Narducci e il Presidente della II commissione tematica del CGIE Dino Nardi a rivolgersi al Presidente del Consiglio – On.le Silvio Berlusconi –, affinché intervenga per sbloccare la situazione di stallo. Gli accordi, nel loro complesso, porteranno benefici concreti sia ai cittadini svizzeri che a quelli comunitari, e quindi anche agli emigrati italiani, che in questo Paese rappresentano la comunità straniera numericamente più grande.

I due rappresentanti del CGIE sottolineano che l’entrata in vigore degli accordi avrà conseguenze pesanti per i nostri connazionali più anziani. Contestualmente, infatti, decadrà l’attuale convenzione bilaterale italo-svizzera in materia di sicurezza sociale, che sarà sostituita con gli analoghi Regolamenti comunitari. Ne scaturirà, purtroppo, un grave danno per quegli emigrati di prima generazione in prossimità di pensionarsi che non potranno più trasferire la loro contribuzione previdenziale dall’Ente elvetico all’INPS, per l’ottenimento di una prestazione pensionistica di anzianità italiana, possibile, invece, con la vigente normativa.

Da quando è sorto questo problema (fine 1998), gli italiani residenti in Svizzera, tramite l’associazionismo, le forze politiche e i loro rappresentanti istituzionali (Comites e CGIE), si sono subito attivati – sostenuti anche da una petizione popolare sottoscritta da oltre 12'000 persone – per ottenere un periodo di proroga di cinque anni prima che si applichi il blocco dei trasferimenti contributivi dall’Ente elvetico all’INPS. Ciò per consentire agli emigrati di prima generazione, in procinto di pensionarsi, di non vedersi stravolgere il programma di quiescenza progettato, appunto, sul rimpatrio e la pensione di anzianità italiana ottenuta anche con il trasferimento dei contributi svizzeri.

Il Segretario Generale Narducci e il Presidente Nardi ricordano poi che sia da parte dei precedenti che degli attuali Ministero del Lavoro e Ministero degli Affari Esteri e dello stesso Ministero degli Italiani nel Mondo, non sono mancate le espressioni di solidarietà e promesse di interessamento per una soluzione positiva del problema. Purtroppo, a tutt’oggi, e nonostante le continue sollecitazioni del CGIE, non è stata data ancora una risposta che lasci intravedere uno sbocco positivo.

Rivolgendosi al Presidente del Consiglio dei Ministri, Narducci e Nardi sottolineano che a questo punto hanno ritenuto di dovergli "rappresentare detta questione che sta a cuore a migliaia d’italiani, anche perché il tempo disponibile per individuare una soluzione soddisfacente é ormai ristrettissimo". Tra l’altro, da parte delle organizzazioni promotrici della già menzionata petizione è stata indetta una manifestazione pubblica d’informazione, che certamente in mancanza di una risposta del Governo si trasformerà in una manifestazione di protesta, per sabato 23 marzo prossimo alla Casa d’Italia di Zurigo.

Concludendo, i due rappresentanti del CGIE rimarcano che un "autorevole intervento del Presidente del Consiglio sarà determinante per dare una soluzione a questo problema di tanti lavoratori emigrati che con i loro sacrifici hanno indubbiamente contribuito, in maniera notevole, prima al risanamento e poi alla crescita economica e sociale del nostro". (Inform)


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