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INFORM - N. 53 - 15 marzo 2002

Macrì (CGIE) a Tremaglia: "Urge cabina di regia anche in Argentina"

BUENOS AIRES - Le molteplici, generose iniziative di solidarietà preannunciate – o già in atto – da parte di Regioni, Province ed enti vari italiani, in risposta alla profonda crisi economica e sociale attraversata dall'Argentina e da larghe fasce di connazionali, stanno rischiando, paradossalmente, di creare ritorni negativi di immagine nei connazionali stessi, che ritengono già concretate e disponibili le risorse in questione. Essi infatti credono che le risorse siano gestite dalla rete consolare, alla quale si rivolgono con insistenza, ricevendo risposte necessariamente interlocutorie, che acuiscono delusioni e recriminazioni.

E' quanto scrive al ministro per gli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, il vice segretario generale perr l'America Latina del CGIE, Antonio Macrì, aggiungendo che a questo danno di immagine, comunque da non sottovalutare, si aggiungerà la difficoltà concreta della rete consolare a gestire le risorse stesse quando saranno effettivamente disponibili, e dellŽAmbasciata a Buenos Aires a coordinare e indirizzare verso i giusti canali le variegate iniziative di cui si ha notizia. Iniziative che vanno dal sussidio monetario diretto allŽinvio di medicinali e generi alimentari, dai progetti di formazione professionale alle borse di studio post-universitarie, dai programmi di rimpatrio definitivo per anziani alle iniziative per far incontrare offerte di lavoro in Italia e aspirazioni di nostri connazionali di rientrare a tale scopo.

Quale il rimedio? Macrì rileva lŽassoluta necessità di contare su una "cabina di regia" non solo in Italia, come già previsto dal ministro Tremaglia, ma anche in Argentina, con una unità di coordinamento da individuare con attenzione. Una ipotesi potrebbe essere la creazione a Buenos Aires di una sorta di "Unità tecnica locale " di coordinamento, da affidare possibilmente ad un diplomatico da inviare in missione, che giá conosca la realtà del Paese, con lŽassunzione parallela di personale locale a contratto temporaneo.

Un'altra ipotesi è quella di coinvolgere l'O.I.M. (Organizzazione Internazionale delle Migrazioni) che in quanto appartenente al sistema delle Nazioni Unite, offrirebbe le necessarie garanzie di competenza e trasparenza verso tutti gli interlocutori interessati, e che avendo già uffici sia a Roma che a Buenos Aires potrebbe risultare rapidamente esecutiva.

Non si tratta certamente di lasciar da parte la collaborazione delle tante Associazioni regionali - conclude Macrì - ma è evidente la necessità di coordinare e seguire in tutto il paese le iniziative intraprese da Enti regionali, provinciali e comunali. (Inform)


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