* INFORM *

INFORM - N. 53 - 15 marzo 2002

Seminario a Padova su scuola, cultura e identità veneta

VENEZIA – "Non esiste una cultura universale ma un insieme di culture locali e l’identità veneta, che io definisco civiltà, è il risultato eccellente dell’apporto nel tempo di più culture che noi abbiamo il dovere di trasmettere alle giovani generazioni". E’ uno dei passaggi più significativi dell’intervento con cui il prof. Ulderico Bernardi, dell’Università di Ca’ Foscari, ha presentato l’identità e il valore della cultura veneta in occasione del seminario dedicato all’apporto della scuola che si è svolto a Padova il 14 marzo presso l’I.T.C. "A. Gramsci" per iniziativa della Regione Veneto. Erano presenti l’assessore regionale all’istruzione, cultura e identità veneta Ermanno Serrajotto e il direttore generale dell’Ufficio scolastico per il Veneto Enzo Martinelli.

Serrajotto ha sottolineato come la Regione abbia voluto in questa legislatura una caratterizzazione molto forte dell’identità veneta. Parallelamente è stata avviata un’azione di valorizzazione e di rafforzamento della qualità della scuola, in questa fase di profonde trasformazioni, attraverso un progetto articolato in più iniziative con un impegno finanziario di circa 4,5 miliardi di lire. Alcune di queste iniziative – ha detto Serrajotto – hanno come obiettivo di dare riconoscimento al valore educativo di percorsi didattici che hanno per oggetto le culture locali e l’identità veneta, come il sussidiario "Noi Veneti", i corsi di aggiornamento per gli insegnanti e ora due concorsi (con 48 premi da 5164 euro ciascuno) per progetti didattici realizzati dalle scuole di ogni ordine e grado. "Non è il regionalismo della didattica quello che vogliamo – ha affermato Serrajotto – ma rendere consapevoli i giovani attraverso la scuola che il Veneto attuale è il risultato delle generazioni precedenti. In una società sempre più multiculturale è fondamentale conoscere e salvaguardare la propria identità".

Da parte sua il direttore dell’Ufficio scolastico per il Veneto Martinelli, evidenziando che la scuola vive una fase di incertezza tra una riforma fatta ma non applicata e una ancora da fare, ha detto che si parla più di cicli che di contenuti dei programmi scolastici e chi li deve stabilire. Guardando alle esperienze europee, i modelli sono molteplici: in alcuni Paesi è lo Stato a decidere tutto, in altri tutto è demandato alle realtà locali. Si tratta di cogliere e dare risposta alle diverse sensibilità – ha detto Martinelli – e indubbiamente nel Veneto c’è questa sensibilità nei confronti dell’identità locale, già presente in progetti realizzati dalle scuole e che non potrà mancare in prospettiva nel sistema generale riformato. La Regione offre questa ulteriore opportunità di valorizzazione che la scuola veneta è pronta a sostenere, proprio per confrontarsi con le altre realtà europee.

Il prof. Bernardi ha affermato che l’identità è un valore e chi non apprezza la propria, non apprezza neppure le altre. Ripercorrendo l’eredità storica del Veneto, ha detto che era già una società multiculturale e multietnica ma ha saputo mantenere la sua caratterizzazione identitaria. Dopo una serie di interventi di rappresentanti della Regione e dell’Ufficio scolastico, il prof. Giovanni Luigi Fontana dell’Università di Padova ha toccato un aspetto concreto delle interrelazioni tra scuola e società, parlando del ruolo che le istituzioni formative hanno avuto nello sviluppo dei distretti industriali del Veneto. A conclusione, è stato ricordato che le scuole che intendono partecipare ai due concorsi banditi dalla Regione devono presentare i lavori entro il 4 aprile prossimo. Un concorso (con 8 premi) riguarda produzioni didattiche di particolare pregio collegate a temi riguardanti la cultura veneta, l’altro concorso (con 40 premi) riguarda l’attuazione di attività e percorsi didattici significativi rispetto alla cultura e alle tradizioni venete. (Inform)


Vai a: