* INFORM *

INFORM - N. 53 - 15 marzo 2002

Per gli argentini di origine trentina un piano straordinario biennale di aiuti dalla Provincia di Trento

Priorità a nuove povertà, formazione professionale e cooperative, senza incentivare i rientri

TRENTO - Per offrire un concreto sostegno agli argentini di origini trentine travolti, come la gran parte dei loro connazionali, dalla crisi politico-istituzionale che attanaglia il grande paese latinoamericano, la Provincia autonoma di Trento ha deciso di varare un piano di interventi straordinario. Il piano alla cui stesura ha collaborato anche la Quarta Commissione consiliare - sarà attuato dall'associazione Trentini nel Mondo, attraverso il suo coordinatore Ciro Russo, in stretto raccordo con l'Unione delle Famiglie Trentine, che nominerà a sua volta un proprio referente.

Come si ricorderà, nella collegata al Bilancio 2002 la Giunta provinciale, su proposta dell'assessore all'emigrazione Sergio Muraro, aveva già deciso di stanziare risorse per circa 1,5 milioni di euro, subordinandone l'impiego al varo di un piano generale di interventi a medio termine.

Il piano, da oggi, è una realtà. Di durata biennale sarà operativo fino al dicembre del 2003 - esso va ad aggiungersi alle iniziative già in corso di realizzazione dai primi anni '90, e si propone il duplice obiettivo di venire incontro alle esigenze di coloro che vogliono rientrare in Trentino e di coloro che intendono invece continuare a vivere in Argentina, ma che abbisognano di un aiuto concreto. Tre sono le principali contingenze negative che si propone di contrastare: il grave impoverimento delle famiglie, soprattutto quelle appartenenti alla classe media (ovvero le cosiddette "nuove povertà"), l'aumento della disoccupazione, sia giovanile che di età avanzata, aggravato dall'assenza di ammortizzatori sociali, e la strozzatura delle attività produttive causata dal blocco dei consumi.

L'intento del Trentino non è dunque quello di incentivare il rientro degli emigrati trentini, anche perché questo significherebbe lanciare un inaccettabile segnale di sfiducia nei confronti di un paese che ha invece bisogno di essere sostenuto, per superare la crisi che sta attraversando. Si intende però facilitare il percorso di coloro a tutt'oggi una minoranza che per diverse ragioni non possono più continuare a rimanere in Argentina, e offrire agli altri concrete opportunità di vita, attraverso tutta una serie di azioni non solo di carattere assistenziale. Tutto questo anche attraverso l'azione di un gruppo di lavoro appositamente costituito nel paese, denominato "Emergenza Argentina", e con il contributo sia del mondo associativo che delle autorità consolari italiane.

Ecco in sintesi gli interventi previsti, voce per voce.

Accoglienza dei rimpatriati

Nei confronti degli emigrati trentini in possesso dei requisiti previsti dalla legge che intendono rimpatriare dall'Argentina, il sostegno economico da parte della Provincia delle spese di viaggio e trasporto masserizie passa rispettivamente dal 90 per cento e dal 60 per cento al 100 per cento, nel caso in cui il rimpatrio avvenga nell'ambito delle azioni coordinate dal gruppo di lavoro "Emergenza Argentina".

Inoltre in presenza di situazioni di grave disagio economico, adeguatamente motivate, oltre alla concessione del contributo di euro 1.549,37 per ciascun componente il nucleo familiare al momento dell'arrivo, saranno disposte, se necessario, le spese per il vitto e l'alloggio a carico della Provincia per il periodo massimo di 90 giorni dalla data del rimpatrio.

Sostegno al lavoro

Il gruppo "Emergenza Argentina", composto da un funzionario per ciascuno dei Servizi provinciali coinvolti, Lavoro, Agenzia del Lavoro ed Emigrazione e relazioni esterne, e da un rappresentante per ciascuna delle associazioni imprenditoriali trentine: Industriali, Artigiani, Commercianti, Albergatori, Contadini e Cooperative, si occuperà di gestire i vari aspetti di questa emergenza.

In particolare:

Solidarietà

In deroga e in aggiunta alle misure già in vigore in materia di interventi di solidarietà posti in essere dalle associazioni degli emigrati sarà assegnato un contributo straordinario annuo una tantum nella misura massima di 1.440 dollari ad ulteriori famiglie di emigrati (rispetto a quelle già seguite dalle associazioni stesse), che a causa dell'emergenza versino in situazione di povertà motivata da opportune indagini realizzate da un servizio sociale apposito. A tal fine le associazioni degli emigrati trentini in Argentina sono invitate a segnalare tutte le situazioni di povertà e di bisogno di cui sono a conoscenza.

L'Associazione Trentini nel Mondo è incaricata di provvedere all'organizzazione del nucleo di assistenti sociali che effettueranno gli adempimenti previsti dal piano, compreso il pagamento dei contributi straordinari alle famiglie. Gli assistenti sociali saranno selezionati, con priorità a quelli di origine trentina, sulla base delle segnalazioni effettuate dai consultori della Provincia autonoma, dagli organismi di primo grado degli emigrati trentini (Circoli trentini e Famiglie trentine) e dai Consolati italiani in Argentina. Su proposta del nucleo di assistenti sociali potranno essere assegnati anche speciali contributi per l'acquisto di medicinali e attrezzature mediche e sanitarie, nonché borse di studio temporanee per garantire la continuità dell'iter scolastico.

Sostegno alle attività produttive

Si provvederà alla ricapitalizzazione delle cooperative costituite per la realizzazione dei progetti finanziati dalla Provincia autonoma, in particolare: Cooperativa Trento Regina Villa Regina, Rio Negro; Cooperativa Trento Viedma Viedma, Rio Negro; Cooperativa Valsugana Chaqueña Pampa del Infierno, Chaco; Cooperativa Tirol Chaqueña Quitilipi, Chaco; Cooperativa Trento Chaqueña Resistencia, Chaco

La somma da assegnare a ciascuna cooperativa è determinata tenendo conto del presumibile mancato guadagno causato dalla crisi economica, nonché della tipologia di attività e del numero dei soci che vi aderiscono. Il piano istituisce inoltre un fondo di riserva per finanziare eventuali nuove iniziative cooperativistiche. (Marco Pontoni-Inform)


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